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    Ossalati e biodegrado.

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    L’origine del materiale organico normalmente incontrato sulla superficie di monumenti ed edifici storici e archeologici in marmo e calcare è di complessa individuazione. Diversi possono essere infatti i fattori che contribuiscono alla sua presenza: prodotti di degrado biologico, alterazione di trattamenti protettivi applicati in passato e deposizione atmosferica. Tra i composti organici, anioni a corta catena carboniosa quali acetati, formiati ed ossalati, vengono costantemente identificati unitamente agli anioni traccianti tipici di inquinamento atmosferico, in concentrazioni non trascurabili, mediante analisi in cromatografia ionica, nelle croste nere campionate su monumenti ed edifici situati in aree urbane o industrializzate. Whewellite e weddellite, ossalati di calcio monoidrato e biidrato rispettivamente, sono stati frequentemente riscontrati, attraverso analisi in microscopia ottica polarizzata su sezioni sottili, microscopia elettronica a scansione e diffrattometria a raggi x, sotto forma di sottili strati superficiali su monumenti ed oggetti in marmo e calcare localizzati in diverse aree geografiche ed appartenenti a vari periodi storici. In questo lavoro sono sintetizzate le ipotesi di lavoro sviluppate e i sultati ottenuti mediante l’applicazione di nuove metodologie analitiche al fine di colmare le lacune attualmente esistenti in letteratura riguardo questa problematica di grande rilevanza per la ricerca applicata ai beni culturali

    Nanotecnologia, nanomateriali e sostenibilità: quo vadis?

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    Le nanotecnologie stanno rivoluzionando diversi settori della nostra vita quotidiana, generando una miriade di nuovi beni di consumo innovativi contenenti nanomateriali (NM), per un giro di affari stimato nel 2017 in 3 mila miliardi di dollari. Una spazzola per capelli contenente nanoparticelle di argento è il duemillesimo prodotto nanotecnologico registrato dal Nanotechnology Consumer Product Inventory (CPI, http://www.nanotechproject.org/cpi) a testimonianza della vorticosa crescita sul mercato del numero di prodotti contenenti NM. Materiali su scala nanometrica mostrano proprietà diverse da quelle dei corrispondenti macromateriali e consentono applicazioni uniche in settori produttivi quali ceramica, tessile, cosmetica, ottica, chimica, industria alimentare e biomedicina. Tuttavia, nonostante molti prodotti contenenti NM siano già sugli scaffali dei negozi e reperibili da siti di commercio elettronico, sono emerse evidenze di loro effetti nocivi nei sistemi biologici (stress ossidativo, citotossicità, neurotossicità, genotossicità, interazione con il sistema immunitario e riproduttivo). Non è pertanto sorprendente come i ricercatori e le organizzazioni governative abbiano considerato seriamente la necessità di valutare i potenziali rischi per la salute dei NM prima che divenissero onnipresenti in ogni aspetto della vita quotidiana. In questo contesto, la nanotossicologia, disciplina nata nel 2005, è diventata la nuova frontiera nella tossicologia dei NM per favorirne uno sviluppo sostenibile e salvaguardare la salute dei lavoratori, dei consumatori e dei pazienti. Purtroppo, attualmente la comunità scientifica non ha raggiunto un consenso circa la sicurezza dei NM, essendo le conoscenze scientifiche insufficienti, alcuni risultati contraddittori e molte le incertezze sulla loro rilevanza per una valutazione del rischio per l’uomo e l’ambiente. L’obiettivo della conferenza mira a fare il punto: (i) sulle opportunità applicative e sui quadri di esposizione a NM in settori (cosmetico ed alimentare) rilevanti per la salute del consumatore; (ii) sulla complessità del responso biologico indotto dai NM dipendente dalle loro particolari caratteristiche e peculiarità chimico-fisiche; (iii) sulla reale fondatezza scientifica delle evidenze tossicologiche emerse dalla “Babylonian plethora of results” ottenuti in questo primo decennio di ricerche nanotossicologiche

    Nanoscienze e dieci anni di ricerca nanotossicologica: quali insegnamenti?

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    Le nanotecnologie sono sempre piu' presenti nelle applicazioni industriali e biomediche, come pure nella vita quotidiana e l'aumento del loro impiego presenta una crescita esponenziale. Nel passaggio della materia dal macro- e dal micromondo al nanomondo le proprietà di ogni elemento chimico possono cambiare radicalmente: i nanomateriali presentano proprietà diverse o nuove rispetto alla stessa sostanza o materiale nella sua forma normale, il cui comportamento non puo`essere previsto in base alle nostre conoscenze della stessa materia a livello macroscopico. Le nanoscienze richiedono quindi di sviluppare una approfondita ed intensa attività di ricerca per indagare se l'impiego dei nanomateriali comportano un rischio per la salute dell'uomo e dell'ambiente, dal punto di vista nanotossicologico

    Nanotecnologie e nanomateriali: nano-angeli o nano-demoni?

