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La lettera, il fuoco. Saggio su Silvia Ballestra
Una lettura della narrativa di Silvia Ballestra, in particolare de "Gli orsi". Pubblicata con lo pseudonimo Tommaso Ottonieri.A reading of the narrative of Silvia Ballestra, in particular of "Gli orsi". Published under the pseudonym Tommaso Ottonieri
Tommaso Paleologo al Concilio di Firenze
Il contributo intreccia analisi iconografica e lettura storica del Corteo dei Magi di Benozzo Gozzoli per soffermarsi sui suoi protagonisti e soprattutto sul giovane e biondo “capocaccia” che reca, in sella e al guinzaglio, due ghepardi. L’identificazione dei tre Magi con i capidelegazione bizantini, “portatori” al Concilio di Firenze del “dono” dell’Unione delle Chiese – il patriarca Giuseppe II, il basileus Giovanni VIII e il suo fratello minore Demetrio, raffigurati secondo l’effettivo ordine di arrivo dei rispettivi cortei in città – è resa inequivoca dalla presenza di ritratti di personaggi del loro seguito (tra cui si riconoscono con certezza almeno Giorgio Gemisto Pletone, Isidoro di Kiev, Giovanni Argiropulo, Teodoro Gaza) oltre che da quella di platonici occidentali e dello stesso papa Pio II. Vi è però anche un “quarto Mago”: nella figura del biondo capocaccia affiancato da due ghepardi può riconoscersi un’immagine idealizzata dell’altro fratello minore di Giovanni VIII, l’ultimogenito Tommaso, o comunque una memoria della sua presenza al Concilio, rivelata peraltro dalle testimonianze storiografiche, finora ignote o ignorate, di Giorgio Sfrantze e Pero Tafur. Tommaso, l’ultimo dei principi Paleologhi era d’altronde al centro del progetto di “salvataggio occidentale di Bisanzio” che Pio II avrebbe esposto ufficialmente al Concilio di Mantova del 1459: in occasione di questo concilio gli affreschi celebrativi del concilio fiorentino di vent’anni prima erano stati commissionati a Benozzo da Piero de’ Medici. Se dopo la conclusione del summit di Mantova l’immagine realistica di un più maturo Tommaso Paleologo si ritroverà nelle committenze di Pio II e dei suoi eredi (nei due ritratti marmorei di Paolo Romano, eseguiti dopo la venuta di Tommaso a Roma, e in quello dipinto da Pinturicchio nella Libreria Piccolomini del Duomo di Siena), i tratti idealizzati e simbolici del misterioso “giovane con ghepardi” del Corteo di Benozzo possono confrontarsi con quelli dell’altrettanto enigmatica figura di giovane biondo raffigurato nel “proscenio” della Flagellazione di Piero della Francesca
FORESTE DI AREA TEMPERATA: STRUTTURE E DINAMICHE A CONFRONTO IN POPOLAMENTI VERGINI E LASCIATI A LIBERA EVOLUZIONE
A proper understanding of forest stands structure and dynamics is important in order to apply a sustainable forest management. Forest structure analysis studies the interactions between size classes of the trees, age classes, species, the role of natural and human disturbances etc. Those relationships emerge from the interpretation of different data (dbh, height, age, annual increments, deadwood, XY position of each tree in the stand...), which give information in order to assess the organization and functionality of the ecosystem. Time and space are the two main factors in the analysis of forest structure and dynamics. Concerning time, the order of magnitude should be consistent with the generation time of the ecosystems, so in forest analysis we need to carry out long-term research. In this context, permanent plots are essential instruments, since they permit the acquisition of database at regular intervals in long-term projects, which reflect the tendency of ecosystems to change slowly. The spatial scale of these plots should be set in order to catch the trends and dynamics of the vegetation. In particular, surfaces of 1-4 ha are considered large enough to capture the presence of groups and gradients, which are the expression of the ongoing dynamics in the population at a mesoscale level. This work focused on the study of forest spatial structures in some stands which are representative of different forest types with different exploitation regimes. The analyses were conducted in 4 ha permanent plots, located in the Eastern Carpathians (virgin forests) and the Alps (previously managed stands left to natural development). On the plots, all the trees taller than 1.3 m were mapped and for each tree dbh, height, height of lowest living branch, crown radii projection, increment cores, etc. were measured. The main objective was to compare virgin and managed forest, in order to assess the extent of human impact on the structure and dynamics of the latter stands. In general we found that natural areas, without major