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Spisok archivnych materialov Evgenija Arkad'eviča Anan'ina (Eugenio Anagnine) v Issledovatel'skom centre Vjačeslava Ivanova v Rime. Список архивных материалов Евгения Аракдьевича Ананьина (Eugenio Anagnine) в Исследовательском центре Вячеслава Иванова в Риме
Materiali d'archivio. Descrizione in lingua russa. Fondo Anagnine, presso il Centro studi V. Ivanov a Rom
Viktor Krivulin. Concerto a richiesta e altre poesie, a cura di Marco Sabbatini
Prima raccolta antologica in italiano di Viktor Krivulin, con saggio introduttivo, nota bio-bibliografica, note ai testi e traduzioni a cura di Marco Sabbatin
The paths of Italy's first female psychiatrists through new documents (competitions for doctors in asylums)|I percorsi delle prime psichiatre italiane attraverso nuovi documenti (concorsi per medici nei manicomi)
In questo articolo vengono presi in esame due concorsi per il reclutamento dei medici negli ospedali psichiatrici: Il concorso per gli ospedali psichiatrici di Genova e il concorso dei Manicomi Centrali Veneti per la nomina di un medico di sezione per la Colonia medico-pedagogica di Marocco di Mogliano Veneto, entrambi del 1928. Tra i partecipanti ci furono quattro prime donne che si occuparono di psichiatria:Luisa Levi, Alba Coen Beninfante, Maria Rossi e Virginia Chiodi. La documentazione relativa ai concorsi è stata un punto di partenza per ricostruire i percorsi delle dottoresse, infatti il reperimento di ulteriori fonti inedite hanno consentito di evidenziare come queste pioniere ebbero successivamente esperienze professionali ed interessi scientifici differenti, anche lontani dalla psichiatria. Le due fonti analizzate suggeriscono che studiare un campione più grande dei concorsi che si svolsero nel corso degli anni Venti e Trenta del Novecento consentirebbe di far emergere dall’oblio storiografico storie di donne dimenticate
V. Solov'ev. Platone. Plotino
Traduzione delle voci enciclopediche "Platone" e "Plotino" del filosofo russo Vladimir Sergeevic Solov'ev. Testo a fronte russ
La sollevazione degli Straccioni. Lucca 1531. Politica e mercato
Renzo Sabbatini, La sollevazione degli Straccioni
La ricostruzione dell’annus horribilis che vede la Repubblica di Lucca sull’orlo dell’abisso riveste una duplice valenza. In primo luogo, non si tratta di vicende chiuse dentro le mura cittadine, ma hanno una non secondaria valenza europea. Vedono coinvolto l’imperatore Carlo V e rischiano di intralciare la pax hispanica. Del crollo della città potrebbe infatti approfittare Francesco I, visto un certo tentennamento dei governanti lucchesi tra l’Impero, che ne garantisce l’autonomia politica, e la Francia, dove hanno enormi interessi economici. Ma – ecco il secondo aspetto – la Sollevazione è una storia da raccontare al presente, perché la complessità dei problemi che ne emergono ancora ci interpellano. Quella che il libro propone è, dal punto di vista storiografico (cercando di andare oltre l’interpretazione di Giampiero Carocci e Marino Berengo), una lettura tutta interna alle società e alle logiche di antico regime, ma rende conto di alternative che ancora ci assillano, come quelle tra mercato e protezione sociale, tra identità e sicurezza da un lato e, dall’altro, diritti e libertà.
La sollevazione prende avvio il 1 maggio 1531, con l’adunata tumultuosa di centinaia di artigiani della seta; chiedono il ritiro nelle nuove, punitive leggi che vietano loro l’attività in proprio. I mesi seguenti sono caratterizzati dalla violenza: violenza minacciata, con la quale la fazione popolare strappa ai governanti molte e sempre più significative concessioni; violenza messa in opera con scorribande in città e contro il Palazzo; violenze antinobiliari; violenze private.
Occorre distinguere tre fasi differenti: la vertenza economica, rapidamente risolta a favore dei maestri tessitori che ottengono la cancellazione della legge che li riduceva a salariati; la lotta politica, animata dalla nobiltà minore, che nei mesi seguenti ottiene rappresentanza “popolare” negli organi di governo; la protesta sociale del popolo e della “plebe” per migliori condizioni di vita, con fasi da guerra civile. La sollevazione viene repressa nel sangue il 9 aprile 1532 con l’ingresso in città delle truppe contadine organizzate dai Buonvisi e dal gruppo dei principali nobili-mercanti. Una repressione condannata dalla severa Orazione ai nobili lucchesi di Giovanni Guidiccioni, ma una normalizzazione che ottiene il placet di Carlo V.
I documenti ufficiali e le testimonianze private mostrano come in città sia in atto un dibattito politico insolitamente aperto e diffuso, che consente di sviluppare un’analisi sociale dettagliata, mostrando le contraddizioni all’interno del ceto di governo, la stratificazione del mondo artigiano, le condizioni del popolo, dei poveri e degli emarginati.
La Sollevazione degli Straccioni poteva essere una rivoluzione popolare, oppure la precoce affermazione del libero mercato. È stata invece il trionfo dello spirito corporativo, della economia morale con lo scambio tra la sussistenza per il popolo e il potere politico nelle mani dell’aristocrazia
A. Vvedenskij i D. Charms v ich perepiske. Vstup. Stat’ja i kommentarii V. Sažina, Serija “Bibliograf”, Izd. Russkoj Associacii Russkogo Instituta v Pariže, Paris 2004. [Recensione di]
Inakomyslie v rabotach Evgenija Arkad'evica Anan'ina. Slucai Marsilio Ficino i Dolcino. / Инакомыслие в работах Евгения Аркадьевича Ананьниа. Случаи Марсилио Фичино и Дольчино
Il contributo approfondisce gli studi di E. Anagnine su Marsilio Ficino e Fra Dolcino nell'ambito dei movimenti ereticali nel Trecent
L'infinito Leopardi v perevodach Achmatovoj
comparazione e riflessioni sulle traduzione achmatoviane dell'Infinito di Leopard
Stichotvorenie V. Krivulina “Čto rifmovalos’” (1990) – refleksija krizisa neoficial’noj kul’tury
Nel contributo si offre una riflessione sulla lingua poetica di Viktor Krivulin, tra i principali rappresentanti della letteratura non ufficiale negli anni Settanta-Ottanta in Urss. Attraverso l'analisi di uno dei componimenti più emblematici, dal titolo "Chto rifmovalos'", vengono trattati gli aspetti linguistici, retorici e contenutistici che caratterizzano l'opera dell'ultimo Krivulin. Il testo si presta come chiave di lettura del peculiare contesto storico che segna il passaggio dalla cultura sovietica a quella post-sovietica. Le costruzioni metaforiche e le connotazioni lessicali che rimandano al rapporto tra censura e cultura indipendente di epoca sovietica si intersecano con i parallelismi, i doppi sensi e i rimandi intertestuali tipici della poetica di V. Krivulin. Su proposta e per volontà dell'editore, l'articolo è stato inserito nel numero tematico della rivista letteraria russa "Novoe literaturnoe obozrenie" n. 83-84, dedicato al 1990, anno simbolo dei radicali mutamenti che hanno caratterizzato la storia e la cultura russa sul finire del Ventesimo secolo. L'articolo è stato recentemente ristampato nel libro in due volumi "1990-j opyt izucenija nedavnej istorii", edito a Mosca da Nlo nel 2011
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