588 research outputs found
MicroRNAs in glomerular diseases from pathophysiology to potential treatment target
MiRNAs are regulators of gene expression in diverse biological and pathological courses in life. Their discovery may be considered one of the most important steps in the story of modern biology. miRNAs are packed within exosomes and released by cells for cellular communications; they are present in bodily fluids. Their study opens the way for understanding the pathogenetic mechanisms of many diseases; furthermore, as potential candidate biomarkers, they can be measured in bodily fluids for non-invasive monitoring of disease outcomes. The present review highlights recent advances in the role of miRNAs in the pathogenesis of primary and secondary glomerulonephritides such as IgA nephropathy, focal segmental glomerular sclerosis, lupus nephritis and diabetic nephropathy. The identification of reciprocal expression of miRNAs and their target genes provides the molecular basis for additional information on the pathogenetic mechanisms of kidney diseases. Finally, recent findings demonstrate that miRNAs can be considered as potential targets for novel drugs. © The Authors Journal compilatio
Potential Reparative Role of Resident Adult Renal Stem/Progenitor Cells in Acute Kidney Injury
Human kidney is particularly susceptible to ischemia and toxins with consequential tubular necrosis and activation of inflammatory processes. This process can lead to the acute renal injury, and even if the kidney has a great capacity for regeneration after tubular damage, in several circumstances, the normal renal repair program may not be sufficient to achieve a successful regeneration. Resident adult renal stem/progenitor cells could participate in this repair process and have the potentiality to enhance the renal regenerative mechanism. This could be achieved both directly, by means of their capacity to differentiate and integrate into the renal tissues, and by means of paracrine factors able to induce or improve the renal repair or regeneration. Recent genetic fate-tracing studies indicated that tubular damage is instead repaired by proliferative duplication of epithelial cells, acquiring a transient progenitor phenotype and by fate-restricted clonal cell progeny emerging from different nephron segments. In this review, we discuss about the properties and the reparative characteristics of high regenerative CD133(+)/CD24(+) cells, with a view to a future application of these cells for the treatment of acute renal injury
“Ritornare” nella post-migrazione: narrazioni sull’abitare translocale a Serino (AV) - Post-Migration “Return”: Translocal Living Narratives from Serino (AV), Italy
This article presents preliminary findings from ethnographic research in Serino (Southern Italy), examining post-migration returns as multidirectional, translocal processes. Rather than definitive endpoints, return mobilities emerge as intergenerational practices of reterritorialization. Through life histories, the study explores how identities, belonging, and place are negotiated across temporal and spatial scales, reshaping localities through memory, affect, and transnational entanglements
Fashion Culture: Power In Fashion with Stefano Tonchi and Grazia d'Annunzio
Stefano Tonchi, global chief creative officer for L’Officiel Group, and Grazia d’Annunzio, former deputy director of Vogue Italia, discuss the power of military uniforms and their influence on high fashion. Tonchi is co-author of the book "Uniform: Order and Disorder.
MicroRNAs in Kidney Diseases
MicroRNAs (miRNAs) play an important role in physiological and pathological condition in human organs including kidneys. Their dysregulation on one hand can induce the onset of a specific disease and on the other hand may represent potential biomarkers for the diagnosis and therapy. In this chapter, the miRNA functions and modulations are described in several kidney diseases such as polycystic kidney disease, primary and secondary glomerulonephritides and renal transplantation. After the overview on the approach to identify and study miRNAs in nephrology, the miRNA meaning in renal physiology is illustrated. Also, the attractive perspectives of the use of miRNAs as diagnostic tools or for the specific treatment of kidney disease are taken into consideration
La questione docente: identità, formazione, sviluppo professionale
Dopo aver fatto un attento excursus storico-sociologico sulle ricerche effettuate negli ultimi quarant’anni relative al mondo degli insegnanti, la ricerca analizza attentamente i concetti di stress, stress lavorativo e burnout, con riferimento, in particolare, alla professione docente. Partendo dal presupposto che lo stress lavorativo ed il burnout sono fenomeni che colpiscono principalmente i lavoratori delle cosiddette helping professions, ci si chiede se le cause di questa condizione di malessere siano legate alle caratteristiche personali dell’individuo, alle sue modalità di reagire alle pressioni esterne, al suo senso di autoefficacia, o piuttosto alle caratteristiche del contesto lavorativo in cui agisce.
Perché il burnout, un tempo legato soprattutto alle professioni sanitarie, oggi pare affliggere così pesantemente il contesto scolastico? Esiste una relazione tra i profondi cambiamenti verificatisi nell’ultimo quarantennio nell’ambito scolastico, e nelle richieste della società in generale, e l’attuale condizione di crisi vissuta dagli insegnanti? Se il burnout è così diffuso e così potenzialmente dannoso non solo per l’individuo, ma anche per l’organizzazione di cui fa parte, si può supporre che la comprensione chiara delle cause di disagio possa al contempo costituire, se non una soluzione, almeno una pista da seguire per il funzionamento più efficace di un’istituzione scolastica?