disturbances, present more complex spatial structures than the previously managed ones, even if sometimes they were left to natural development for some decades. The human impact lead towards a simplification in the stands structure and composition: signs of this impact are the unimodal diameter distributions, random spatial distribution of trees, spatial structures with almost monospecific groups. This homogeneous structure is still evident even after decades since the last human intervention. In the long term we will see if those stands will develop towards more natural structures or if they will tend to maintain their actual structure.Un’appropriata comprensione della struttura e delle dinamiche dei popolamenti è basilare per una gestione forestale sostenibile. Lo studio della struttura dei popolamenti forestali passa attraverso la definizione delle relazioni tra classi dimensionali, età, specie, del ruolo dei disturbi naturali e antropici e così via. Queste relazioni emergono dall’interpretazione di dati di natura diversa (diametro, altezza, età, incrementi annuali, necromassa, posizione di ogni individuo...) che forniscono informazioni differenti ma tutte utili al fine di valutare in misura più o meno approfondita l’organizzazione e le funzionalità dell’ecosistema. Lo studio della struttura e delle dinamiche di un popolamento deve tenere in considerazione due fattori fondamentali: il tempo e lo spazio. Per quanto riguarda il primo, questo deve essere conforme con i tempi generazionali degli ecosistemi studiati e perciò nel nostro caso si parla necessariamente di lungo periodo. La predisposizione di aree di monitoraggio permanente quindi si rivela particolarmente utile ai nostri scopi, in quanto permette di disporre di database per l’acquisizione di dati a intervalli regolari nell’ambito di progetti di lunga durata, che riflettono la tendenza degli ecosistemi ad evolvere lentamente. La scala spaziale di queste aree si dovrebbe calibrare in modo tale da essere sufficiente per
evidenziare le tendenze e dinamiche della vegetazione in esame. In particolare, superfici di 1-4 ha costituiscono un livello di mesoscala sufficiente a cogliere la presenza di gruppi e gradienti che sono molto spesso espressione delle dinamiche in atto nel popolamento. Il presente lavoro si è concentrato sullo studio delle strutture spaziali di popolamenti forestali scelti in base al diverso impatto antropico subito nel corso della loro vita. Le analisi sono state effettuate all’interno di aree di monitoraggio permanente di 4 ha poste in parte in
foreste vergini dei Carpazi Orientali e in parte in popolamenti lasciati a libera evoluzione situati sulle Alpi. In ogni area sono state mappate e misurate tutte le piante con altezza superiore a 1.3 m, rilevando una serie di parametri biometrici (diametro a 1.3 m, altezza, altezza d’inserzione della chioma, proiezioni dei raggi di chioma, prelievo delle carotine legnose, ecc.) utili alla descrizione e al confronto delle strutture spaziali dei diversi popolamenti. In particolare, ci si è concentrati sul confronto tra popolamenti vergini e lasciati a libera evoluzione, per valutare in che misura l’impatto antropico abbia influito sulle strutture e le dinamiche di questi ultimi. In generale si è riscontrato che aree vergini, in assenza di disturbi naturali significativi, si esprimono in strutture spaziali più complesse e articolate rispetto ad analoghe formazioni precedentemente gestite. In quest'ultime, l’impatto antropico ha portato a una semplificazione nella composizione e nella struttura del bosco, che si manifesta, di volta in volta, in distribuzioni diametriche unimodali,distribuzioni spaziali casuali, strutture spaziali per gruppi dalla composizione omogenea. Questa struttura più omogenea è ancora evidente nonostante in alcuni casi siano passati più di quarant’anni dall’ultimo intervento. Sarà interessante approfondire queste dinamiche nel lungo periodo e verificare le traiettorie di sviluppo future, ovvero se tali popolamenti manterranno a lungo l'attuale tipologia o evolveranno verso strutture più naturaliformi
Andrea Cortellessa, Silvia De Laude (a cura di), Vedere, Pasolini
Recensione al volume «Vedere, Pasolini» a cura di Andrea Cortellessa e Silvia De Laud
Lettera di Alessandra
Un ritratto critico dell'opera di Alessandra Carnaroli, autrice fra le più apprezzate delle ultime generazioni della poesia di ricerca. La sezione a lei dedicata, nel numero della rivista, contiene inoltre saggi di Cecilia Bello Minciacchi, Andrea Cortellessa, e Ivan Schiavone; e vari inediti dell'autrice. Il saggio è pubblicato con lo pseudonimo di Tommaso Ottonieri.A critical portrait of the work of Alessandra Carnaroli, author of the most appreciated in the latest generations of italian research poetry. Published under the pseudonym Tommaso Ottonieri
