1,721,251 research outputs found

    In difesa della biodiversità. Bruno Massa.

    No full text
    Un Forum della National Academy of Sciences e della Smithsonian Institution, tenutosi a Washington nel 1986, attirò l'attenzione del mondo scientifico sul significato di "biodiversità", concetto complesso, che sintetizza in sé la varietà degli organismi viventi, la loro variabilità genetica e i complessi ecologici di cui fanno parte. Esempi concreti, come quelli che si possono trovare nel lavoro di Bruno Massa, sono necessari per interpretarlo e renderlo meno astratto. Il libro è strutturato in dodici capitoli, dalla b alla a, cioè tutte le lettere che compongono la parola biodiversità. Dalla biogeografia, scienza che studia la distribuzione della vita sulla Terra e la sua evoluzione, l'autore passa a trattare il tema dell'isolamento, che da sempre ha contribuito sia a formare nuove specie, sia ad estinguerne molte altre. La diversità è l'argomento del terzo e quarto capitolo, dove vengono presentati i regni animali e i livelli di diversità: geni, individui, comunità, ecosistemi e paesaggio. Dalla lettura del quinto capitolo si scopre che, mentre Linneo riteneva 4400 il numero di specie animali approssimativamente presenti sulla Terra, oggi, si stima, che solo gli insetti contino tra 2,4 e 10,2 milioni di specie. Il sesto capitolo è dedicato alla vulnerabilità, cioè alla diversa sensibilità che le specie manifestano ai disturbi antropici. Tema del settimo capitolo è il paradosso più stupefacente della biodiversità: da quando esiste la vita il 99% delle specie si sarebbe estinto, nonostante oggi il numero di quelle viventi sia superiore che in passato. Non poteva mancare l'attenzione verso i cambiamenti climatici e agli effetti che questi possono generare sull'orologio biologico degli organismi: dagli uccelli migratori ai coralli, agli insetti. Si scopre così che sebbene l'80% delle specie abbia mostrato di adattarsi alle nuove condizioni climatiche, molte altre potrebbero non rispondere alla mutata situazione con la sufficiente rapidità. Alle interazioni tra gli organismi sono dedicati i due successivi capitoli. Il penultimo capitolo è incentrato principalmente sulla teoria di Gaia e sulla sostenibilità dell'uso delle risorse a scala planetaria. Chiude l'opera un capitolo che si può interpretare come un personale appello dell'autore alla società antropocentrica, perché riconosca e tuteli non solo il valore delle opere dell'arte e dell'ingegno umani, ma anche quello delle opere naturali, in molti casi decisamente uniche rispetto a quanto noi potremo mai realizzare. In allegato al libro sono riportati un utile glossario e una ricca bibliografia. Il libro è ricco di citazioni, di esempi, molto curato nei particolari delle diverse specie, soprattutto animali, per far capire al lettore cos'è la biodiversità, tenendo sempre presente che tutto è mutevole e non esistono leggi in biologia, ma solo principi e regole che indicano delle tendenze. Non è un libro scientifico perché l'autore volutamente ha privilegiato ad una trattazione schematica e consequenziale degli argomenti, una più vicina a chi non possiede particolari basi teoriche. Spesso, infatti, scorrendo le pagine del libro, si può restare attratti da un particolare argomento senza bisogno di leggere le pagine che lo precedono. Ciò non significa che il libro sia di scarso interesse anche per gli addetti ai lavori, potendo attrarre una platea composita, fatta sia di lettori desiderosi di avvicinarsi a questo tema, sia di studenti, ricercatori e operatori del settore

    Hedgerows as corridors for woodland plants: a test on the Po Plain, northern Italy

