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"Massimamente delle cose di Costantinopoli". I Gonzaga e i turchi nei documenti dell’Archivio di Stato di Mantova dalla metà del Cinquecento al sacco della città
L'articolo presenta, attraverso inediti documenti d'archivio, i rapporti culturali e artistici della famiglia Gonzaga con i turchi tra la metà del Cinquecento e i primi anni del Seicento
La nazione dipinta: dal "Bacio" al "Quarto Stato"
Recensione alla mostra "La nazione dipinta. Storia di una famiglia tra Mazzini e Garibaldi" (Mantova, Palazzo Te, 14 ottobre 2007-13 gennaio 2008
Banche dati Gonzaga. Il portale della ricerca sulla famiglia Gonzaga
Banche Dati Gonzaga è un portale realizzato dal Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te in collaborazione con il Comune di Mantova, l’Archivio di Stato di Mantova e la Scuola Normale Superiore di Pisa. Fondato sulla selezione di numerose fonti documentarie provenienti principalmente dall’Archivio Gonzaga, questa piattaforma va considerata come uno strumento di conoscenza per la storia di Mantova e della famiglia che per quasi quattro secoli l’ha governata (1328-1707). Il portale permette pertanto l’accesso ai più importanti progetti di ricerca sviluppati negli ultimi venticinque anni da diversi Enti mantovani (Collezionismo gonzaghesco 1563-1630, Giulio Romano, HERLA per il Teatro e lo Spettacolo, Banche dati del Distretto Culturale "Le Regge dei Gonzaga"
Il cammeo Gonzaga. Arti preziose alla corte di Mantova
Recensione alla mostra "Il Cammeo Gonzaga. Arti preziose alla corte di Mantova", Mantova, Palazzo Te, 12 ottobre 2008-11 gennaio 200
Indici degli Artisti, delle Scuole pittoriche, delle Iconografie, dei Personaggi, dei Materiali e delle Tecniche
Della ricca collezione del Cardinale Silvio Valenti Gonzaga (mantovano illustre, grande intellettuale e bibliofilo, Segretario di Stato e Camerlengo di Papa Benedetto XIV Lambertini) oggi restano i cataloghi, gli atti notarli, i ricordi letterari, ma soprattutto rimane un’immagine, realizzata nel 1749 da Giovanni Paolo Pannini, e conservata ora presso il Wadsworth Atheneum di Hartford in Connecticut. Palazzo Te nel 2005 ha dedicato una mostra a questo importante dipinto che è stato confrontato con i quadri della collezione dipinti all'interno del capolavoro di Pannini
La Serenissima e il Ducato. Arte, diplomazia e mercato nel carteggio tra Venezia e Mantova (1613-1630)
La ricerca è dedicata all’analisi e alla trascrizione del carteggio degli inviati del ducato di Mantova presso la Serenissima Repubblica di Venezia negli anni di governo di Ferdinando Gonzaga (1612-1626) fino al Sacco della città del 1630. Sono state vagliate circa 13.000 lettere, ordinate in diciannove buste dell’Archivio Gonzaga conservate presso l’Archivio di Stato di Mantova, e oltre 700 sono state trascritte seguendo il criterio delle informazioni artistiche (la pittura, la scultura e l’architettura) ma senza tralasciare le notizie relative alla letteratura, le scienze e il mercato veneziano in genere. Questo studio intende precisare i contorni delle relazioni culturali e diplomatiche tra i due stati in anni cruciali per la storia della famiglia mantovana che, dopo un periodo glorioso, si avvia verso un declino inesorabile con il Sacco del 1630 e l’arrivo dei Gonzaga Nevers di Francia. Figura chiave è il duca Ferdinando, la cui cultura enciclopedica è evidente nell’acquisto di volumi delle più svariate materie a Venezia. Il Gonzaga è anche impegnato nella ricerca di denaro a sostegno del suo stato presso i Monti di Pietà della Serenissima e di Verona in cambio del pegno di gioielli e di argenti della sua collezione ma anche presso i mercanti che operano in città come Bartolomeo e Grazioso Bontempelli detti dal Calice. Bartolomeo dalla Nave, noto mercante e collezionista, propone invece agli inviati mantovani l’acquisto di opere, mentre il fiammingo Daniel Nijs è noto per la vendita della collezione Gonzaga al re Carlo I Stuart, il più “grande affare d’arte” del XVII secolo, che spostò a Londra il baricentro degli scambi collezionistici europei. Gli episodi artistici che si ritrovano nel carteggio, in cui sono presenti diversi intermediari, ambasciatori, artisti, comici e inviati, riguardano la costruzione della villa Favorita nei pressi di Mantova, l’arrivo di ritratti della famiglia Gonzaga a Venezia, l’attività di Domenico Fetti, pittore di corte, e dell’incisore Justus