1,721,006 research outputs found

    Il rapporto tra dimissioni e indennità di disoccupazione

    No full text
    Il contributo analizza le correlazioni tra le dimissioni per giusta causa e l’evento oggetto di tutela nel caso di disoccupazione. Il saggio ripercorre, in prima battuta, l’evoluzione del concetto di giusta causa e gli specifici orientamenti giurisprudenziali in materia di dimissioni ex art. 2119 c.c. In secondo luogo, l’autore indaga il legame tra imputabilità della risoluzione del rapporto di lavoro e carattere involontario dello stato di disoccupazione.This paper focuses on the relationship between employee resignation due to good reason and the scope of protection during the unemployment status. Firstly, the essay reviews the evolution of the good reason and some specific case law on resignation according to art. 2119 c.c. Secondly, the author investigates the link between the reason of dissolution of the contract ascribable to the worker and the involuntary aspect of the unemployment status

    La categoria come ambito di applicazione e come perimetro di misurazione della rappresentanza

    No full text
    Il saggio esamina alcune aporie del principio di autodeterminazione della categoria professionale e individua alcune misure correttive (contrattuali e/o legislative) per razionalizzare gli ambiti di applicazione di un contratto collettivo nazionale del settore privato. Il saggio tende a dimostrare come i cambiamenti intervenuti nelle dinamiche delle relazioni industriali (crisi della rappresentanza confederale, forme atipiche di aggregazione di interessi collettivi, differenziazione delle funzioni di rappresentanza, aziendalizzazione delle relazioni industriali) richiedano oggi una riflessione critica sul modello teorico di riferimento. Il contributo osserva come le nuove strategie imprenditoriali (processi di esternalizzazione) determinino la proliferazione di aree contrattuali sottratte al controllo del sindacato e segnala la necessità di una rivisitazione del tema dell’inquadramento collettivo in forza di una tassonomia dei settori individuati tramite parametri amministrativi e giuridici estratti dal sistema sindacale, anche per raggiungere l’obiettivo di perimetrare con certezza e chiarezza l’area di misurazione della rappresentanza.This paper focuses on some aporias related to the social partners’ self-government in defining the boundaries of sectoral collective agreements. In particular, the Author proposes some specific remedial solutions (to be adopted both by agreement and/or by law) to rationalize the field of application of sectoral collective agreements in the private sector. The essay aims at demonstrating how the changes occurred in the dynamics of industrial relations (crises of cross-industry representation, unusual social partners, different models of trade union representation, increasing development of industrial relations at company level) call for a critical reflection on the theoretical reference model. New business recruitment strategies (such as processes of outsourcing) trigger the development of a growing number of bargaining areas out of trade union control. In the light of this phenomenon the Author argues that there is a need for a reappraisal of collective bargaining areas. By taking into account some administrative and legal parameters within the trade union system that are useful to create a taxonomy of sectoral fields of application, the paper makes some concluding remarks with the purpose of better and clearly measuring representation of each bargaining sector

    Lavoro temporaneo, frode alla legge e prevenzione degli abusi

    No full text
    Il contributo analizza i problemi interpretativi sorti nei recenti orientamenti giurisprudenziali in materia di acquisizione indiretta di personale a tempo determinato, nelle forme di lavoro interinale e di somministrazione di manodopera. Le argomentazioni giuridiche delle Corti sono accomunate da una precisa finalità antielusiva: obbligare le parti a ben focalizzare ex ante i contenuti del contratto commerciale e di lavoro, in modo da permettere al lavoratore di conoscere sin dall’inizio, in modo dettagliato, quale sia l’incarico affidatogli, e al datore di lavoro di sapere in anticipo quali sanzioni siano previste per il caso di abuso o utilizzo non corretto del lavoro temporaneo. La disamina affronta anche il tema dei meccanismi sanzionatori verso comportamenti considerati illegittimi perché elusivi dei divieti operanti per l’utilizzo irregolare o ingiustificato di lavoratori temporanei. In particolare, si sofferma sul rimedio diretto della costituzione ex lege del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, sullo strumento indiretto del negozio in frode alla legge e sulla clausola di prevenzione degli abusi di matrice eurounitari

