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    Against Europe. La propaganda audiovisiva dei partiti euroscettici dalla crisi economica ad oggi

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    Il volume presenta un'analisi longitudinale della propaganda audiovisiva, ossia i video prodotti per la trasmissione televisiva e la diffusione in rete, realizzata da alcuni partiti euoscettici (il danese Dansk Folkeparti per l’Europa settentrionale, il francese Front National per l’Europa occidentale, l'italiano Lega Nord per l’Europa meridionale e il polacco Prawo i Sprawiedliwość per l’Europa orientale) nel corso delle elezioni europee e nazionali che si sono svolte su un arco temporale di 10 anni (2008-2018). I 194 video del corpus sono stati analizzati attraverso l'utilizzo sincretico delle procedure e degli strumenti tipici della content analysis (Krippendorff 1980; Rositi 1970, 1988; Losito 1996; Benoit 2011) e dell’approccio sociosemiotico (Floch 1992; Landowski 1999; Volli 2003; Pezzini 2008), con l'obiettivo di analizzare le modalità con cui i partiti comunicano la loro opposizione all’Europa attraverso la propaganda audiovisiva, intercettare similarità e differenze nelle scelte estetiche, stilistiche e linguistiche relative alla costruzione del contenuto audiovisivo, osservare l’andamento e la rilevanza che la issue Europ assume in occasione delle elezioni europee e nazionali. Dai risultati è possibile individuare non solo le modalità di espressione del sentimento euroscettico da parte dei partiti nazionali attraverso l'analisi della propaganda audiovisiva, ma anche di individuare una evoluzione dell'atteggiamento euroscettico in un periodo dominato da un diffuso constrainig dissensus (Hooghe e Marks 2009)

    The Revival of PiS: The Transformation of Campaign Strategies from the Kaczyński Twins to Andrzej Duda

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    The paper analyses the campaign strategies of the “Prawo i Sprawiedliwość” (PiS) political party during the Polish elections from 2009 to 2020. It examines how the gradual modernization of communication strategies and the adoption of a less aggressive narrative contributed to the party‟s revival after a decline in support caused by the political crisis of 2007 and the death of leader Lech Kaczyński in 2010. The research aims to identify the changes in campaigning that contributed to regaining electoral success since the 2015 national elections. The analysis is based on audio-visual materials produced by PiS for the elections during both the “crisis” period (2009-2013) and the “revival” period (2014-2020), allowing for a comparative analysis of the main changes between these two periods. Through content analysis of these materials, the study investigates the topics, genres, formats, national and European dimensions, personalisation strategies, and use of negative advertising

    CNDSS 2019. Atti della IV Conferenza Nazionale delle Dottorande e dei Dottorandi in Scienze Sociali, 5-6 Settembre 2019

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    CNDSS 2019 è la “IV Conferenza Nazionale delle Dottorande e dei Dottorandi in Scienze Sociali” che, per il secondo anno consecutivo, si è svolta presso la Sapienza Università di Roma (5-6 settembre 2019). Realizzata grazie al sostegno del Dottorato in “Comunicazione, Ricerca Sociale e Marketing” del Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS), la quarta edizione della conferenza ha rappresentato uno spazio di dibattito su esperienze di ricerca e di confronto su approcci teorici e metodologici per giovani dottorandi e neodottori di ricerca nel campo delle scienze sociali provenienti da diversi Atenei italiani. In particolare, i lavori presentati nel corso di CNDSS 2019 hanno toccato ambiti di studio e di ricerca di assoluta rilevanza per gli studiosi delle scienze sociali, come ad esempio la comunicazione, i media e il giornalismo, la criminalità e la devianza, l’educazione e le politiche formative, l’identità e i processi culturali, l’individuo e i mutamenti sociali, i metodi e le tecniche della ricerca sociale e i nuovi scenari politici

