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You Are What You Eat. Television narratives between hedonism and self-control
Television programming has experienced a recent influx of shows which focus on food and diet. The discursive forms employed by the media converge on an axis of hedonism/self-control: on the one hand, the increased construction of a culture of desire and fantasy relating to the consumption of food (Food Porn), on the other a neo-liberal discourse on the privatization of the individual’s responsibility towards their own body and health by virtue of media spectacularization of self-empowerment and self-governance
Anticorpi. Dall'Anoressia all'Iperessia, la ricerca di soluzioni biografiche alle contraddizioni sistemiche
Anticorpi.Dieta, fitness e altre prigioni
Le nostre percezioni del corpo sono cariche di significato sociale: l’idea di bello, di sano, di normale, deriva da un gusto che è prodotto culturalmente. La struttura sociale e le concezioni del corpo interagiscono tra loro: “i nostri modi di percepire il sé e il corpo, i significati attraverso i quali li interpretiamo, sono costrutti culturali, e dunque storici, e che, in quanto tali, contengono in sé le categorizzazioni centrali della cultura in cui si formano”. Proprio per questa valenza culturale, ci si riferisce al corpo come ad un “testo”, una superficie dove rimangono impresse appartenenze, gerarchie, orientamenti; si tratta di una forma simbolica potente, una metafora che può anche esprimere e rendere evidenti i disagi di una cultura
Il punto di partenza della riflessione condotta in questo lavoro è senz’altro che alcune patologie siano la manifestazione più evidente, la punta dell’iceberg, di sindromi culturali maggiormente diffuse e radicate, e che tali fenomeni riguardino crescenti e differenti gruppi di attori sociali e utilizzino, per esprimersi, un linguaggio dato culturalmente. In aggiunta, ed è ciò che si vuole sviluppare e argomentare in questo libro, le pratiche che si generano intorno ad un disagio sono anche tra loro interconnesse, reciprocamente condizionanti e possono diventare esse stesse “linguaggio”
Dal momento in cui la malattia viene riconosciuta socialmente, essa diventa espressione di significati simbolici che sono assunti e inter-pretati da un numero sempre crescente di persone, che si trovano ad affrontare problemi sì differenti, ma generati tuttavia da matrici comu-ni. La contaminazione e l’ibridazione di pratiche- fattori caratterizzanti la società contemporanea- investono anche la malattia stessa, che man-tiene il suo radicamento culturale e i suoi significati simbolici, ma si declina e si evolve ad uso e consumo dei differenti gruppi sociali che se ne appropriano. Si può definire come una ibridazione soggettiva di significati all’interno di una matrice di continuità di pratiche; se «il vocabolario e la sintassi del corpo, come quelli di tutte le lingue, sono dati culturalmente» , si potrebbe aggiungere che una volta che ci si ap-propria di una grammatica la si usa per dire anche altre cose, soprattut-to se è l’unica voce che si pensa possa essere ascoltata o che rimane.
