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    L'architettura a Genova nell'età dell'Illuminismo

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    Contents: Architecture in the Age of Enlightenment, academic training In Italia and in France, circulation of architectural culture, critical reconigtion of architectures by Charles de Wailly, Emanuele Andrea Tagliafichi, Simone Cantoni, Gaetano Cantoni, Giacomo Agostino Brusco, Gregorio Petondi. Lo studio è stato mirato alla ricostruzione della personalità dei maggiori progettisti di architettura attivi nell’ambito del Genovesato nel corso degli ultimi venti anni della sua vita istituzionale indipendente. Pertanto esso colma una grave lacuna storiografica, rendendo operabili relazioni e comparazioni con la cultura architettonica di altri stati italiani ed europei. Coerentemente con il profilo economico della città, si è recuperata la polivalenza di relazioni con contesti quanto mia vari, ove soprattutto emergono però i rapporti con le accademia di Parigi e di Roma. Le analisi sono state condotte attraverso sia una ricognizione di materiali documentari inediti, sia attraverso l’esame diretta delle opere architettoniche e la loro interpretazione grafica, sia con la collazione e l’interfacciamento reciproco della grande mole di documenti e di citazioni bibliografiche già prodotte. Analisi grafiche approfondiscono l’ermeneutica dei documenti stessi, facendo centro sui caratteri propriamente progettuali della disciplina architettonica. Il quadro generale risultante attesta una qualità di elaborazioni concettuali e di risultati costruttivi che pongono Genova e Liguria partecipi vivamente di un fitto reticolo di scambi culturali a livello internazionale

    Le tecniche e lo spazio. Profilo dell'architettura genovese contemporanea dalla Restaurazione al 'miracolo economico'

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    The research starts up as an act of acknowledgment of the architecture in post-unitary Italy; for istance it covers the features of Roman School in the Thirthies. Rationalism in Genoa is analysed by the personailities and the works of C. Daneri, M. Braccialini, M. Fuselli, C. Nardi Greco, R. Morozzo della Rocca, F. Albini and others architectural designers in ’30-’60 years. Il saggio ricostruisce, secondo una logica storico-critica unitaria, lo svolgimento delle teorie e delle prassi architettoniche nell’arco temporale che intercorre dalla formazione dello stato unitario alla seconda metà del XX secolo, evidenziando le relazioni dirette della cultura progettuale tecnica genovese con altre realtà europee e nordamericane, conseguenti al suo rinnovato ruolo di massimo scalo portuale nazionale ed internazionale, nonché di grande piazza finanziaria e industriale, innervata strutturalmente all’asse Milano-Torino. Lo studio è frutto di ricerche documentarie inedite

    Teatro India, Roma: hortus conclusus in terrain vague

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    The India Theatre in Rome is «a secret, mysterious, place in the interior of the city» (Mario Martone): an original interpretation of a humanistic hortus conclusus, fulfilled in a terrain vague of the most ancient industrial area of Rome, that was arranged along the Tiber’s banks, close to the railway and near to the ancient town center. In 1899 a company for recycling waste materials (Società prodotti chimici colle e concimi), that were produced by near abattoir, built on the right bank the brick edifices of its factory. Roman engineer Giulio Filippucci designed the architectures according to a beautiful new-Romanesque style, that was inspired by an excellent knowledge of the Art&Craft’s tradition. In 1918 a Turinese chemical company (Reale Manifattura di saponi e candele steariche Fratelli Lanza) purchased the plant and increased it. The activity stopped in 1952; atthe end of XXth century many buildings were demolished for the purpose of a profitable estate speculation. In 1999 the municipality of Rome acquired two buildings in the south-east compartment of the area. They were allocated to the establishment of a branch of Argentina Theater, whose eighteenth-century architecture is unfit for avant-garde plays and performing arts. Giuseppe De Boni and Ugo Colombari developped a polished urban renewal design, that balances conservation of ancient buildingsand free recoursing to industrial design. In 2004 the trans-avant-gard artist Mimmo Paladino produced indoor and outdoor setsketches for Sofocle’s Edipo a Colono, directed by Mario Martone. Its external works were preserved for finishing the building project. The connections among outdoor and indoor spaces, environment and people, private and public functions, acting and visual arts characterize the India Theatre as a suggestive transitional architecture. A no-place was transformed into an urban facility by a spatial continuity that allows several interactions of individual and collective uses, feelings and aesthetic perceptions. Its particular location is out of common stereotypes about Rome. The lonely natural environment of river banks and the industrial vestiges create many crossed cultural evocations in a well-defined architectonic- artistic design
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