    Parità di trattamento per i lavoratori a tempo determinato: il principio di non discriminazione impone il diritto all’indennità per anzianità di servizio

    No full text
    Il contributo analizza la portata generale della parità di trattamento e del divieto di discriminazione, principi generali del diritto comunitario che trovano applicazione nei confronti di tutti i lavoratori che forniscono prestazioni retribuite nell’ambito di un rapporto di impiego a tempo determinato che li vincola al loro datore di lavoro. Un’attenta analisi delle decisioni uni-europee pone in evidenza il fatto che la legislazione comunitaria secondaria avrebbe assunto i tratti di «un cerchio inviolabile intorno ai diritti fondamentali», consentendo anche ai lavoratori a termine di beneficiare degli stessi vantaggi riservati ai lavoratori a tempo indeterminato comparabili, in quanto un’indennità per anzianità di servizio come quella oggetto delle cause costituisce una «condizione d’impiego» valida per tutti i prestatori di lavoro

    Il diritto di sciopero nel settore ferroviario e la precettazione

    No full text
    Il saggio analizza il diritto di sciopero nel settore ferroviario alla luce del potere di precettazione del Ministro dei Trasporti e delle recenti pronunce dei giudici amministrativi. Dopo une breve inquadramento delle dinamiche del conflitto nell’ambito ferroviario, la disamina approfondisce la posizione assunta dalla Commissione di Garanzia per l’attuazione dello sciopero nei servizi pubblici essenziali attraverso la provvisoria regolamentazione adottata per alcuni lavoratori della categoria e l’orientamento giurisprudenziale che limita il più possibile l’ingerenza «politica» dell’autorità precettante ai soli profili di necessità e urgenza «diversi» e «sopravvenuti» rispetto al quadro già scrutinato dalla Commissione.The essay focuses on the right to strike in the railway sector in the light of the Minister of Transport’s power of precept and of the recent administrative judges’ ruling. After a brief overview of the conflict dynamics in the railway sector, the examination delves into the position taken by the Commission of Guarantee on strike in essential public services through the provisional regulations adopted for some workers in the sector taking into account also the judicial approach that bounds the «political» interference of the precepting authority; it has to be limited to «different» and «supervening» profiles of necessity and urgency with respect to the framework already examined by the Commission

    Licenziamento collettivo nel settore ferroviario: "la locomotiva ha la strada segnata"

    No full text
    Il contributo si sofferma sulla inefficacia dei licenziamenti collettivi effettuati in violazione della procedura prevista dall’art.4 L.223/1991, anche se in esecuzione di un accordo sindacale che riguarda la scelta dei lavoratori in esubero sulla base del solo criterio della anzianità retributiva: un’omissione simile compromette l’interesse primario del singolo lavoratore all’individuazione trasparente e verificabile dei dipendenti da licenziare. In tema di riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato di cui all’art.59, comma 6, della legge n.449 del 1997, pur prescrivendo che i lavoratori in eccedenza possano essere selezionati «anche» in base al raggiungimento della contribuzione massima utile per la pensione di anzianità, non possono derogare agli obblighi procedurali sanciti dalla legge n.223 del 1991, né può essere demandato all’accordo sindacale il potere di decidere procedure di verifica in deroga a quelle stabilite dalla legge

    Condotta antisindacale e «infelici coincidenze»: distacco illegittimo durante il rinnovo del contratto aziendale

    No full text
    Il saggio prende lo spunto da una importante decisione, per affrontare il tema della condotta antisindacale adottata da una grande gruppo industriale italiano. Il contributo analizza la concreta ed illecita interposizione di manodopera attraverso lavoratori distaccati illegittimamente da altra società al solo scopo di alterare e condizionare le trattative sindacali per la stipula di un accordo aziendale con deroghe peggiorative per il nuovo personale da assumere

