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    Delle volte, e vari modi di farle. Modelli digitali interpretativi delle lastre XIX e XX nell'Architettura Civile di Guarini, fra progetti e realizzazioni./ "On the vaults and various modes of making them". Interpretative digital models of the XIX and XX plates in Guarini's Architettura Civile, between designs and buildings

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    In due lastre autografe dell'Architettura Civile, Guarini rappresenta, in proiezione parallela obliqua o in doppia proiezione ortogonale, la genesi formale di volte, anche di sua invenzione, nate dalla varietà di combinazioni, attraverso tagli e intersezioni, di "sei corpi tondi". Alcuni dei modelli proposti, ascrivibili all'ambito dell'architettura dei palazzi, sono riferibili a opere realizzate (Palazzo Carignano) o solo progettate (Castello di Racconigi). Tali lastre, insieme al testo descrittivo, sono oggetto di ri-disegno condotto attraverso modellazione digitale, da parte dell'autrice. In two autograph plates of Architettura Civile, Guarini represents, in oblique or orthographic projection, the shape generation of vaults, even invented by him, created by the variety of combinations of "six round bodies", through cuts and intersections. Some of the proposed models, attributable to the field of architecture of the palaces, relate to realized works (Palazzo Carignano) or just designed (Castello di Racconigi). These plates, along with the descriptive text, are subject to re-drawing conducted by the author, through the digital modelin

    Guarini's models for the drawing of the ‘regular fortress'. Comparison with the pentagonal citadels in Turin and Modena

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    The author who has studied on several occasions the relationship between geometry and design in Guarini's work, presented at the last Fortmed 2015 a research culminating in the drawing of a geometric deconstruction concerning the ‘regular fortress', a graphic scheme drawn by Guarini in the Trattato di Fortificatione (1676), which shows some similarities with the Citadel of Turin depicted in the Theatrum Sabaudiae. The present research arises as a progression of this earlier investigation and deepens, thanks to some refinements of the previous deconstruction and new graphical analyses, the comparison, in terms of shape and dimension, between Guarini's scheme and that of two citadels - Turin and Modena - Guarini certainly knew, both for having seen them directly, and for having examined their representations by numerous drawings and views

    Il disegno a colori. Tavole di Scienza delle Costruzioni della Scuola d'Applicazione di Torino a fine Ottocento

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    Negli ultimi decenni dell'Ottocento, nell'ambito del disegno tecnico praticato nella Scuola d'Applicazione per gl'Ingegneri di Torino e finalizzato alla rappresentazione di consistenze esistenti, alla prefigurazione di manufatti in progetto e alla produzione di modelli di studio, il colore, applicato attraverso l'acquerellatura, caratterizza i lavori grafici degli allievi. Ai primi del secolo, Jean-Nicolas-Louis Durand dalla cattedra di Composizione dell'Êcole Polytechnique, una fra le istituzioni di riferimento per la scuola torinese, aveva preconizzato il disegno tecnico in proiezioni ortogonali correlate mediante rette di richiamo e, in aperta polemica antiaccademica, aveva espresso la propria contrarietà nei confronti dell'uso dell'acquerello, sostenendo che esso, ben lungi dall'aggiungere alcunché all'effetto o alla comprensione di questi disegni, non poteva che sporcarli e renderli equivoci (Durand 1809). Nella Scuola d'Applicazione di Torino, fondata nel 1859, il corso di Statica grafica e Scienza delle costruzioni, tenuto da Giovanni Curioni fino al 1887 e poi da Camillo Guidi per circa quarant'anni, era inizialmente affiancato dalla Scuola di Disegno, in cui si applicava quanto appreso nel corso orale. In particolare, gli allievi, secondo i programmi didattici, dopo aver eseguito alcuni disegni di Statica grafica, erano tenuti a redigere una serie di progetti di costruzioni in legno, ferro e muratura. Curioni, nell'Appendice all'arte di fabbricare, dopo aver sottolineato il valore didattico del disegno per il passaggio dalle teorie alle applicazioni pratiche, prescriveva l'uso delle proiezioni ortogonali, accuratamente quotate, illustrava la teoria delle ombre con sorgente luminosa all'infinito per la rappresentazione della tridimensionalità dei manufatti e indicava una serie di segni convenzionali, da utilizzarsi nel disegno al tratto, per distinguere i principali materiali da costruzione, in proiezione e in sezione (Curioni 1881). L'album di tavole di Scienza delle Costruzioni oggetto di analisi, datate fra 1888 e 1897, raccoglie una selezione di esercizi degli allievi concernenti solai, incavallature, centine, ponti, in cui il disegno al tratto, in proiezioni e sezioni correlate e quotate, si integra con la coloritura ad acquerello, con ombre a stesura piatta in velatura grigia e segni convenzionali, gli stessi indicati da Curioni, ma per lo più tracciati ad inchiostro colorato, ottenendo una sintesi grafica di grande valore espressivo. Non solo e non semplicemente espressione di una volontà di mimesi, il colore entra in queste tavole non come mero ornamento, ma come elemento di definizione indispensabile per la conoscenza profonda dei manufatti rappresentati e delle loro connessioni. Il contributo mette in relazione le indicazioni della manualistica coeva circa le convenzioni del disegno tecnico costruttivo e le rappresentazioni in ambito didattico, per le quali il colore si rivela indissolubile dal linguaggio del disegno

