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Conflitti ambientali e parchi naturali. Il caso della Costa Teatina
Il tema dei conflitti ambientali sta assumendo sempre più rilevanza nel dibattito scientifico e in quello pubblico. A partire dagli anni Novanta del Novecento il numero di conflitti ha registrato un continuo aumento, inducendo alcuni autori a sostenere che i conflitti ambientali-territoriali sono diventati più importanti di quelli sociali.
I conflitti ambientali – o ambientali-territoriali, come alcuni li definiscono – sono quelli che hanno a oggetto il territorio e come soggetti i diversi gruppi che compongono le comunità locali o la comunità locale nella sua totalità e attori – pubblici o privati – esterni al territorio. Possono riguardare opere e infrastrutture percepite come un rischio per le risorse naturali, paesaggistiche, storico-culturali e per la salute ma, anche, interventi percepiti come potenzialmente dannosi per l’economia locale. I livelli di governo coinvolti sono, generalmente, diversi così come i gruppi di stakeholders. Ma cosa accade quando le opere da realizzare non sono dannose per il territorio e per la salute ma sono, addirittura, utili per la tutela ambientale? A una domanda di questo tipo verrebbe, intuitivamente, da rispondere che le comunità locali sono favorevoli, proprio per la logica che sottende ai conflitti. Non è, però, questo che si rileva nella realtà. Ed è, questo, il tema che si affronta in questo saggio: cosa accade quando si decide di istituire un’area protetta? E quando tale istituzione riguarda contesti antropizzati? Il volume affronta il tema dei conflitti ambientali legati all’istituzione e all’esistenza di aree protette con un preciso riferimento territoriale alla costa teatina (in provincia di Chieti, in Abruzzo)
Conclusioni
I conflitti che sorgono intorno alle aree protette riguardano i processi di governance territoriale e la distribuzione dei poteri di decisione, regolazione e gestione. Se, infatti, da un lato le aree protette rappresentano la possibilità di conservazione della biodiversità, di tutela dell’ambiente e un’occasione di sviluppo sostenibile, dall’altro la loro esistenza mette in discussione il potere locale di decidere il futuro del territorio. Un interesse generale, quindi, quello della tutela e della sostenibilità, potrebbe confliggere con interessi particolari legati all’uso del suolo e alle dinamiche dei settori economici. L’interesse della comunità globale potrebbe essere percepito come non compatibile con gli interessi della comunità locale e dei gruppi di interesse in cui questa si organizza e si auto-rappresenta. Nei sistemi democratici caratterizzati da un’economia capitalista i conflitti ambientali sono inevitabili e non vi è altra scelta che cercare di mitigarli quando non è possibile risolverli. Con la consapevolezza che anche quando si trovassero delle soluzioni queste sarebbero solo temporanee e il preludio di nuovi conflitti
質の良い地域産品、新しいライフスタイル、エノガストロノミーア・ツーリズム ― アドリア海沿岸のいくつかの州におけるオルタナティヴな発展についての考察 (Prodotti locali di qualità, nuovi stili di vita e turismo enogastronomico. Una riflessione sullo sviluppo alternativo in alcune regioni adriatiche)
L’intento del saggio è dimostrare l’esistenza di un continuum ideale tra cibi di qualità che caratterizzano specifiche realtà locali, le tradizionali abitudini alimentari e diete ad essi connesse, e il turismo enogastronomico o culinario. Si tenterà di dimostrare come l’esistenza di tale continuum possa portare a innovative forme di sviluppo in territori tradizionalmente marginali con riferimento ad alcuni casi di studio nell’Adriatico italiano e offra possibilità a territori con caratteristiche simili anche in altri contesti geografici
Aree protette e conflitti ambientali. Un binomio inevitabile (?)
L’intento di questo saggio è fornire un contributo teorico al dibattito scientifico che riguarda l’istituzione e la gestione di aree protette e i conflitti ambientali ad esse connessi. Nel primo paragrafo – dopo aver riportato alcune statistiche e classificazioni utilizzate a livello internazionale e nazionale – ci si sofferma sui diversi approcci che hanno ispirato e ispirano la costituzione e la governance delle aree protette a livello globale. Nel secondo paragrafo si discute del rapporto tra aree protette e conflitti ambientali con riferimento ad alcuni casi di studio europei. Nel terzo paragrafo si indaga il ruolo svolto dal coinvolgimento degli stakeholder nella composizione dei conflitti nelle fasi di costituzione e di gestione delle aree protette. Nel quarto paragrafo si analizzano gli ostacoli (alla) e i limiti (della) partecipazione degli stakeholder nei processi che riguardano le aree protette. Seguono le conclusioni
La geografia all’alba del XXI secolo, al servizio della pace e di uno sviluppo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e delle culture (Nota)
Mobility of students and attractiveness of universities. The case of Sapienza University of Rome
Human mobility is a complex and multifaceted phenomenon. While labour migration has been widely and deeply investigated - through theoretical and empirical analysis - other forms of mobility have received much less attention. Students' mobility is a peculiar form of temporary movement that can be considered as neither migration nor tourism. It is rapidly growing: in the period 1975-2005 the number of tertiary education students abroad increased fourfold, from 0.61 million to 2.73 million, following the trend of the internationalization of economy and globalization of culture. In 2009 almost 3.7 million tertiary students were enrolled outside their country of origin, an increase of more than 6% from the previous year.In this paper we analyse the international mobility of university students, using a unique data set built through surveys conducted at the Sapienza University of Rome. The data collected cover a rich array of information on students' characteristics and backgrounds, provenance places, family conditions, individual aspirations, and job preferences. The empirical analysis of those data offers an opportunity for understanding a relevant part of mobility decisions of (prospective) highly qualified workers. The Sapienza University, moreover, is at present the largest university in Europe for number of students and a pole of attraction for both European and non-European students. This allows us to enlarge our analysis at a global level. © 2012 Copyright University of Rome 'La Sapienza'
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