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    Sociologia dell'inavvertito

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    In modo più o meno consapevole, la riflessione sociologica si è prevalentemente orientata verso lo studio degli aspetti insoliti, notevoli e particolari della realtà sociale, privilegiando l’analisi dei fatti popolarmente percepiti come degni d’interesse e categorizzati come tali già a livello di senso comune. Così, la disciplina ha spesso finito per ratificare i meccanismi di salienza convenzionali, riaffermando gli schemi cognitivi e i modelli culturali più diffusi. Muovendo da simili constatazioni, Brekhus argomenta l’efficacia di una diversa prospettiva sociologica, che distingua con chiarezza l’importanza analitica di un fenomeno dal rilievo che può essergli generalmente accordato. Combinando teoria e metodologia sociologiche e rileggendo criticamente autori classici come Goffman e Garfinkel, Brekhus pone le basi per una vera e propria sociologia dell’inavvertito, di cui vengono delineati i fondamenti epistemologici e le strategie procedurali. Il libro è tradotto, curato e introdotto ("La rilevanza dell’irrilevante: epistemologia di un paradosso sociologico", pp. 7-27) da Lorenzo Sabetta

    Towards a new reference ground motion prediction equation for Italy: update of the Sabetta–Pugliese (1996)

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    A revised Italian strong motion archive has become available since July 2007, including all the records of the strongest events occurred from 1972 to 2004. It contains the uncorrected and corrected accelerograms and the metadata relevant to seismic events, recording stations and instruments added after a careful revision. The availability of this archive allowed us to perform a first step towards an update of the reference ground motion prediction equations for Italy, which were evaluated by Sabetta and Pugliese in (Bull Seismol Soc Am 77:1491–1513, 1987), for peak ground acceleration and velocity, and subsequently extended to the 5% damped pseudovelocity response spectra in 1996. A subset with the 27 major earthquakes occurred in Italy from 1972 to 2002, in the magnitude range 4.6–6.9, was extracted and 235 good quality waveforms were selected, recorded at distances up to 183 km. The goodness of fit of the Sabetta and Pugliese (Bull Seismol Soc Am 86:337–352, 1996) model was explored using two independent statistical approaches (Spudich et al. Bull Seismol Soc Am 89:1156–1170, 1999 and Scherbaum et al. Bull Seismol Soc Am 94:2164– 2185, 2004). The results obtained show that the Sabetta and Pugliese (Bull Seismol Soc Am 77:1491–1513, 1987) does not adequately fit the new strong-motion data set, for its small standard deviation and its non-zero bias. In particular, the most noteworthy result is that the Sabetta and Pugliese (Bull Seismol Soc Am 77:1491–1513, 1987) over-predicts peak ground acceleration and velocity at rock sites. New coefficients for the prediction of horizontal peak ground acceleration, peak ground velocity and acceleration response spectra, adopting the same functional form in Sabetta and Pugliese (Bull Seismol Soc Am 77:1491–1513, 1987), were then evaluated in order to fit the new data set. This paper illustrates the steps made to update the existing ground motion prediction equations for Italy, discusses their limitations and provides the basis for future developments.Published591–6084.1. Metodologie sismologiche per l'ingegneria sismicaJCR Journalreserve

    Verso una congiunzione funzionale delle due “etiche” weberiane

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    Maurizio Bonolis e Lorenzo Sabetta Toward a Functional Alignment of Weber's “two ethics” In the final pages of his Politik als Beruf, Max Weber introduced his now widely known and cited distinction between two types of ethics, i.e. the seemingly dichotomous relationship between the “ethics of conviction” (gesinnungsethik) and the “ethics of responsibility” (verantwortungsethik). This proposal has provoked widespread reaction, strong endorsement and quite favorable comments as well as a significant amount of criticism. The purpose of this article, however, is exactly to avoid such hypostatized interpretations of Weber’s work, trying instead to envision a sort of functional integration of the two kinds of ethics, making the case for a blurred and nuanced reading of this famous socio-political pair of concepts. Under this light, Weber’s distinction is best understood as a differentiation between analytical models and not ontological entities – actually, the two ethics seem to be inexorably intertwined with one another, in a constant play of juxtapositions and mutual cross-references

    Le forme della cultura implicita: il caso dei “fatti sociali indicibili”

