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    La riscoperta del turismo termale in epoca moderna. Le terme di Agnano e Bagnoli nei Campi Flegrei

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    Ancorché la matrice ideologica della città termale sia senza dubbio di stampo settecentesco, lo sviluppo della sua struttura urbanistica e architettonica si ricollega all’impostazione della città dell’Ottocento. La cultura del viale alberato, del boulevard o della passeggiata amena si rispecchia nella continuità fra le terme e la città storica: i modelli del Settecento si ricompongono nelle integrazioni e nei completamenti ottocenteschi con l’abbattimento delle mura medievali – laddove esistenti – e la realizzazione di promenades all’esterno della città storica e nelle nuove costruzioni residenziali. Il termalismo riproponeva l’ideale romantico della natura come strumento di rigenerazione del corpo e della mente. L’innovazione nei procedimenti di cura era costituita dalla scoperta dei benefici influssi del clima marittimo, che alcuni medici britannici proponevano nella metà del XVIII secolo mediante immersioni in acqua marina. Le acque di mare, per la loro composizione chimica contenente bromo e iodio, erano considerate particolarmente efficaci per la cura di malattie polmonari e cardiocircolatorie, molto diffuse nel secolo XIX. La talassoterapia, l’idrologia e la climatologia divenivano nuovi strumenti per la cura del ‘mal sottile’ e delle patologie nervose, molto frequenti nelle classi aristocratiche europee. Attraverso una ricostruzione necessariamente sintetica della riscoperta del termalismo durante il XIX e XX secolo, il presente lavoro intende soffermarsi sull’influenza notevole che la concezione delle villes d’eaux europee ha avuto sull’urbanistica, soprattutto sotto il profilo ambientale e paesaggistico. A questo scopo si focalizza l’attenzione sui progetti di urbanizzazione dei Campi Flegrei, la zona a occidente di Napoli

    La costruzione della Gran Barcelona: promozione urbana e turistica tra il 1888 e il 1929

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    The organization of international events endowed by cultural, industrial and even sporting nature, has been early considered by the Catalans as a tool to increase the internal product, as well as an opportunity to carry out deep urban reforms of Barcelona. Among this class of international exhibitions which proved crucial in the development of the so-called “Barcelona Model” are the two World and International Fairs – of 1888 and 1929 respectively – and the candidacies of the city to host unsuccessfully the Olympic Games of 1924, 1936 and successfully those of 1992. Each of these dates was associated to major urban reforms and by the publication of new guides, intentionally conceived to attract the largest number of visitors and tourists. Barcelona has become therefore the “model and the rule” followed by other cities to promote their international image

    Progresso e Utopia: la ‘Metropolis' di King Camp Gillette e la ‘Universal Architecture' di Richard Buckminster Fuller

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    The utopian visions of Metropolis (1895) imagined by King Camp Gillette during the Brown Decades at the end of ninetieth, and the Universal Architecture (1932) proposed by Richard Buckminster Fuller in the twenties of twentieth century, are discussed and compared as being paradigms of community and urban planning programs. Both visions share indeed an absolute faith in science and technology progress as privileged vectors of an equally distributed wealth, while diverge on the institutional forms required in order to make effective their proposals. These urban visions – though different from the temporal and ideological point of view – not only give evidence to the impact of the utopian literature on the improvement and the transformation of the physical context, but constitute the theoretical foundation of technological utopianism and of iper-realism till the post-modernity
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