“LA EVOLUZIONE DELLA FIGURA DEL GIUDICE TRIBUTARIO TRA ESIGENZE DI PROFESSIONALIZZAZIONE E RAZIONALIZZAZIONE DEL PROCESSO in “Questioni attuali di diritto tributario vol. X”
L’inquadramento giuridico della figura del giudice tributario è stato a lungo oggetto di copioso dibattito in ordine alla sua legittimità costituzionale, alla controversa natura di tale funzione giurisdizionale e del relativo modello procedimentale ed, infine, sulle effettive garanzie di indipendenza, imparzialità e competenza che tale figura di magistrato “onorario” potesse realmente assicurare.
In tale contesto di obiettiva incertezza e fragilità si sono inseriti nel tempo tutta una serie di interventi legislativi rivelatisi in più di un’occasione frammentari e poco incisivi che hanno spesso acuito anziché affrontare le problematiche e reso
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indispensabile la profonda revisione del sistema realizzata con le organiche riforme del contenzioso tributario intervenute dapprima nel 1972 e quindi nel 1996.
A distanza di quasi un trentennio dall’ultima riforma, che mostrava ormai più di una crepa nel sistema, la novella del 2022 rappresenta una sorta di rivoluzione copernicana introducendo la professionalizzazione del giudice tributario ed un sistema di reclutamento concorsuale nell’intento di istituzionalizzare definitivamente la figura del magistrato tributario e razionalizzare una volta per tutte il controverso processo.
A tale significativa evoluzione è dedicata la presente trattazione che, prendendo le mosse dell’inquadramento storico del ruolo e dalle fonti di riferimento, ripercorre il cennato dibattito sulla legittimità e la natura della funzione del giudice tributario fino alla recente riforma sulla “professionalizzazione” di cui vengono in sede di conclusioni
evidenziati anche i primi aspetti critici nel tentativo di individuare gli spazi per nuovi auspicabili interventi legislativi.
The legal framework of the figure of the tax judge has long been the subject of copious debate regarding its constitutional legitimacy, the controversial nature of this jurisdictional function and the related procedural model and, finally, the actual guarantees of independence, impartiality and competence that this figure of "honorary" magistrate could actually ensure. In this context of objective uncertainty and fragility, a whole series of legislative interventions have been introduced over time that have proven to be fragmented and not very effective on more than one occasion, often exacerbating rather than addressing the problems and making the profound revision of the system indispensable, carried out with the organic reforms of tax litigation that first occurred in 1972 and then in 1996.
Almost thirty years after the last reform, which by now showed more than one crack in the system, the 2022 novella represents a sort of Copernican revolution by introducing the professionalization of the tax judge and a competitive recruitment system with the aim of definitively institutionalizing the figure of the tax magistrate and rationalizing the controversial process once and for all.
This paper is dedicated to this significant evolution and, starting from the historical framework of the role and the reference sources, it traces the aforementioned debate on the legitimacy and nature of the function of the tax judge up to the recent reform on "professionalization", of which the first critical aspects are also highlighted in the conclusions in an attempt to identify the spaces for new desirable legislative interventions
Il Giardino-città della Scarzuola di Tommaso Buzzi
Progettazione del giardino fantastico della Scarzuola a Montegiove da parte di Tommaso Buzz
Divino scandalo: gli amori di Ares e Afrodite tra folktales e storie sacre
Il celebre episodio degli amori di Ares e Afrodite nell'VIII canto dell'Odissea è stato sovente interpretato come esempio di folktale umoristico infiltratosi in ambito epico. Un'analisi delle attestazioni del motivo, che viene rintracciato anche in un brano poco noto del papiro Jumilhac, conferma l'identificazione del folktale in Omero, ma ne mette in discussione l'interpretazione, che più che all'ambito strettamente umoristico sembra da avvicinare a quello, che certo poteva intrecciarsi col riso, delle ierogamie e comunque della sfera sacra
"Il contraddittorio obbligatorio previsto dallo statuto dei diritti del contribuente" in “Questioni attuali di diritto tributario vol. IX”, Napoli, 2023.