    Per una memoria europea: il caso della House of European History

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    Il 6 maggio 2017 viene inaugurata a Bruxelles la House of European History (HEH), un proge o museale che intende ripercorrere le maggiori tappe storiche che hanno interessato l’Europa, allo scopo di avviare sia un processo di costruzione dell’identità europea sia una ri essione sul ruolo che ogni individuo può svolgere nel modellare il futuro dell’Unione. Il museo storico diviene, dunque, un “luogo della memoria” che, a raverso percorsi intera ivi, documenti originali e ogge i comuni, laboratori e seminari, prova a far convergere la memoria dei singoli e quella della colle ività per portare a compimento una Europa unita non solo sul piano politico ed economico, ma anche sociale ed “umano”.On 6 May 2017, the House of European History (HEH) was inaugurated in Brussels. It is a museum that aims to discover the major historical stages of Europe, in order to start both a process of building European identity and a re ection on the role that everyone can play in shaping the future of the European Union. The historical museum becomes a “place of memory” that, through interactive paths, original documents and common objects, workshops and seminars, tries to unify individual and community memory, to lead to a Europe uni ed not only from the political and economic point of view, but also from the social and “human” one

    L'immigrazione narrata nei talk show italiani: dagli attentati di Parigi a quelli di Bruxelles

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    L’articolo mira ad analizzare la rappresentazione degli immigrati nei media italiani (Marletti, 1995; Morcellini, 2013) e le relative cornici narrative utilizzate da questi ultimi (Binotto e Martino, 2004; Sciortino e Colombo, 2004; Bruno, 2008), a seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito il continente europeo fra il 2015 e il 2016. Il quadro teorico di riferimento sarà quello degli studi sul rapporto tra i media e il tema della migrazione, con particolare attenzione alla trasposizione del fenomeno in chiave islamica, all’interno della narrazione mediale (Poole e Richardson, 2006; Saeed, 2007). Prendendo in esame la programmazione serale delle sette reti televisive italiane cosiddette generaliste, nell’arco temporale compreso fra il giorno successivo agli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, e la fine della settimana durante la quale hanno avuto luogo gli attentati di Bruxelles del 22 marzo 2016, è stata compiuta un’analisi preliminare dell’agenda tematica dei talk show di prima e di seconda serata. Successivamente, sono stati selezionati i programmi televisivi d’approfondimento che hanno trattato il fenomeno migratorio a partire dalla cronaca degli attentati di Parigi, dei disordini di Colonia e del duplice attentato avvenuto nella capitale belga. Al fine di evidenziare gli elementi caratterizzanti la descrizione del fenomeno e la sua rappresentazione all’interno delle arene televisive prese in esame, saranno utilizzati gli strumenti tipici dell’analisi del contenuto come inchiesta (Losito, 1993) applicati alla struttura narrativa-conversazionale propria del talk show televisivo (Pezzini, 1999; Ruggiero, 2014)

    Una issue al servizio dei talk-show. La rappresentazione del fenomeno migratorio nei format televisivi d’approfondimento in Italia

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    Il paper mira ad analizzare la rappresentazione della migrazione e le cor- nici narrative utilizzate nei talk show a seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito l’Europa a partire dal 2015. Nonostante l’indubbia rilevanza di tale format nel sistema televisivo contemporaneo, grazie soprattutto alla capacità di raggiungere un ampio numero di spettatori, risultano, ad oggi, ancora pochi gli studi empirici nazionali e internazionali declinati in tale direzione. In tale contesto si inserisce que- sta proposta, che ha nella scelta di focalizzarsi sullo spazio mediale del talk show il suo elemento innovativo. Per tale ragione, dopo un’analisi preliminare dei frame narrativi utilizzati a partire dall’attacco terroristico a Charlie Hebdo, l’attenzione sarà posta su quei programmi televisivi d’approfondimento di prima e di seconda serata che hanno trattato il fenomeno migratorio partendo dagli attacchi terroristici di Parigi, i disordini di Colonia e gli attentati di Bruxelles; contribuendo inevitabil- mente alla trasformazione delle strategie di “incorniciamento” della issue.The paper aims to analyse the representation of migration and the narrative frames used in talk shows following the terrorist attacks that have affected Europe since 2015. Despite the undoubted importance of this format in the contemporary Tv system, thanks above all to its ability to reach many viewers, in this direction there are still few national and international empirical studies. This proposal is part of this context, which has its innovative element in the choice to focus on the media space of the talk show. For this reason, after a preliminary analysis of the narrative frames used after the Charlie ebdoterrorist attack, the authors will pay their attention in the television programmes that discussed the migration phenomenon starting from the January 2015 Paris attacks, the New ear’s Eve sexual assaults in Cologne and the 2016 Brussels bombings; which contributed to the transformation of the “framing” strategies about the issue

