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    Corti supreme e conflitti tra poteri. Spunti per un confronto Italia-USA sugli strumenti e le tecniche di giudizio del giudice costituzionale

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    Questo lavoro si propone, in primo luogo, di dimostrare come, anche nell’esperienza statunitense - alla quale si è essenzialmente guardato come ad uno dei modelli di giurisdizione costituzionale dei diritti e delle libertà fondamentali o ad un esempio di definizione, sul piano giurisprudenziale, delle regole relative al riparto di competenze tra differenti livelli di governo - si sia manifestata, soprattutto a partire dalla fine degli anni Settanta, una crescente “giurisdizionalizzazione” dei conflitti fra organi costituzionali, con conseguenze talora di grande rilievo sul piano degli equilibri fra i poteri. Si conclude che , se può dirsi generalmente condivisa la funzione arbitrale delle Corti, in particolare di quelle supreme, in questo contesto, resta tuttavia aperta la questione relativa al ruolo che esse possono in concreto svolgere ed a quale possa essere l’ampiezza del loro sindacato nei conflitti (in particolare, in quelli dal più elevato significato politico) e di quali strumenti esse si servano per conservare non solo la propria legittimazione, ma al tempo stesso l’autorevolezza che le rende il giudice “naturale” di questi giudizi. Dal confronto tra le due esperienze emerge infatti come, ciascuno degli aspetti della decisione dei conflitti (dalla selezione dei casi, alle tecniche di interpretazione, alle tipologie di conflitto, ecc.) si ricolleghi al problema della funzione politica e del potere discrezionale del giudice che nell’esperienza americana assume peraltro particolare rilievo, non scindendosi mai da quello della sua legittimazione

    La Corte Suprema dà (implicitamente) il via libera alla celebrazione dei matrimoni same-sex in cinque Stati: uno stringato order che ha il sapore di una decisione storica

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    Il contributo si propone di illustrare le conseguenze dell'order con cui la Corte Suprema degli Stati Uniti ha negato il riesame delle pronunce di tre Corti di Appello federali che hanno unanimemente concluso per l’illegittimità costituzionale di alcuni divieti statali di celebrazione e di riconoscimento dei matrimoni same-sex. L'articolo mette in evidenza come la Corte Suprema abbia in questo modo implicitamente dato il via libera al matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli stati ricadenti sotto la giurisdizione dlele corti di appello coinvolte

    La sentenza Obergefell v. Hodges e lo storico riconoscimento del diritto al matrimonio per le coppie same-sex negli Stati Uniti. Introduzione al Focus

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    L’articolo si propone di esaminare la sentenza nel caso Obergefell v. Hodges con cui la Corte Suprema ha dichiarato l’incostituzionalità delle leggi statali che negavano il riconoscimento del diritto al matrimo- nio per le coppie dello stesso sesso. Dopo aver ripercorso le principali affermazioni espresse dal giudice Kennedy nell’opinion of the Court e dai giudici dissenzienti nelle proprie opinioni, lo scritto si sofferma sulle implicazioni sul piano costituzionale degli argomenti avanzati a sostegno del matrimonio same-sex inquadrandole nella precedente giurisprudenza della Corte Suprema. Lo scritto si conclude con una riflessione sui possibili sviluppi futuri della pronuncia che vedranno una crescita del contenzioso costi- tuzionale avente ad oggetto la libertà religiosa ed il diritto all’obiezione di coscienza. The article aims at analyzing the case Obergefell v. Hodges of the United States Supreme Court which holds the state same-sex marriage bans unconstitutional. The article takes into consideration the most important arguments expressed by Justice Kennedy in his opinion of the Court and by the dissenting Justices in their dissenting opinions and describes the implications of the arguments supporting the recognition of same-sex marriage on the basis of the USSC previous case-law. The article finally suggests that further developments will probably see an increase of constitutional issues involving freedom of religion and conscientious objection

    Libertà, eguaglianza, dialogo tra le corti Recensione a A. Schillaci (a cura di), Omosessualità, eguaglianza, diritti. Desiderio e riconoscimento, Carocci, Roma 2014