La lingua italiana ascrive alla parola “contraddittorio” diversi significati a seconda del contesto in cui il termine è utilizzato, da una parte come contraddizione dall’altra come diritto di contraddire.
Al di là dei meritevoli e condivisibili intenti della riforma nell’attuazione del principio del contraddittorio endoprocedimentale si sono consumate almeno tre evidenti contraddizioni.
La prima di impatto procedurale dal momento che l’articolo 1 della legge delega, la legge 9 agosto 2023, n. 111, al comma 2 stabiliva che “nel caso di schemi suscettibili di produrre effetti nei confronti delle regioni e degli enti locali, la trasmissione alle Camere ha luogo dopo l'acquisizione dell'intesa in sede di Conferenza unificata”. Dalla documentazione ufficiale rinvenibile sul sito della Camera ( https://www.camera.it/leg19/682?atto=097&tipoAtto=Atto&idLegislatura=19&tab=2#inizio ) risulta che lo schema di decreto è stato trasmesso alla Presidenza del Senato il 22 novembre 2023 mentre l’intesa in sede di Conferenza unificata è stame posta all’ordine del giorno della seduta del 6 dicembre 2023. Quindi lo schema di decreto è stato trasmesso alle Camere prima di avere ottenuto l’intesa dalla Conferenza unificata. Tuttavia dal provvedimento recante l’intesa si evince il dibattito intercorso tra i vari attori nel corso dell’approvazione che ha portato poi alla modifica del testo del comma 3 bis dell’articolo 1 dello statuto che rappresenta la chiave di lettura adeguativa dell’intera previsione in commento.
La seconda di impatto metodologico nella misura in cui l’articolo 1 della legge delega, al comma 2 prevedeva che nella relazione tecnica dovessero essere indicati (a) gli effetti sul gettito dei tributi degli enti territoriali e sulla pressione tributaria a legislazione vigente e (b) la relazione sull'analisi dell'impatto della regolamentazione. Sotto il primo profilo (a) nella relazione non è stata effettuata alcuna stima per l’impatto sui tributi locali mentre, per i tributi amministrati dall’Agenzia delle entrate sono state fornite delle giustificazioni in ordine all’invarianza dei costi dell’attuazione della disposizione. È di tutta evidenza come per gli enti territoriali l’innesco di una nuova fase endoprocedimentale, prima non prevista che prevede anche l’obbligo di invio di una comunicazione preventiva all’accertamento che deve essere necessariamente notificata comporterà un costo sia per la produzione dell’atto e la sua postalizzazione sia, soprattutto, per l’ascolto e l’esame dele pratiche dei contribuenti con la conseguenza di un costo di adempimento che inciderà negativamente sulla pressione tributaria locale dal momento che gli enti non hanno altro modo di fare fronte ai maggiori costi di adempimento se non quello della propria finanza in assenza della previsione di uno specifico trasferimento erariale. Sotto il secondo profilo (b) nella relazione non sono esplicitate le conseguenze sull’impatto della regolamentazione degli enti territoriali che anche sono rilevanti dal momento che gli enti dovranno adeguare i propri procedimenti ammnistrativi per gestire il nuovo iter previsto dallo Statuto
“La riforma della sospensione cautelare nel processo tributario” in “Questioni attuali di diritto tributario vol. VIII”, Napoli, 2022. - ISBN: 979 - 12 - 80655 -23 -3
Lo studio in questione esamina gli aspetti più rilevanti della recentissima riforma della giustizia tributaria di cui alla legge n. 130/2022 finalizzate a ridurre i tempi della fase cautelare e ad agevolare una rapida discussione delle istanze di sospensione dell’atto impugnato, di cui all’art. 47 del D.Lgs. n. 546/1992.
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