Sadeler. Le molte voci che s’intrecciano nei documenti forniscono un quadro articolato dei rapporti tra i Gonzaga e la Repubblica veneziana, alleato indispensabile nei fragili equilibri europei e indiscutibile centro di smistamento di tutte le notizie che arrivano alle altre corti. Venezia è anche una miniera inesauribile di opere e di artisti per i Gonzaga che, per questo motivo, trattano la vendita della loro collezione proprio nella città lagunare.This study was dedicated to the analysis and transcription of the correspondence from the ambassadors sent by the Duchy of Mantua to Republic of Venice during the reign of Ferdinando Gonzaga (1612-1626) and until the city was sacked in 1630. Approximately 13,000 letters, stored in nineteen envelopes in the Gonzaga Archive conserved in the State Archive of Mantua, were evaluated and over 700 were transcribed, following the criterion of artistic information (painting, sculpture and architecture), but without omitting news about literature, science and the market. The purpose of the study was to better define the configuration of the cultural and diplomatic relations between the two states during crucial years in the history of the Mantuan family. After a period of glory, it was slipping toward its inevitable decline with the defeat and sack of 1630 and the arrival of the Gonzaga Nevers from France. Duke Ferdinando was the key figure. His encyclopaedic culture is revealed by his acquisition in Venice of books on a great variety of subjects. The Duke was also very busy searching for funds to sustain his state from pawnbrokers in Venice and in Verona, in exchange for pawning the jewels and silverwares of his collection, but also from merchants who were operating in the city such as Bartolomeo and Grazioso Bontempelli, known as dal Calice. Bartolomeo dalla Nave, a well-known merchant and collector, proposed to the envoys to buy the works, while the Flemish intermediary, Daniel Nijs, is known for having sold the Gonzaga collection to king Charles I of England, the “best art deal” of the 17th century, which made London the European collectors’ exchange centre of gravity. The artistic episodes that appear in the correspondence, with their various intermediaries, ambassadors, artists, actors and envoys, concern construction of the Villa Favorita near Mantua, arrival of the Gonzaga family portraits in Venice, the activities of Domenico Fetti (the court painter) and of the engraver Justus Sadeler. The many voices that are entwined in the documents provide a detailed image of the relations between the Gonzaga family and the Venetian Republic, an indispensable ally amidst the fragile European equilibriums and, unquestionably, the clearing house for all news that arrived from other courts. Venice was also an inexhaustible mine of artists and works of art for the Gonzaga family, which for this reason negotiated the sale of their collection in the city on the lagoon
Lo stato attivo e passivo dell’eredità del cardinale Silvio Valenti Gonzaga (1777)
Viene sui trascritto l'elenco dello stato attivo e dello stato passivo dell'eredità del cardinale Silvio Valenti Gonzaga, diviso tra il marchese Carlo residente a Mantova e il cardinale Luigi residente a Roma. le opere sono citate con le loro iconografie e con le stime
La bellezza dell'arte greca
Recensione alla mostra "La forza del bello. L'arte greca conquista l'Italia", a cura di Salvatore Settis, Mantova, Palazzo Te, 29 marzo-6 luglio 200
Le Collezioni Gonzaga. Il carteggio tra Venezia e Mantova (1563-1587)
Il repertorio di documenti inediti della famiglia Gonzaga dedicato alla corrispondenza tra Mantova e Venezia. Il volume presenta l'attività collezionistica del duca Guglielmo Gonzaga attraverso una quantità vastissima di materiali. Vengono esaminati ben novecento documenti relativi alla storia del collezionismo che fanno luce sull'immenso mosaico dei rapporti con Venezia nella seconda metà del Cinquecento. Il libro dimostra, così, che Guglielmo Gonzaga fu il terzo grande collezionista della famiglia dopo Isabella d'Este e Federico II, determinando il passaggio delle collezioni da un mondo cortigiano e padano a una vetrina internazionale e più accreditata
Le ceneri violette di Giorgione
Recensione alla mostra "Le ceneri violette di Giorgione. Natura e Maniera tra Tiziano e Caravaggio", Mantova, palazzo Te, 5 settembre 2004-9 gennaio 200
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