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    Lo scritto si propone di recensire il recente volume di A. Schillaci sottolineandone la rilevanza nel panorama dottrinale italiano in tema di tutela dei diritti fondamentali ed in particolare di riconoscimento dei diritti delle coppie dello stesso sesso

    Constitutional Courts, Gay Rights and Sexual Orientation Equality

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    In the last fifteen years constitutional issues regarding the rights of gays, lesbians and same-sex couples have emerged on a global scale. The pace of recognition of their fundamental rights, both at judicial and legislative level, has dramatically increased across different jurisdictions, reflecting a growing consensus toward sexual orientation equality. This book considers a wide-range of decisions by constitutional and international courts, from the decriminalization of sexual acts to the recognition of same-sex marriage and parental rights for same-sex couples. It discusses analogies and differences in judicial arguments and rationales in such cases, focusing in particular on human dignity, privacy, liberty, equality and non-discrimination. It argues that courts operate as major exporters of models and principles and that judicial cross-fertilization also helps courts in increasing the acceptability of gays' and lesbians' rights in public opinions and politics. Courts discuss changes in the social perception of marriage and family at national and international levels and at the same time confirm and reinforce them, forging the legal debate over sexual orientation equality. Furthermore, by promoting the political reception of the achievements of foreign gay movements in their own jurisdictions, courts play an essential role in breaking the political stalemate. - See more at: http://www.bloomsburyprofessional.com/uk/constitutional-courts-gay-rights-and-sexual-orientation-equality-9781782256427/#sthash.rDeTE8cU.dpu

    La responsabilità del Presidente della Repubblica. Evoluzione e recenti interpretazioni

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    In un momento in cui acceso è il dibattito sulle immunità per le alte cariche dello Stato, questo lavoro si propone di valutare quanto valido ed attuale possa dirsi con riferimento al Presidente della Repubblica il principio, essenziale in democrazia, secondo cui all’attribuzione di potere debba corrispondere l’assunzione di responsabilità e di analizzare come esso sia stato interpretato più recentemente dalla dottrina, dalla giurisprudenza e dal legislatore ordinario. l’evoluzione del ruolo costituzionale del Capo dello Stato a seguito della transizione verso il maggioritario del nostro sistema elettorale e le conseguenze che, sul sistema dei partiti, hanno prodotto le vicende giudiziarie dei primi anni Novanta (capitolo II); in secondo luogo, la maggiore esposizione del Presidente della Repubblica (ma, in generale, e non solo nel nostro Paese, di tutti i soggetti investititi di potere) nei mezzi di informazione ed i mutamenti che lo stesso sistema dell’informazione ha attraversato a partire dagli anni Settanta; infine, il crescente successo – anch’esso non proprio unicamente della nostra esperienza – del potere giudiziario ed il connesso fenomeno della soluzione, a livello giurisprudenziale, di molti conflitti tra gli organi costituzionali che in passato trovavano composizione attraverso il ricorso ad accordi taciti o a convenzioni costituzionali (la cd. judicialization of politics) (capitolo III). La figura del Presidente della Repubblica è particolarmente toccata da questi sviluppi: sul piano del ruolo costituzionale, la tradizionale funzione di garanzia si è arricchita di nuove sfumature ed, in particolare, della «garanzia della regolarità e della continuità costituzionale» e si è accentuata la funzione di moderazione del Capo dello Stato che appare volta in prevalenza al perseguimento della coesione tra opposti schieramenti, colmando le fratture fra di essi e attenuandone l’incomunicabilità. Questo mutamento del ruolo costituzionale del Presidente della Repubblica non può, dunque, che avere riflessi sul piano della responsabilità presidenziale: i due aspetti non possono, infatti, che essere letti congiuntamente e, tuttavia, nella dottrina e nella giurisprudenza alla tendenza verso la “politicizzazione” del ruolo costituzionale del Capo dello Stato non è sempre corrisposta né una ricostruzione dei profili della sua irresponsabilità, né la stessa riaffermazione del principio della necessaria corrispondenza tra responsabilità e potere

    Dalla privacy alla dignità delle coppie dello stesso sesso. Una lettura di Gianfrancesco Zanetti, L’orientamento sessuale. Cinque tesi tra diritto e filosofia