    Fuga dal tempo misurato: il contratto di lavoro tra subordinazione e lavoro immateriale

    No full text
    Il saggio focalizza l’attenzione sulle antinomie che attraversano lo “stadio adulto” del sistema capitalistico con particolare riguardo al contratto di lavoro. Questa peculiare prospettiva orienta l’analisi scientifica verso il rapporto fra individuo lavoratore e tempo oggettivo del processo economico. Proprio questo piano interpretativo consente di leggere l’attività di lavoro attraverso il dispiegarsi nel tempo della prestazione, fondamentale (ma non necessario) criterio di valutazione giurisprudenziale delle energie lavorative erogate. In particolare, considerazioni sul problema del valore qualificatorio della continuità nella ricostruzione del contratto di lavoro con vincolo di subordinazione permettono il recupero di una prospettiva più critica verso ciò che attiene alla fase dell’esecuzione della prestazione. Il tradizionale punto di partenza della dogmatica contrattuale, costruito sulla teoria delle obbligazioni, può risultare utile per spiegare come si configura il potere del datore, ma risulta meno persuasivo con riferimento all’ipotesi secondo cui il contratto sarebbe idoneo a limitare l’ingerenza del datore sul tempo disponibile. L’idea binaria di separare un tempo/orario di lavoro rispetto agli altri periodi che residuano rispetto alla stretta attività lavorativa non tiene nel debito conto quelle aree temporali non disciplinate dal regolamento contrattuale degli interessi, ovvero i tempi disponibili. Contro questa impostazione dualistica svolge un ruolo significativo il potere continuativo di controllo del datore di lavoro, esercitato anche su fasi della vita che ogni lavoratore trascorre fuori dal luogo di lavoro. Il nesso contrattuale non può da solo regolare il bilanciamento tra spazio vitale e lavoro. Il saggio rilegge l’idea di dipendenza economica e di subordinazione sociale come strumenti per chiarire l’assenza di controllo da parte dei lavoratori subordinati in merito ai tempi di decisione sia all’interno delle strutture produttive sia sui processi tecnici. In questo contesto emerge l’importanza di una vecchia categoria, quella della collaborazione (ex art.2094 c.c.) e del significato relazionale del termine, decisivo per spiegare la struttura dei nuovi lavori immateriali. Il concetto di lavoro produttivo dovrebbe essere esteso a tutti i tempi sociali che partecipano ad ogni fase di riproduzione sociale ed economica: si pensi a tutte quelle attività nelle quali la dimensione cognitiva, comunicativa e affettiva del lavoro è dominante e dove potrebbero svilupparsi forme inedite di autogestione del lavoro, fondate su una coproduzione di servizi. Da qui potrebbe scaturire una progressiva valorizzazione generalizzata verso indicatori (genuini) di autonomia dell’attività lavorativa. Con la formula lavoro immateriale si concretizza la possibilità di assumere al centro dell’analisi delle trasformazioni del lavoro la tendenza che vede ogni merce trasformarsi in servizio, ogni servizio rivelarsi come relazione produttiva e ogni relazione organizzarsi nel linguaggio e negli affetti. Queste evoluzioni si traducono in una crescita del lavoro non misurato e difficilmente quantificabile secondo i criteri tradizionali della sua misura. Si tratta di uno degli elementi che devono condurre la dottrina e la giurisprudenza a ripensare globalmente la nozione di tempo del lavoro produttivo e quella di reddito rispetto all’epoca fordista.The analysis focuses upon the antinomies of “adult stage” dimension of capitalist system regarding the contract of employment. This point of view orients the scientific study towards relationship between employee and real time of economic process. The interpretative research approach to analyze working activity in connection with working time is a fundamental (but not necessary) criteria for Courts. A particular aspect of employment contract, the continuity of contract, allows a more critical perspective about the performance at work. The starting point of traditional dogmatic overview of individual employment law is the contractual obligation and it’s useful just to explain how arise the employer’s power, but it isn’t to limit it, especially when worker and employer have to bargain around available time. The dualistic idea to distinguish working time and rest periods doesn’t pay attention to other type of working time, like available time. Against this dualistic theoretical plan plays a significant role the enduring power of managerial control on period of time that every worker spends non only at workplace. The contractual connection it’s not able to regulate alone the work/life balance. The essay examines the idea of economic dependence and social subordination like instruments to clarify the lack countervailing force in the economic decision making and in technical process. In this context emerge the importance of an old category, the cooperation (ex art.2094 c.c.), and its relational meaning to explicate the framework of immaterial labour. The concept of productive labour might have to be extended to all social times which participate to every phases of social and economical re-production: for example in the cognitive, communicative or affective dimensions in which is paradigmatic the self-regulation job, founded by a coproduction of services. This way suggest a progressive and general evaluation of core genuine standard of self-employment contract. Immaterial labour is a concrete formula upon the work’s metamorphoses, it’s a way to focus the analysis on some precise trends: every goods can became a service, every service disclose a productive relation and every relation involve linguistic instruments and affects. These evolutions bring about increasing not measured work, which is difficult to quantify in accordance with traditional criteria to calculate working time. Scholarship and judgment must rethink the notion of productive time and a different kind of citizen’s income, by comparison with previous Ford’s age