    No full text
    The use of hedgerows as corridors for forest vascular species has been widely studied, but only in humid oceanic and continental climates; no replicated trials have ever been performed on corridor function. Given these premises, a study was done on the eastern Po Plain, in a transition area between the Temperate (Eurosiberian) and Mediterranean climatic zones, adopting the same sample shape and dimensions as a North-American study [Corbit et al. (1999) J Ecol 87:220–232]. The following research questions were posed: (1) how common are forest species in hedgerows? (2) do origin, isolation, distance from source, width and adjacent land-use factors correlate with the frequency of forest species? (3) are hedgerows corridors for forest species? To address these, three functional types of hedgerows, identified by comparing old aerial-photos, were sampled: remnant attached (n = 12) and remnant isolated (n = 6) with respect to the nearest woodland and regenerated attached (n = 4). If wooded patches were a source for hedgerows, then regenerated hedgerows should be more similar to an adjacent woodland than an isolated remnant. A 900 m2 circular plot in woodlands and an adjacent 90-m transect along hedgerows were sampled for the presence and cover of all plant species, then 39 woodland taxa were selected. Significant differences between the three hedgerow types emerged in forest species richness, but not in cover. The forest species composition in both remnant and regenerated attached hedgerows showed a strong affinity with the adjacent stand, implying a dispersal process from woodland (source) to regenerated hedgerows (sink). A distance effect on forest species distribution clearly linked to a corridor function was found only in regenerated hedgerows, while in the remnant attached ones, even with a composition similar to that of the nearest woodland source, other additional factors cannot be ignored to explain the fine scale distribution of forest species. The cover of the most common ant-dispersed species showed a similar distance effect while vertebrate-dispersed ones did not show any significant trend with distance from woodlands. Habitat suitability for forest species was affected by width, especially in hedges wider than 12 m, but not by adjacent land use

    Interventi

    No full text
    A brief presentation of the studies carried out in the Scanuppia reserve of Trento Province

    A call to silviculturists for a new field of science: The forestry of invasive alien species

    No full text
    A new field of forestry science is required to assume the responsibilities that a new European regulation will give to Member States. Are silviculturists ready to share and improve scientific knowledge on the management of invasive tree species alien to Europe

    Foreste e legno, risorse da valorizzare

    No full text
    Il più recente rapporto interministeriale sullo stato delle foreste europee ci dice che i boschi coprono un terzo del territorio europeo: 215 milioni di ettari. La loro estensione è cresciuta, negli ultimi 25 anni, di 17,5 milioni di ettari, una superficie pari a oltre metà di quella dell'intero stato italiano. Nello stesso periodo, anche il volume degli alberi è cresciuto: 403 nuovi milioni di metri cubi all'anno. Se si pensa che per realizzare una moderna casa in legno di 100 metri quadri sono necessari 40 metri cubi di legname, anche sottraendo da questi metri cubi una percentuale abbondante di scarti di lavorazione, si ottengono alcuni milioni di nuove case in legno all'anno

    Un nuovo libro sui boschi di neoformazione

    No full text
    The poster shows some extracts of each chapter of the book "Ecology and management of recent secondary forests in the landscape of Trentino". The book was written by T. Sitzia and was published by the Forestry and Wildlife Service of the Province of Trento ([email protected])