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    Lo scritto, traendo spunto da un recente libro di Gianfrancesco Zanetti, si propone di illustrare l’evoluzione del dibattito teorico-giuridico sui diritti connessi all’orientamento sessuale dalla prospettiva della giurisprudenza costituzionale. In particolare - nell’esaminare il passaggio dal riconoscimento del diritto alla privacy delle persone gay e lesbiche all’affermazione del valore delle unioni same-sex e della loro eguaglianza e dignità in relazione al diritto al matrimonio - evidenzia come le Corti costituzionali abbiano contribuito al superamento dei conflitti sociali e politici sui diritti LGBT. The article – which takes its cue from a recent book by Gianfrancesco Zanetti – aims at analysing the debate on the recognition of sexual orientation equality in Constitutional cases. In particular it analyses the transition of constituttional courts from the recognition of the right of privacy of gays and lesbians to the affirmationo the valuability of same-sex couples and their equality and dignity in relation to marriage. The article also emphasises how constitutional courts contribute to the solution of social and political conflicts on LGBT rights

    Obiezioni di coscienza e timori di complicità

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    La recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti di pronunciarsi sul caso della torta nuziale–relativo alla legittimità costituzionale delrifiuto di un pasticcere di confezionare un dolceper il matrimonio diuna coppia same-sex–offre lo spunto per rifletteresulla tendenzache, in vari ordinamenti,ha visto crescere lerichieste di esenzione dall’osservanza diprovvedimenti normativi che investono la garanzia di diritti controversi. Nei casiche saranno presi in considerazione,chi invocal’introduzione di una clausola di coscienza (o denunciala mancata previsione, da parte del legislatore,di un “accomodamento ragionevole”che consenta di contemperare le esigenze di tutte le parti in gioco)esprimeil timore di contribuiread una condotta altrui che giudicacontraria ai propri convincimenti morali o religiosi. La parola “complicità”–mutuata dall’espressione inglese “complicity claims” –rende bene,a nostro parere,la natura di taliistanzedi obiezione di coscienza, in cui –come si tenterà di dimostrare –il nesso causale tra condottarichiesta dalla leggee il prodursi dell’atto è spesso flebile e,tuttavia,l’obiettore enfatizza in maniera particolareilcarattere personale del proprio coinvolgimentoe le sue conseguenze sia nella propria sfera personale,che a livellopubblico ed espressivo. 3federalismi.it-ISSN 1826-3534 |n. 20/2017Questo scritto si propone di fornire,in primo luogo,un quadro dei recenti casi diobiezione di coscienzarelativia timori di complicitàemersinel nostro Paese,per poi volgere lo sguardo ad altri ordinamenti ed alle pronunce delle corti costituzionali che per prime hanno affrontato casianaloghidi conflitto tra libertà religiosa e divieto di discriminazione.Gli esempi straniericiforniranno interessanti spunti di riflessione sulle argomentazioni sviluppatedalle parti esulle conclusionidellecortiriguardoad esse.Nel seguito della trattazione si tenterà di evidenziare i tratti comuni alleistanze di obiezione, tentandone un confronto con le ipotesi di obiezionesecundum legemriconosciutein molti ordinamenti (come,ad esempio,quella riguardante l’interruzione della gravidanza). Inoltre,si guarderà al modoin cui gli obiettori ele corti costituzionali hanno inteso, in una prospettiva più generale,il rapporto tra obiezione e obbedienza alla leggenei casi ispirati da timori di complicità.La nostra attenzione si concentreràanchesulla rilevanza dello status del soggetto obiettore (in particolare, nei casi di richiesta di esenzione avanzati da ufficiali dello stato civile) edal modo in cui si è tentato di superare le difficoltà derivantida tale limite soggettivoin nomedeldivieto di discriminazionein base allafede religiosa.In questo modo,la nostra analisi ci consentirà di svolgere alcune riflessioni sulle conseguenze,sul piano costituzionale e sociale,derivanti dal ricorso ad“accomodamentiin via di fatto”, ossia a soluzioni adottate sine legeme in via di prassiin vari ordinamenti, incluso quello del nostro Paese, al fine di contemperare tutti i diritti i gioco
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