    Il lavoro nello spettacolo: profili previdenziali

    No full text
    Il saggio affronta il tema della tutela previdenziale dei lavoratori dello spettacolo ed in particolare analizza il sistema di maturazione di una pensione adeguata in questo settore. L’elevato tasso di forme di lavoro discontinue e temporanee ha avuto come conseguenza la difficoltà, per gli artisti e per il personale impiegato negli spettacoli, di perfezionare i requisiti necessari per l’annualità contributiva. La soppressione dell’Istituto previdenziale dei lavoratori dello spettacolo e dello sport ha fatto sorgere alcuni problemi con riferimento alle prestazioni pensionistiche di questi lavoratori, le quali presentano tratti di specialità rispetto a quelle di altre categorie.This paper aims to examine the social security protection of entertainment workers with a special focus on the way to make the retirement system fair and sustainable. In particular, the study explores the impact of the high rate of discontinuous and temporary jobs on the minimum contribution rate for artists and entertainment employees. The abolition of the Social Security Institute for entertainment and sport workers has raised some problems on retirement benefits because of the peculiarity of this sector

    Incompatibilità e decadenza del dipendente pubblico: dietro il licenziamento illegittimo sta «in agguato la dura moneta» del cumulo

    No full text
    In materia di lavoro pubblico, la disciplina dell’incompatibilità prevista dagli art. 60 ss. d.p.r. n. 3/1957, applicabile a tutti i dipendenti pubblici, prevede che l’impiegato che si trovi in situazione di incompatibilità sia diffidato a cessare tale condizione e che, decorsi quindici giorni dalla diffida, decada dall’incarico. Ne consegue che soltanto nel caso in cui l’impiegato ottemperi alla diffida, il suo comportamento assume rilievo disciplinare e rientra nelle previsioni di cui all’art. 55 del d.lgs. n. 165/2001, posto che, diversamente, trova applicazione l’istituto della decadenza, che non ha natura sanzionatoria o disciplinare, ma costituisce una diretta conseguenza della perdita di quei requisiti di indipendenza e di totale disponibilità che, se fossero mancati «ab origine», avrebbero precluso la stessa costituzione del rapporto di lavoro. Inoltre, il contributo si sofferma su un particolare principio di «diritto vivente» ovvero il criterio del cumulo – sia pure confinato a crediti litigiosi dedotti in giudizio – riferito ad un’indennità risarcitoria ex art.18 l. n.300/1970, cioè su un debito di valore che la parte pubblica ha nei confronti del lavoratore
    corecore