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    Lo spazio della soglia. La qualità oikogena dell’architettura

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    L’Architettura è spazio percorribile, interno abitabile, conformazione di luoghi che consentano e accolgano azioni umane e il verificarsi di eventi che la rendano significativa, ma il progetto di architettura acquista valore solo se sostanziato da una prassi teorica che, sola, può dare senso e profondità alla tensione ideativa, manifestando l’“adeguatezza allo scopo” cui il progetto è destinato e il “valore etico” che lo connota e lo distingue dalle altre pratiche artistiche. Il libro raccoglie scritti di autori diversi. Sosteniamo che il lavoro in architettura, come nella letteratura, nella musica, nel cinema, nell’arte figurativa, debba essere il frutto di una elaborazione collettiva, dato che non è fondamentale affermare “ragioni di individualità” ma definire i caratteri della propria individualità mediante “ragioni di collettività”. È un’appartenenza condivisa quella che definisce delle identità ed è all’interno di questa appartenenza che si rivelano le differenze e le analogie che possono far progredire il “fare progettuale”. Ogni contributo sottolinea aspetti e articolazioni differenti del tema, questi possono essere esaminati dal lettore anche in maniera autonoma dato che tutti esplicitano la propria angolazione teorica. Il carattere di questo libro è, in definitiva, dato dal rappresentare lo specchio di una ricerca che fa del confronto tra diverse culture e competenze un punto di forza in un processo di condivisione del sapere “aperto” e “autentico”

    Interni. Nuove geografie della ricerca

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    La generazione di ricercatori che si è formata nel corso degli ultimi quindici anni nel campo dell’architettura degli interni ha vissuto una stagione molto particolare. Da un lato, a causa del ridimensionamento delle risorse destinate all’università, si è spesso trovata di fronte all’impossibilità di progettare percorsi di ricerca di medio e lungo periodo. Dall’altro, avendo vissuto la crisi del settore universitario come una condizione quasi permanente, ha dovuto continuamente indagare nuove strade e diversi strumenti operativi per farvi fronte. Finendo, così, per individuare percorsi e profili innovativi di ricerca che, pur aderendo maggiormente alle necessità del reale, in molti casi sono ancora in attesa di valorizzazione. Questo volume raccoglie i contributi di giovani studiosi del settore, attivi in Italia o all’estero, e di chi conduce studi sui temi delle discipline degli interni, per provare a mappare gli orientamenti emergenti nel campo, su e attraverso il progetto. Il suo obiettivo è quello di fare emergere convergenze inaspettate, linee di ricerca promettenti e profili ancora poco valorizzati, nonché di restituire all’esterno la vitalità di una comunità che raramente trova occasioni di incontro e di confronto interno

    Margini oizzontali

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    Architecture materializes in a deined space bounded by the ground, from which structures raise, and by the sky above. It belongs to the Mellomrom, a Norwegian term that identiies a space in between in which the continuous research for an horizon often leads to deine space through a manipulation of the horizontal limits. This way of thinking about the project, typical of the Nordic architectural design, represents a fundamental step of the origin of construction, a practice recognizable also in nature. The space between heaven and earth is the place of living, is an area of public and private relationship, open or enclosed by walls, where to experience the daily life. Therefore architecture takes shape through both the level of deinition of its size, which welcomes inhabiting, and the level that protects and shelters life from climatic hostile conditions. Stay on the earth means live on it. Stay on the earth means, as Martin Heidegger said, be “under heaven” and inhabiting, therefore it also means to be able to build interiors: little personal cosmos in which ind oneself while at the same time be open to the world; places where horizontal margins, constitutive shaping elements of the architectural interior, can contribute to the quality and comfort of individuals’ life

    Lo spazio della soglia nella lezione di Adriano Cornoldi

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    The paper analyzes the theme of threashold rereading the main issues of research on domestic space carried out by Adriano Cornoldi, professor of Interior Architecture at the University IUAV of Venice, the home sites. The goal of the search for Cornoldi, was not to identify categories of analysis for the domestic space different from the existing ones, but enrich the content by placing people and their gestures to the space center. That's how actions such as Access, Delving, Moving, Looking out, Withdrawing and Gathering, are transformed into an itinerary of archetypes can describe the sights, the meanings and the founding themes of domestic inhabiting. The theme of the threshold, in a more or less explicit way, recurs in the categories identified with a certain continuity. The Cornoldi studies demonstrate that the presence of man and his choices is the reason of space and justify the construction of passing places, often devoid of a real spatial definition, which however are able to return dwelling principles analogous to an interior defined by its materiality

    Senza titolo. Arte, progetto urbano e identità collettiva

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    Questo libro “rinuncia” al titolo, così come accade a molte opere d’arte. Cosa si nasconda dietro questa scelta è ciò che ogni generazione di fruitori, dagli inizi del Novecento ad oggi, si è chiesta al cospetto di opere enigmatiche, volutamente aperte all’interpretazione. Sebbene il sottotitolo chiarisca il campo di indagine, la scelta di non dare un nome al volume è stata determinata dalla volontà liberare la lettura dalle nozioni acquisite su una pratica comunemente conosciuta come Arte Pubblica (o Public Art) e invita ad una fruizione “aperta” delle dinamiche che legano l’arte allo spazio urbano. Numerosi sono gli studi condotti negli ultimi dieci anni da sociologi, storici e filosofi, necessari per la comprensione di questo complesso fenomeno. “Senza titolo. Arte, progetto urbano e identità collettiva” utilizza riferimenti e riflessioni teoriche attinenti al mondo dell’architettura e del progetto, dimostrando come l’arte, estendendo il suo campo di intervento alla modificazione del paesaggio, all’espressione dei valori della comunità e alla trasformazione dell'immagine di parti della città, sia oggi un simbolo di maturità, di democrazia urbana e rappresenti una nuova “figura dell’abitare”: uno “strumento” in grado di innescare processi e reazioni, migliorando così la vita del cittadino attraverso la costruzione di frammenti significativi di interiorità
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