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    Le nanotecnologie e le nanoscienze sono considerate l'emblema dell'innovazione del 21 ° secolo, rappresentando una rivoluzione tecnologica che consente di manipolare materiali innovativi in modo mirato e su scala nanometrica (1nm= un miliardesimo di metro). A queste dimensioni, ovvero nel passaggio della materia dal macro- /micromondo al nanomondo, le proprietà chimico-fisiche dei nanomateriali (NM) (colore, durezza, elasticità, conducibilità elettrica, resistenza, comportamento magnetico, reattività chimica, attività biologica) possono cambiare radicalmente ed in modo imprevedibile. Ciò a causa dell’insorgenza di fenomeni intrinseci alla nanoscala, come gli effetti quantistici e l’elevata area superficiale in rapporto al loro volume. In tale contesto, aprendosi prospettive di mercato inimmaginabili che lasciano prevedere un colossale giro di affari, i NM, dato il loro enorme potenziale innovativo ed i possibili benefici per la società, sono da taluni considerarti come "nano-angeli". Tuttavia, in questi ultimi anni ricerche nanotossicologiche hanno evidenziato effetti nocivi indotti in sistemi biologici esposti a NM (es. stress ossidativo, citotossicità, genotossicità, effetti sul sistema immunitario), in tal caso etichettati da altri come "nano-demoni". Questo dualismo, basato su emotività piuttosto che su dati scientifici affidabili, ha sollevato polemiche nella comunità scientifica, con dibattiti dominati da forti controversie tra scientismo e tecnofobia, sconcertando un'opinione pubblica già di per sé poco informata. Poiché siamo già esposti a centinaia di prodotti contenenti NM presenti sul mercato, si comprende come la protezione della salute pubblica, dei consumatori e dei lavoratori sia ormai un argomento di grande interesse che è preso in seria considerazione dalle competenti autorità preposte in materia di sicurezza sanitaria al fine di valutarne i rischi per la salute, prima che i NM diventino onnipresenti in ogni aspetto della vita quotidiana. Il seminario mira a fare il punto: (i) sulle straordinarie opportunità applicative delle nanotecnologie e su quadri di esposizione a NM dovuti alle applicazioni già presenti sul mercato (argento metallico e ossidi metallici di alluminio, cerio, titanio, silicio, zinco) o di grande prospettiva (ferro, nickel, oro, platino metallici e ossidi metallici di ferro e terre rare (lantanio, samario, europio, gadolinio disprosio, olmio, ittrio); (ii) sulle preoccupazioni circa i potenziali effetti sanitari dipendenti dalle loro particolari caratteristiche e peculiarità chimico-fisiche; (iii) sul ruolo della ricerca nanotossicologica, giovane disciplina emergente nell’ultimo decennio, indispensabile per uno sviluppo sostenibile di queste rivoluzionarie “tecnologie dell’infinitamente piccolo”

    FIBRE E TESSUTI

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    A monte della vestibilità ci sono i tessuti e la loro progettazione. Il capitolo ripercorre la storia dei tessuti per affrontare la loro funzione comunicativa, linguistica, e culturale e prosegue con una catalogazione e descrizione delle caratteristiche delle più diverse tipologie tessili. A conclusione, uno sguardo sulle future evoluzioni delle fibre e delle tecnologie a disposizione del designer della moda per la progettazione di nuovi scenari e prodotti

    La modellistica

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    Come abbiamo visto nei capitoli precedenti, nell’ideazione di un capo di abbigliamento, il designer, oltre all’aspetto puramente creativo legato alle ten- denze moda del momento, deve considerare il brand per cui lavora e il target a cui è destinato il prodotto. Chi, invece, si occupa di rendere riproducibile industrialmente il capo parte dall’interpretare quanto disegnato dal creativo, ricavando dallo schizzo, dal figurino e dal disegno tecnico una forma fatta di volumi, rientranze, tagli, pinces, margini di cucitura e rifiniture, anch’esse in linea con il brand, il target e il costo finale dell’articolo. Nel compiere questa operazione, il modellista/prototipista può scegliere se creare il cartamodello da zero, attraverso un disegno tecnico rigoroso fatto di calcoli e proporzioni, oppure se partire da cartamodelli base e procedere alla loro trasformazione, sempre applicando regole e calcoli millimetrici. In alternativa, per avere una visione immediata di quanto verrà realizzato, può optare per un metodo più “empirico”, spesso usato nell’haute couture, dove ancora prevale l’aspetto sar- toriale1. In quest’ultimo caso, il modellista/prototipista creerà, drappeggerà il vestito direttamente a manichino eseguendo la tecnica nota ai più con il nome di Moulage o Draping2. Attraverso una più attenta analisi, proviamo a definire meglio che cosa sono questi nuovi termini (produzione industriale, sartoriale, modellistica, modelli- sta, cartamodello, ecc.) e a quali altri sono correlati, approfondendo in modo puntuale ciascuno di essi

    Ice skating

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    What we are proposing in this chapter is an overview of the ice skating. We are now not considering the figurative ice skating, but only the ice speed-skating. Furthermore, only few hints will be provided about the outdoor skating, focusing then on the indoor competitions. After an historical reconstruction of the origins of this sport, the analysis will be divided into two main blocks: the dynamical model and the aerodynamic analysis of a speed skater (both numerical and experimental). Few notes about the track will be discussed along the chapter
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