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    La ricerca sociologica ha prestato un’attenzione discontinua ma anche, alle volte, profonda e penetrante a tutto ciò che c’è d’inconsapevole, inarticolato, sottinteso e non immediatamente messo a fuoco nella realtà sociale. Riepilogare le diverse declinazioni che quest’angolazione analitica ha assunto significa ripercorrere alcuni punti di particolare originalità contenutistica della teoria sociologica secondo-novecentesca e contemporanea. Fra gli altri, a titolo non esaustivo, si possono menzionare il dominio del «latente» nell’approccio struttural-funzionalista (Parsons, 1961; Merton, 1968; tr. it. 2000), il «visto-ma-inosservato» nell’etnometodologia (Garfinkel, 1967), il «silenzio» nell’analisi della conversazione (Sacks, 1992), l’«abitudinario» e l’«incorporato» nella teoria della pratica (Bourdieu, 1980; tr. it. 2005; Wacquant, 2000; tr. it. 2009), i «periodi stabili» nella teoria della cultura come cassetta degli attrezzi (Swidler, 1986), il «dato per scontato» e l’«inavvertito» nella sociologia cultural-cognitivista (Zerubavel, 1997; tr. it. 2022; Brekhus, 1998; tr. it. 2018), il «sistema 1» nella teoria dei processi duali (Vaisey, 2009), la sfera del «tacito» nelle sue ultime rivisitazioni sociologiche (Tur ner, 2014). È significativo che proprio lo studio delle forme della cultura implicita sia giunto a rappresentare, nell’attuale panorama statunitense, il nodo per eccellenza del rapporto fra “culture and cognition”, fra modelli culturali e schemi cognitivi. Il dibattito sul punto, peraltro acceso, è ancora in corso e quindi arduo da districare e valutare (si vedano, ad es., Lizardo, 2014; Lizardo et al., 2016; Brekhus e Ignatow, 2019; Martin e Lembo, 2020; Cerulo, Leschziner e Shepherd, 2021; Vaisey, 2021). Pure, non è difficile capire perché il tema della cultura implicita sia tornato a rappresentare una delle frontiere più promettenti della teoria sociale. Orientarsi euristicamente in questa direzione, infatti, comporta (-) affrontare elementi statisticamente prevalenti, a cui gli attori sono giocoforza più esposti (il numero di cose esprimibili è sempre minore di quelle che restano tacitamente sullo sfondo: cfr. Brekhus, 1998; tr. it. 2018; Bearman, 2005, p. 3); (-) provare a spiegare l’inerzia e la stabilità, generalmente sottovalutate a favore dell’analisi del mutamento (cfr. Brekhus, in corso di pubblicazione); (-) esaminare i processi di socializzazione e inculturazione nel loro funzionamento normale, apparentemente naturale (cfr. Zerubavel, 2015; Zerubavel, 2018; tr. it. 2019); (-) vincolare la ricerca sociale a una certa misura di originalità analitica, tanto in senso teorico che metodologico (Sabetta, 2020); (-) ridare mordente all’attitudine disvelante che ha storicamente improntato le scienze sociali, la loro tensione verso lo smascheramento (Baehr, 2019; Sica, 2020). Bontà e realizzabilità di questa serie di promesse verranno soppesate solo in parte in questa sede. Piuttosto, l’obiettivo del saggio è esaminare un caso particolare delle forme della cultura implicita: quelle che si presentano come costitutivamente tali, la cui articolazione dichiarata e manifesta, cioè, è impossibile (o possibile a patto di far cambiar loro radicalmente forma) al livello dell’azione. Considerata l’attuale, diffusa enfasi su controllo e trasparenza nei campi sociali più disparati, la stessa esistenza di tali sacche di necessaria opacità può sembrare controintuitiva o sospetta; è allora proprio da questo punto che può essere conveniente partire

    Transition Between Open and Closed Wake in 3D Linear Aerospike Nozzles

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    Linear aerospike nozzles are envisaged as a possible device able to improve launcher engine performance. One of the most interesting properties of these nozzles is the possibility of a good integration with the vehicle. Tb improve the knowledge of the flow-field and performance of aerospike nozzles, they are studied numerically, with particular attention to the differences between the basic two-dimensional nozzle, usually considered in the design phase, and the more realistic three-dimensional nozzle. The study considers different plug lengths and ambient pressures to assess the role of the linear plug side truncation on the base pressure behavior. Numerical tests are carried out at supersonic flight Mach number. Copyright © 2005 by M. Geron and R. Paciorri.F. Nasuti, F. Sabetta, E. Martelli

    Una certa idea dell'azione sociale. Leggere insieme Merton e Bourdieu

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    This article intends to juxtapose (in an unprecedented way) the Robert K. Merton sociological approach to that of Pierre Bourdieu, within a systematics framework, and with the aim of overcoming canonic oppositions. The analysis is not proposed as schematically comprehensive: a detailed reconsideration of each consonance between Merton and Bourdieu will not be provided, nor are all the inevitable differences which run between the two authors examined. The specific interest is restricted to the action theory: the attempt is to envisage a basic pattern (a certain idea), shared by Merton and Bourdieu, that can cut across the established positions, with a specific heuristic value (the hypothesis)

    Sulla distinzione tra fini e valori. Presupposti e implicazioni metodologiche

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    Analisi della distinzione fra i concetti di "fine" e "valore" nel Methodenstreit tedesco, con particolare attenzione allo sviluppo weberiano impresso al dibattit

    La tempesta silenziosa: lo scontro dei valori tra destra e sinistra ai tempi dell’astensionismo

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    L'articolo analizza il profilo dell'elettorato italiano alla luce delle elezioni del 2022, focalizzandosi sugli aspetti dell'astensionismo e del populismo. I dati evidenziano una crescita significativa dell'astensionismo e la predominanza di partiti populisti di diverso orientamento politico. La ricerca dimostra che l'astensionismo e il populismo sono due facce della stessa medaglia, alimentati dalla sfiducia dell'elettorato verso la classe politica e dall'insoddisfazione nei confronti dei dispositivi democratici. Il lavoro conclude che l'antinomia tra destra e sinistra non è superata e che l'elettorato italiano si posiziona su una gamma di valori culturali e politici diversificati.The article analyzes the profile of the Italian electorate considering the 2022 elections, focusing on the aspects of abstentionism and populism. The data highlight significant increase in abstentionism and the predominance of populist parties of different political orientations. The research shows that abstentionism and populism are two sides of the same coin, fueled by the electorate's distrust of the political class and dissatisfaction with democratic arrangements. The paper concludes that the antinomy between left and right is not overcome, and that the Italian electorate is positioned on a diverse range of cultural and political values
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