Una corretta analisi della questione docente non può prescindere, dunque, da una lettura in chiave organizzativa della scuola, necessaria per osservarla non soltanto dal punto di vista dei processi pedagogici e didattici, ma anche dal punto di vista della gestione delle risorse e del personale, dell’organizzazione delle attività, dell’individuazione di modelli e strategie di governo, delle relazioni interne ed esterne. Per questo si è ritenuto necessario approfondire il concetto di cultura organizzativa e analizzare i modelli organizzativi cui la scuola si è ispirata nel passato e, soprattutto, quelli che la contraddistinguono nel presente. L’esposizione delle varie teorie organizzative, da quelle più lontane nel tempo a quelle più recenti e innovative, è servita, tra l’atro, a sottolineare il graduale passaggio nella scuola da una forma di organizzazione prevalentemente razionale e rigidamente scientifica (Taylor) ad una più squisitamente soggettiva (Schein).
I radicali cambiamenti in atto nella società e nella scuola richiedono, dunque, una ridefinizione critica della professionalità docente, legata all’affermazione di nuovi modelli di professionismo anche di tipo organizzativo, collegiale e manageriale. Si fa strada, così, la rappresentazione di un insegnante come professionista dell’educazione e della formazione, capace di autoregolarsi, di accettare sfide, di assumere delle responsabilità, di confrontarsi con i problemi e di prendere in carico gli interessi del “cliente”, diventando, in altre parole, imprenditore di se stesso. Il
cambiamento riguarda la trasformazione del ruolo dell’insegnante sia nell’aula che fuori. La scuola va considerata come una vera e propria organizzazione, una comunità di professionisti la cui efficacia formativa cresce e si rafforza se esiste un insieme di valori condivisi cui fare riferimento, se opera attraverso la collaborazione ed il lavoro coordinato e se è in grado di socializzare le buone pratiche didattiche.
La qualità della scuola non dipende, tuttavia, solo dall’efficienza organizzativa, dalla disponibilità di risorse economiche, dalla modernità degli strumenti didattici o delle materie insegnate, ma è strettamente connessa anche ai modelli relazionali messi in atto dagli insegnanti, dai dirigenti e da tutti coloro i quali vi operano. La competenza relazionale è la capacità di gestire la complessità interpersonale, di attivare la comunicazione nelle varie direzioni, di negoziare i conflitti, di non manipolare le persone spacciando i propri interessi come interessi superiori dell’organizzazione. Essa consente di tener conto non solo dei compiti ma anche delle persone e di evitare che possano essere ridotte esclusivamente a “risorse” o “cose”. La collaborazione tra colleghi va perseguita non solo per motivi moralistici, ma anche per motivi pragmatici, essendo uno strumento fondamentale per il buon funzionamento istituzionale.
Strettamente connesso alla questione docente è il tema della valutazione, intesa come valutazione dell’apporto dato dal docente alla scuola e come valorizzazione stessa del docente. Non si può delineare la nuova identità docente senza partire dalla consapevolezza della inevitabile inscindibilità del valore che riveste l’operato del singolo docente rispetto alla qualità e all’efficacia del funzionamento generale di un’intera istituzione scolastica. La valutazione del servizio scolastico è il frutto dell’apporto che ciascun docente dà all’istituzione in termini di qualità, per questo non può darsi una proficua definizione della funzione docente senza un contemporaneo confronto con quanto ci si aspetta, attraverso l’enunciazione di precisi indicatori di qualità, dall’erogazione di un servizio eccellente
Urease loaded alginate microspheres for blood purification
In this paper a device, based on urease-loaded microspheres, is presented. The first task of this work was the optimization of a procedure for the alginate microspheres realization, having a radius as close as possible to the optimal one necessary to achieve the maximum enzyme exploitation. This optimal radius was calculated theoretically through a mathematical model which describes the concentration of substrate (urea) inside the microspheres on the assumption of a diffusion-reaction mechanism. The enzyme-loaded microspheres were successfully tested in a prototypal device aimed at the depletion of urea from a circulating fluid simulating blood flow: the results showed that urea concentration in the circulating fluid drops down to less than 25% of the initial value after 5
Urease loaded alginate microparticles for blood purification
In this paper a device, based on urease-loaded microspheres, is presented. The first task of this work was the optimization of a procedure for the alginate microspheres realization, having a radius as close as possible to the optimal one necessary to achieve the maximum enzyme exploitation. This optimal radius was calculated theoretically through a mathematical model which describes the concentration of substrate (urea) inside the microspheres on the assumption of a diffusion-reaction mechanism. The enzyme-loaded microspheres were successfully tested in a prototypal device aimed at the depletion of urea from a circulating fluid simulating blood flow: the results showed that urea concentration in the circulating fluid drops down to less than 25% of the initial value after 5 h
- …