    Geometry, drawing and design between theory and art of fortifying. Comparison between the 'regular fortress' in the Trattato di Fortificatione by Guarino Guarini and the Citadel of Turin by Francesco Paciotto

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    In Guarini's theoretical speculation and building practice, disciplines as geometry, drawing and design were closely interrelated, as mainly demonstrated in the treatise Architettura Civile and in his civil and religious buildings. These concepts seem also central in his other writings about the art of building, including the Trattato di Fortificatione (1676), one of his lesser known works. The author of this paper who, on several occasions, has studied the relationship between geometry and design in Guarini's work, presents today a study, culminating in the drawing of a geometric deconstruction concerning the 'regular fortress', a graphic scheme drawn by Guarini in the Trattato di Fortificatione. The identified sequence of linked figures enabled to define the nomenclature of the elements described in the text, discovering a partial geometric correspondence between such scheme and several representations of the Citadel of Turin. The Citadel was designed by Francesco Paciotto and built between 1564 and 1577 and then gradually dismantled from the mid Nineteenth century. The research proposed in the present paper deepens, thanks to geometric and graphical analyses, the comparison between Guarini's scheme and the Citadel, a no longer existing place about which many drawings and reconstructions are preserved , not always fully consistent with each othe

    Qualità del disegno, qualità dell'architettura, qualità della vita,

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    Il disegno di architettura vive oggi in una situazione di rapidi mutamenti che investono l’intero campo teorico e operativo della disciplina architettonica, con la progressiva frammentazione e specializzazione dei saperi e la riconfigurazione dei sistemi produttivi. La tendenza alla specializzazione professionale, fenomeno in accelerazione a partire dal XX secolo, e in particolare le attuali possibili discrasie che frantumano l’unitarietà concettuale del progetto in progetto architettonico e progetto tecnologico (strutturale, impiantistico) hanno rotto la consequenzialità di un processo che, dalle origini, conduceva con naturalezza dall’idea al manufatto

    Il disegno di architetture senza luogo per la formazione professionale nella Scuola di Applicazione degli Ingegneri e degli Architetti di Torino

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    Nella Scuola di Applicazione degli Ingegneri e degli Architetti di Torino, nata nel 1860 e confluita nella fondazione del Politecnico nel 1906, il disegno permeava il curriculum di ingegneri e architetti civili costituendo un linguaggio comune e trasversale alle differenti discipline, fra le quali gli insegnamenti portanti della Scuola di Architettura e Costruzioni. L'attività didattica ebbe importanti ripercussioni in attività pubblicistiche, di cui docenti della Scuola erano autori, curatori, direttori, rivolte a studenti e professionisti, come testimoniano la fiorente produzione manualistica e la significativa nascita, nell'arco di un trentennio, di numerose riviste di settore. Nell'insegnamento di Architettura tenuto, in sequenza, da Carlo Promis, Carlo Ceppi, Giovanni Castellazzi e Angelo Reycend, è evidente il nesso, dovuto a fattori storici e influenze culturali, con il corso di Architecture di cui fu per trentacinque anni docente Jean-Nicholas-Luis Durand, fin dalla fondazione nel 1795 dell'École Polytechnique. Il mecanisme de la composition, nucleo del metodo di Durand, basato sulla logica combinatoria di elementi e parti, atta a moltiplicare gli esiti formali da declinare su differenti tipi edilizi, si manifesta in disegni senza scala, schematici e astraenti, rigorosamente mongiani, mentre nella scuola torinese un metodo analogo, esemplificato attraverso temi compositivi sottoposti a condizioni di vincolo ideali e ai dettami del Regolamento edilizio locale, trova riscontro in disegni a scala architettonica, redatti secondo le convenzioni in uso nella pratica professionale. Nel contributo proposto verranno messe in luce, utilizzando come fonti i manuali per la didattica, le riviste, i temi di esercitazione proposti agli allievi e i loro elaborati, le relazioni fra i progetti senza luogo e i disegni di tante architetture che troveranno nel monumentale Manuale dell'architetto di Daniele Donghi, anch'egli allievo della Scuola, luogo di convergenza e di formalizzazione di una manualistica tipologica la cui influenza perdurerà per tutta la prima metà del XX secol
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