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    Gli studenti dopo l’Unità: patriottismo, protesta corporativa e impegno politico,

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    Un’analisi ravvicinata degli episodi di mobilitazione associativa e contestativa degli studenti, così come si estrapolano dalle fonti ministeriali, dalle discussioni parlamentari e soprattutto dalla stampa coeva – in particolare incrociando diverse e contrastanti letture – consente di cogliere alcuni dati strutturali e di lunga durata di questa casistica. Benché espressione di minoranze combattive che, solo a tratti, seppero interpretare il disagio delle comunità studentesche nel loro complesso, ed esserne appieno rappresentativi, questi fermenti ci permettono di guardare dentro e fuori dall’università, combinando punti visuali complementari. Anzitutto per cogliere nella mentalità e nei modelli comportamentali degli studenti alcuni importanti cambiamenti in atto: da un lato, l’onda lunga del volontarismo garibaldino, l’epos eroico e il protagonismo generazionale, ereditati dal Risorgimento, si vanno coniugando con esperienze di alfabetizzazione non più genericamente patriottica ma via via più specificamente politica e d’impegno civile, dall’altro si fa strada una coscienza collettiva di tipo corporativo, tendenzialmente interuniversitaria, volta all’affermazione e alla difesa dello status studentesco e, in prospettiva, di quello professionale e sociale. Le dinamiche conflittuali tra studenti e autorità accademiche e/o politiche sono anche lo specchio dei ritardi, delle contraddizioni e distorsioni del processo di nazionalizzazione dell’università: nella transizione problematica dal vecchio al nuovo si sconta una complessiva debolezza progettuale che punta all’uniformità piuttosto che alla rifondazione del sistema d’istruzione superiore. Infine, è la maturazione lenta del sistema politico italiano e l’ottica più amministrativa che politica adottata dalla sua classe dirigente che si disegna sullo sfondo dell’accidentato processo in fieri di trasformazione degli studenti del Regno da sudditi in cittadini

    Etudiants sans frontières: migrations universitaires en Europe avant 1945

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    Resoconto del convegno internazionale dal titolo Etudiants sans frontières: migrations universitaires en Europe avant 1945 tenutosi a Ginevra tra il 20 e il 21 giugno 2003 sotto gli auspici delle Università di Ginevra e di Paris Sorbonne

    Il Novecento di Lotte Dann Treves

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    Jew university students’ experience – Italians and, above all, foreigners students - and the impact of Italian racist legislation on their studies and destinies are still unknown. Lotte Dann Treves’s biography, considered here as a paradigmatic case-study of this historic phenomenology, is focused on the diverse contexts of Fascist Italy, Italian University and particularly Turin. After a brief period of openness to international scientific mobility, under minister Bottai’s guidance, Italian University chose discrimination and expulsion of precious intellectual resources, such as precisely Lotte Dann and her famous teacher, Giuseppe Levi. In the Europe devastated by World War II, the contingency took Lotte Dann, became Mrs. Treves, back to Italy and its bumpy path of democratic reconstruction
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