1,721,010 research outputs found
Vigilance and wake EEG architecture in simulated hyperammonaemia: a pilot study on the effects of L-Ornithine-L-Aspartate (LOLA) and caffeine
L’insostenibile ricchezza dell’ambiente: tre dimensioni per l’accesso conscio all’informazione
La quantità di informazioni potenzialmente esperibili nell’ambiente percettivo eccede la nostra capacità di elaborazione cosciente. È dunque necessaria una selezione degli elementi presenti nella scena in base ad alcune priorità che ne assicurino l’accesso conscio. Comunemente, l’esperienza conscia viene intesa in relazione a due fattori fondamentali: proprietà fisiche sufficienti alla stimolazione del sistema percettivo (l’energia dello stimolo) e quantità di risorse attentive investite nell’elaborazione. In questo lavoro, sostenendo l’esigenza di rendere più completa l’analisi dei fattori che contribuiscono all’esperienza conscia, introduciamo un terzo fattore, che definiamo potenziale informativo di uno stimolo, ossia quanta informazione possiede l’elemento nella scena in relazione al suo contesto e, soprattutto, in relazione al soggetto che percepisce. A parità di quantità di risorse attentive e energia dello stimolo, due stimoli con differente potenziale informativo otterranno un diverso accesso conscio. L’atto percettivo viene così a essere causalmente costituito da tre parametri: energia dello stimolo, attenzione e potenziale informativo
Elaborazione implicita dell'informazione: dalla "percezione subliminale" alla cognizione inconscia
La maggioranza degli studiosi concorda sull’ipotesi che le informazioni provenienti dal nostro ambiente possano essere elaborate sia a livello conscio, sia a livello inconscio. I disaccordi cominciano quando si tenta di stabilire un metodo affidabile per verificare i cosiddetti effetti “subliminali” e, soprattutto, di chiarire il grado di articolazione nell’elaborazione implicita dell’informazione. La prima parte della discussione sarà dedicata a una rassegna sulla letteratura prodotta in merito alla percezione subliminale, mostrando di volta in volta le debolezze teoriche o metodologiche che hanno animato il dibattito fino a tempi recenti. Si propone di inquadrare i vari approcci sperimentali in uno spazio tridimensionale (“lo spazio degli esperimenti”), definito dalle tre principali classi di metodi che hanno caratterizzato la ricerca: a) metodi per controllare e “inibire” la coscienza, b) metodi per misurare l’effettiva assenza della consapevolezza e c) metodi per riscontrare gli eventuali effetti “subliminali”. La seconda parte della discussione illustra il dibattito sul livello di articolazione dell’elaborazione implicita dell’informazione e presenta tre fenomeni di interesse attuale, utilizzati per inibire l’esperienza conscia di uno stimolo: l’inattentional blindness, la change blindness e l’attentional blink, grazie ai quali si nota un’apertura del problema da una questione di percezione inconscia a una di cognizione inconscia
Which kind of informativeness map can predict the change detection performance?
Among the factors that give rise to the ‘Change Blindness’ phenomenon we wanted to investigate the influence of the informativeness of changing elements on change detection time. In order to generate an informativeness map of a natural scene we developed six different methods derived from other experiments on change blindness (Rensink et al., 1997 Psychological Science 8 368 – 373), scene perception (Antes, 1974 Journal of Experimental Psychology 103 62 – 70) and scene memory [Holšánová, 2001 Picture viewing and picture description (Lund University Cognitive Studies 83)]. Our purpose was to compare such methods and the maps they produced on the basis of their capability to predict the observer’s representation of a natural scene. Secondarily, we wanted to determine the extent to which each map could predict the performance in a change detection task. We hypothesized that if an observer would include an element in an informativeness map, he would detect the change of that element in a change detection task. On the contrary, if the element was absent from the map, it would go undetected. Our findings show that not all the methods are predictive of the change detection performance and we discuss the implications for scene representation and memory
Comparing continuous and stepwise luminance variation in static campimetry using the Grignolo-Tagliasco-Zingirian projection campimeter
Commentary: Prestimulus theta oscillations and connectivity modulate pain perception
Pain experience includes the fine-grain integration of both attentive and automatic (bottom-up; Legrain et al., 2012), as well as affective and intentional (top-down; Buschman and Miller, 2007) processes. While the neural underpinnings of post-stimulus pain processing have been deeply explored (Hauck et al., 2008), the oscillatory brain activity preceding pain processing is less far investigated
Guardare, vedere, ricordare. Aspetti teorici e metodologici nello studio di elementi informativi in una scena
Rassegna della letteratura sul tema dell'informatività degli elementi in una scena, proposta di un modello teorico che pone il concetto di potenziale informativo come fondamento dellanostra esperienza consapevole di una scen
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