    Ecologia e gestione dei boschi di neoformazione nel paesaggio del Trentino

    No full text
    (Dalla recensione del Prof. Marco Paci, pubblicata su Dendronatura 2010-2, p. 62). Nella seconda metà del secolo scorso il nostro Paese fu interessato da un fenomeno i cui effetti sul paesaggio agro-forestale si stanno manifestando proprio nell'attuale fase storica: si tratta dell'abbandono delle terre, che si è tradotto in un recupero del bosco a spese degli spazi aperti. Il lavoro di Sitzia si basa su una dettagliata e attenta esplorazione del territorio del Trentino, alla ricerca della grande varietà di situazioni evolutive e dei rispettivi meccanismi ecologici. L'inquadramento tipologico presente nel testo deriva proprio dalla necessità di dare un ordine logico alla varietà di situazioni esaminate. Uno dei pregi del libro è quello di non trascurare alcun elemento degli ecosistemi esaminati: la storia del clima, quella più recente (la storia "sociale" del territorio), lo studio della vegetazione e del suolo (che come è noto compiono assieme il loro viaggio, progressivo o regressivo che sia, nel corso di una successione ecologica), accompagnato a quello della fauna, si fondono in modo organico a fornire un quadro completo della situazione. E' importante sottolineare che la materia non è trattata in modo fine a se stesso: come è ovvio in studi applicati a questo settore, il percorso si completa in proposte di carattere selvicolturale. Più in dettaglio, il testo è strutturato nei seguenti capitoli: 1) la cornice storica delle foreste trentine, 2) i meccanismi delle successioni ecologiche, 3) il metodo di studio, 4) le caratteristiche e la tipologia dei boschi di neoformazione trentini, 5) la pianificazione e la progettazione, in funzione della componente floristica, di quella faunistica e dell'assetto paesaggistico. Completano il quadro una chiave di riconoscimento dei tipi forestali individuati e le schede tipologiche. Il tutto è accompagnato da un ricco corteggio di grafici e foto, alcune delle quali storiche. Il libro si rivolge soprattutto agli studenti e al mondo scientifico, ma potrà rappresentare, per il suo taglio applicativo, uno strumento di grande utilità anche per i professionisti del settore forestale. Lo studio del dettaglio, affiancato dalla capacità di sintesi, fanno di questo libro un prodotto soprendente se si pensa che l'autore ha solo trent'anni. Si tratta di Tommaso Sitzia, ricercatore alla facoltà di Agraria dell'Università di Padova, dove il giovane insegna "Ecologia dello sviluppo, Valutazione di Incidenza e Sustainable forest management", e dove ha conseguito il dottorato in Ecologia forestale. Franco Viola, nella prefazione del libro, scrive che l'esperienza didattica nell'Università è bella e gratificante soprattutto quando ci sono dei giovani che ti seguono e ti stimolano con la loro curiosità. Aggiungerei che, per l'Università, è sicuramente una grande risorsa quella di poter contare su giovani che hanno il coraggio di affrontare la stesura di un testo di oltre 300 pagine e che, allo stesso tempo, riescono a fornire un prodotto di valore

    Analisi degli habitat forestali: utilizzo del Modello Digitale delle Chiome (DCM)

    No full text
    Studying the relationships between habitats and species is necessary to identify conservation measures at landscape scale and for any environmental assessment. LiDAR is a tool capable of measuring several forest canopy structural parameters, which are traditionally surveyed in the field. Its use offers great potential for the ecological analysis of ecosystems at landscape scale. The article present the state of the art in this field, with particular emphasis on the use of the canopy height model

    Potenziamento asse ferroviario Monaco-Verona. Linea di accesso sud: Fortezza - Verona. Lotto 3 - Circonvallazione di Trento e Rovereto. Progetto preliminare. Studio per la valutazione di incidenza.

    No full text
    La presente relazione riporta i risultati delle analisi degli effetti del progetto preliminare come risultante dalle cartografie di progetto messe a disposizione dalla Provincia Autonoma di Trento fino al 5 giugno 2008. Lo studio è stato eseguito dal Dipartimento Territorio e Sistemi Agro Forestali, a seguito dell’incarico conferito dalla Provincia Autonoma di Trento con D.D. N. 50 del dirigente del Progetto Speciale di coordinamento attività ferrovia del Brennero, per lo sviluppo dell’intermodalità. Gli elaborati sono stati predisposti da Tommaso Sitzia, con la supervisione scientifica di Franco Viola e la collaborazione di Andrea Rizzi. Alcune fonti documentali sulle componenti naturali sono state raccolte presso l'Ufficio Biotopi della Provincia Autonoma di Trento, della cui collaborazione si desidera ringraziare il dott. Lucio Sottovia e la dott.ssa Valeria Fin. Altre fonti documentali sono state acquisite presso il Servizio Geologico o trasmesse dal dott. Ernesto Santuliana. Alcuni dati inerenti il progetto sono stati richiesti, previo accordo con l'ing. Nicola Simoni, al geom. Marcello Periotto. I contenuti di parte della relazione, in particolare quelli riguardanti l'incidenza del progetto sul SIC "Laghetti di Marco" sono stati ampiamente discussi nel corso di un'escursione in campo, svolta il 28 marzo 2008 assieme al personale dei servizi provinciali competenti (Progetto Speciale: ingg. C. Tiso e N. Simoni; A.P.P.A.: dott. G. Segalina; Ufficio Biotopi: dott. L. Sottovia; Servizio Geologico: dott. E. Santuliana)
    corecore