    Retorica populista e frame narrativi nelle Primarie PD 2017

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    La classe politica delle democrazie contemporanee si trova dinanzi ad una sfida legata al crescente disinteresse e alla sempre maggiore disaffezione da parte dei cittadini-elettori. In questo contesto si inserisce la nascita e il rapido affermarsi di quei fenomeni che, per sottolinearne la prossimità temporale agli osservatori, sono classificati sotto l’etichetta di neo-populismi. Si tratta, come già per il populismo tradizionalmente inteso, di fenomeni leggibili attraverso tre dimensioni: populismo come ideologia, come strategia politica o ancora come stile discorsivo. Inoltre, restano al centro dei neopopulismi gli elementi fondamentali del richiamo alla sovranità del popolo e alla disintermediazione nel rapporto tra il popolo e il leader. Proprio in riferimento a questi ultimi aspetti, è interessante focalizzare l’attenzione sul fenomeno delle primarie per l’elezione del leader di un partito o del candidato che sarà espressione di quello stesso partito in campagna elettorale. L’allargamento all’intera cittadinanza, e non soltanto agli iscritti e ai loro delegati, della possibilità di eleggere direttamente un referente per le proprie istanze socio-economico-politiche, che idealmente si farà portavoce degli interessi della collettività che lo ha sostenuto, può rappresentare, in chiave partecipativa, una declinazione “virtuosa” di quelle che sono le dimensioni proprie del populismo. In questo scenario, rinnova la sua centralità il sistema dei media, agenti amplificatori e animatori di un processo di “incorniciamento” della politica che, anche e soprattutto in un sistema mediale ibrido, passa per l’arena dei talk show d’approfondimento. È in tale contesto che si inserisce questo contributo, che intende concentrare l’attenzione sulla dimensione sopra richiamata del populismo come stile discorsivo, e segnatamente televisivo, portando come caso di studio le Primarie del Partito Democratico dello scorso 30 aprile 2017. Partendo dagli interventi televisivi dei tre candidati (Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano) nei talk show delle sette reti generaliste (Rai1, Rai2, Rai3, Rete4, Canale5, Italia1, La7) nei 30 giorni antecedenti alle elezioni, si individueranno: a. gli elementi dello stile discorsivo dei tre candidati che possano contribuire alla definizione di “stile populista”; b. i frame narrativi utilizzati, nell’ipotesi che l’uso di tale stile comunicativo sia funzionale alla costruzione di una più ampia “narrazione populista”

    La costruzione simbolica dell'Europa e gli immaginari della nazione in quarant'anni di campagne elettorali europee

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    Il presente contributo analizza in che modo nel corso dei quarant’anni delle campagne elettorali europee il concetto di nazione si sviluppa simbolicamente ed iconograficamente e le modalità con cui esso si integra o si contrappone al concetto di Unione Europea che va gradualmente delineandosi. Da un lato, il carattere comparativo della ricerca rende possibile l’osservazione di tendenze capaci di superare i confini nazionali e di avviare una “analisi sovranazionale” per temi, linguaggi e simboli; dall’altro, l’analisi diacronica permette di individuare le trasformazioni nella rappresentazione della nazione e nel suo rapporto con il concetto di Unione Europea, evidenziandone le eventuali connessioni con le maggiori tappe storiche del processo di integrazione, dalla firma dei vari Trattati alle nuove adesioni, dall’introduzione dell’eurozona alla Brexit. Il corpus è costituito da oltre 3 mila manifesti, prodotti dai partiti politici degli stati membri dalla prima elezione europea del 1979, e da oltre 11 mila materiali pubblicati per le elezioni del 2019 sulle loro pagine social, raccolti dall’European Elections Monitoring Center e disponibili sul suo archivio online. Su questi materiali si condurrà un’analisi iconografico-visiva e contenutistico-testuale tesa a evidenziare: a) la presenza e l’uso di immagini e universi simbolici europeisti a sostegno del progetto di unificazione europea; b) la presenza di immagini e universi simbolici anti-europeisti, a sostegno dell’idea di nazione; c) i temi, le immagini, gli elementi simbolici ed iconografici su cui viene costruita la dicotomia tra nazione ed Unione Europea
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