185 research outputs found

    Adempimento fittizio della condizione e interesse al mancato avveramento

    No full text
    L’ipotesi (per i Romani non l’unica) di adempimento fittizio della condizione in caso di suo mancato avveramento, determinato da chi aveva interesse contrario allo stesso, viene esaminata sotto angolazioni varie. Previsioni normative, antiche e moderne; profili di presupposizione, di interpretazione, sanzionatori e, soprattutto, difficoltà di cogliere il controinteresse nelle fattispecie contrattuali sinallagmatiche

    Legati di usufrutto e di diritti affini in favore del coniuge superstite

    No full text
    Origine forse dell’usufrutto e certamente del relativo legato, le esigenze della “uxor” superstite si snodano nei secoli, giungendo a figure di legato “ex lege” talora (non sempre) correlato al bisogno della vedova, altre volte in favore anche del marito. Più recente tale costruzione (e già la relativa normazione) in tema di diritti affini (uso ed abitazione), a carico della massa ereditaria: “praelegata” nel senso attuale del termine

    Solidarietà passiva, diritto romano e politica del diritto

    No full text
    La tradizione del diritto romano, di prevalente parziarietà fra più coobbligati, viene rovesciata nel codice civile del 1942, che sancisce invece la presunzione di solidarietà passiva (ma non erano mancati studi romanistici che avevano cercato di dare una veste ‘sociale’ e non individualistica al diritto romano). La recente giurisprudenza della Cassazione in tema di condominio torna alla parziarietà, sia pure con argomentazioni molto dubbie

    Acquisto per altri e trasmissione della proprietà

    No full text
    Premessa un’indagine sull’uso di 'tertius', di 'alius' e di 'alter' nelle fonti, si coglie la prospettiva romana dell’agire per altri non nell’ottica di chi ha agito e dovrà trasferire ad altri, ma in quella di chi dovrà acquistare da chi ha agito. La figura del 'procurator' assume un ruolo sociale e giuridico, rivelato dall’esame di una serie di testi della giurisprudenza classica. Si profila la non necessità del doppio trasferimento laddove si tratti di 'res nec mancipi', in qualche modo a somiglianza con il moderno regime del mandato
    corecore