Se, infatti, esistono “molti strati di significato culturale che si sono cristallizzati nel disturbo” comuni anche per altre categorie sociali, è interessante riflettere su come tali codici siano assorbiti e reinterpretati e su come tale adattamento avvenga mantenendo, tuttavia, alcuni tratti di continuità. Per rintracciare e scomporre tale stratificazione è stato necessario operare una decostruzione dei codici e dei significati che si sono oggettivati nel corpo, per comprenderne la connessione con la soggettività, ma che, soprattutto, è necessario identificare il discorso che contribuisce alla costruzione dell’idea di realtà, dei suoi significati e delle sue interpretazioni
Raccontare attraverso il video: riflessioni e possibili percorsi
In questo articolo si affrontano alcune riflessioni emerse da un'esperienza di sociologia visuale. In particolare, si tratta la questione di come il media possa modificare la costruzione, la gestione e la restituzione delle informazioni raccolte con le interviste. Nella costruzione del discorso, il dibattito intorno alla sociologia visuale è utilizzato soltanto in modo funzionale a esplicitare che cosa sia un film di ricerca e come si differenzi dal documentario, per arrivare quindi ad argomentare quanto la finalità della restituzione possa giustificare artifici nella costruzione dell'informazione, o, per dirla in altre parole, quanta ricostruzione-fiction sia possibile operare nella misura della spendibilità del sapere sociologico. Un'altra questione rilevante, tangente a questi aspetti, che si tematizza a partire dalle suggestioni di Becker, è quanto le competenze tecniche del ricercatore possano essere determinanti nel governare il processo di costruzione delle informazioni nelle interviste videoregistrate. La tesi sottesa a questo lavoro è che un tale percorso possa aumentare il controllo da parte degli attori sul processo di costruzione delle informazioni, poiché prevede una partecipazione all'auto-rappresentazione e, anche, che tale processo possa produrre un'auto-esplorazione degli intervistati -ciò che Bourdieu ha chiamato "auto analisi provocata e accompagnata" - che può concorrere ad aumentare la contestuale adeguatezza e pertinenza delle informazioni. Il rapporto tra: analisi narrativa e rappresentazione delle identità, narrazione e contesto, intervistatore e intervistati e, conseguentemente, tra empatia e partecipazione, sono le questioni chiave attorno alle quali sono state sviluppate le argomentazioni
Lifestyle television and diet: body care as a duty
The formats of makeover and lifestyle television are an evolution of the reality television genre. The function of this type of format is to give instructions and examples that are functional to correct lifestyles. Through their “diagnostic eye” experts, who are the protagonists of these programmes, supply advice and knowledge about every sphere of life. In makeover programmes in comparison to lifestyle ones, the process of transformation to which the participant is submitted and of which the spectator becomes witness is more accentuated. The makeover format, above all when it concerns transformation of overweight bodies, puts the transformation of the Self on show. For this reason, in certain literature, makeover shows may be seen as technologies of the Self. In this paper two makeover television programmes will be analysed that deal with overweight adolescents and their families. The aim is to track down and analyse the discursive repertoires around the work on bodies and on their boundaries as a repair of the identity disorders of adolescents
Dal Face to face al video to video: I focus group elettronici
Punti di forza e punti di debolezza della tecnica del focus group in ambiente virtuale, dal punto di vista delle dinamiche del gruppo, della qualità delle informazioni, della validità e dell'attendibilità dei risultati
Crossing the symbolic boundaries: parkour, gender and urban spaces in Genoa
This paper shows how girls and women who practise parkour cross the gendered
divisions of space, sport and other symbolic territories that are brought into play by socalled
risk-taking sports, and how it may therefore be considered a subversive action.
The strategies of negotiation produced by such symbolic crossings are examined via the
concepts of reproductive and resistant agency and of gender manoeuvring. In particular
the concept of gender manoeuvring will be used to examine the mechanisms of interand
intra-gender inclusion and exclusion which, within subcultures, pass through a
recognition of authenticity. Indeed, in the culture of parkour the question of
authenticity emerges when media dissemination produces a split into two distinct
practices: art du de ́placement and freerunning. The traceuses cross this boundary
because of their different origin (they are from the streets as opposed to the gym),
thereby building within their gender further discourses on authenticity
Il pranzo è servito. Dispositivi di rappresentazione e repertori discorsivi del cibo in TV.
Il saggio esplora il ruolo della televisione nella
costruzione dei discorsi sul cibo, evidenziando
come i programmi di cucina riflettano e
influenzino le dinamiche socio-culturali italiane.
Si evidenzia come la televisione contribuisca a
rafforzare stereotipi, ma anche a ridefinire
identità culturali e sociali, intrecciando
dinamiche locali e globali. I discorsi sul cibo
si muovono tra tradizione e modernità, celando
riproduzione di disuguaglianze, divisione dei
ruoli e costruzioni identitarie. Dalle prime
trasmissioni di cucina della televisione
generalista ai più recenti format su piattaforme,
canali satellitari, e food blog, questi discorsi
hanno subito un processo di rimediazione continuando
asvolgere diverse funzioni. L’articolo analizza
specifici repertori discorsivi del rapporto città-
campagna e rappresentazioni intersezionali di
genere e classe
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