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    Giacomo Becattini e Sebastiano Brusco: due economisti doc

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    Nel saggio si esamina il percorso intellettuale che portò i due autori a identificare nel distretto industriale una delle unità di analisi dei processi di trasformazione della manifattura in Italia

    Mobilità occupazionale e disoccupazione in Emilia Romagna

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    Il saggio studia ciò che è avvenuto nel mercato del lavoro in Emilia Romagna durante tutto il 1983. I dati non derivano da fonti ufficiali, ma sono stati raccolti specificamente per la ricerca. È stato intervi-stato un campione rappresentativo della popolazione dell’Emilia. Il campione era composto da 12.556 persone appartenenti a 4.677 famiglie. Le dimensione del campione sono quasi uguali a quelle della rilevazione trimestrale sulle forze di lavoro. I criteri di campionamento e di stratificazione sono quelli tradizionalmente usati dall’Istat ed i pesi di riporto all’universo a cui si è fatto ricorso nell’analisi sono stati forniti dall’Istituto. Il campione ha dunque tutti i pregi e tutti i difetti di cui risente il campione Istat.Anche l’apparato di rilevazione è lo stesso di cui si serve l’Istat per la Rilevazione trimestrale. La rilevazione è stata eseguita nel febbraio 1984.L’elemento metodologicamente innovativo è che a ciascuna delle 12.500 persone è stato chiesto quale fosse la sua condizione sul mercato del lavoro in ciascuna delle 53 settimane del 1983.In aggiunta ai dati usualmente forniti dall’Istat l’analisi,dispone, quindi, di tre tipi di dati: 1) I flussi in entrata ed i flussi in uscita da ciascuna condizione; 2) Il numero dei periodi di disoccupazione spe-rimentati da ciascuna persona nel corso dell’anno (inclusi i periodi iniziati in epoca precedente e conclusi nel corso dell’anno). 3) La durata delle permanenze in ciascuna condizione e, in particolare, la durata dei periodi completi di disoccupazione. Si dispone, in altre parole, non solamente di dati relativi alla durata dei periodi di disoccupazione maturati in un dato istante del 1983 - i periodi trascorsi - ma anche della durata di tutti i periodi che si concludono nel corso dell’anno

    Visione, governance e politica industriale in Emilia-Romagna: un'analisi di lungo periodo

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    L’Emilia-Romagna (ER) è un caso esemplare di industrializzazione basata sulle piccole e medie imprese che ha coniugato una rapida crescita economica con un elevato livello di coesione sociale. A differenza di altre regioni con una struttura produttiva similare, lo sviluppo industriale in ER è stato sostenuto sin dall’inizio dalle politiche industriali degli enti locali: dapprima i comuni e le province e poi la Regione. Un tratto peculiare dell’ER è la sua forte stabilità politica, in quanto dal 1945 tutti i principali enti locali della regione sono governati dallo stesso partito: il Pci (sino al 1991) e poi i suoi partiti successori (Pds, Ds e Pd). Il presente lavoro analizza il ruolo delle piccole imprese nell’analisi del maggiore partito di governo della regione e come questa visione abbia informato il sistema di governance e la politica industriale a livello locale regionale. Si mostrerà come visione, governance e politica industriale si siano intrecciate e siano cambiate nel corso del tempo, sostenendo il cambiamento strutturale e la resilienza economica della regione. Tuttavia, negli anni recenti sono emersi alcuni punti critici, per superare i quali potrebbe essere richiesto un nuovo orientamento delle politiche e un'apertura dello stesso del sistema di governance in senso maggiormente trasformativo
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