1,721,124 research outputs found

    Paesaggi, giardini, architetture: le case di Fiocchi tra lago e monte

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    Nel volume "Mino Fiocchi disegni di architettura. Residenze unifamiliari tra lago e montagna", curato da O.Selvafolta con A..Carla Buratti, il saggio analizza le architetture residenziali di Fiocchi evidenziando la sua speciale attenzione per i contesti ambientali e paesaggistici e la sua particolare capacità di conciliare modelli classici e tradizioni locali - In the book, "Mino Fiocchi architectural drawings. Single-family residences between lake and mountains", edited by O.Selvafolta with A..Carla Buratti, the essay analyzes the architecture of residential buildings highlighting the architect's special attention to environmental contexts and landscape and his unique ability to combine classical models and local traditions

    Giuseppe Mengoni. Architect of Milan’s Galleria Vittorio Emanuele II. (1829–1877)

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    The essay deals with Giuseppe Mengoni, author of the Galleria Vittorio Emanuale II in Milan, focusing on its innovative features in both urban design and technological solutions

    I giardini di villa Melzi d’Eril a Bellagio. Un museo all’aperto tra natura arte e storia

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    Il libro tratta della storia della realizzazione della villa e dei giardini del duca Francesco Melzi d’Eril a Bellagio sul lago di Como evidenziando i caratteri architettonici e paesaggistici. Sulla base di documenti inediti ricostruisce anche le vicende famigliari e i modi di abitare la villa e vivere i giardini nel corso del tempo. Analizza quindi i giardini e le sue collezioni d’arte chiarendo autori e provenienza delle sculture. La parte dedicata al rilevante patrimonio botanico è stata curata da Paolo Cottini. ..................................... The book covers the history of the construction of the villa and gardens of duke Francesco Melzi d’Eril in Bellagio on Lake Como, highlighting the architectural features and landscape qualities. On the basis of unpublished documents the author also reconstructs the family events and ways of living the villa and gardens over time. It then analyzes the gardens and ots art collections clarifying authors and origin of the sculptures. The part devoted to the significant botanical heritage has been edited by Paul Cottin

    Il verde nella casa dell’uomo “compendio di gioie essenziali” / Nature in Homes, a “compendium of essential joys”

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    Nel 1950 Luigi Figini pubblica L’elemento “verde” e l’abitazione: il contributo più rilevante e più appassionato sul rapporto tra costruito, natura, modi di vivere, da parte di un architetto del razionalismo italiano. Guardando alla storia e pensando al presente, egli sviluppa le riflessioni maturate nel periodo tra le due guerre e traccia un itinerario originale tra il verde e il progetto moderno; ne identifica le componenti, illustra esempi e propone soluzioni, lasciando un messaggio di grande significato e attualità per la cultura architettonica: allora come oggi. Il libro è riproposto in edizione anastatica per rispettare non solo il testo, ma anche le scelte grafiche di Figini, ed è arricchito da un’introduzione di Ornella Selvafolta (in italiano e inglese) che ne spiega l’origine in rapporto alle esperienze architettoniche, culturali e artistiche dell’autore. In 1950 Luigi Figini published the book L’elemento “verde” e l’abitazione (The element of ‘Nature’ and Dwellings: the most important and most fervent contribution about the relationship between architecture and nature, by an architect of the Italian Rationalism. Linking history to the present, he brings to maturity ideas and experiences of the Thirties and traces an original route between green, home, and modern architecture, showing examples and proposing solutions, thus leaving a message of great significance and relevance for architectural culture and practice: then and now. The book is presented in a facsimile edition to meet not only the text, but also the graphical choices by Figini, and is introduced by an essay of Ornella Selvafolta that explains its origin in relation to the architectural experiences and culture of the author

    Recensione a Ilaria M. P. Barzaghi, Milano 1881: tanto lusso e tanta folla. Rappresentazione della modernità e modernizzazione popolare, Silvana Editoriale, Milano 2009

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    Recensione per il sito Milano Città delle Scuenze http://www.milanocittadellescienze.it/contents/iniziative/pdf/SELVAFOLTA_Milano-1881_recensione.pdf, marzo 201

    Carlo Emilio Gadda e l’elettrico: note su temi, luoghi e paesaggi

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    Il contributo è parte del numero monografico di "Compar(a)ison" dedicato al tema "Energie & Energie". Partendo dalla formazione politecnica e dalla professione di ingegnere elettrotecnico dello scrittore Carlo Emilio Gadda, si analizzano i suoi rapporti con la cultura del progetto nei luoghi e nelle architetture idrolettriche dei primi decenni del Novecento

    A “casa del diavolo”. Gadda Città Studi e il Kremlino

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    Nel 1927 il Politecnico abbandonava la sua vecchia sede nel centro di Milano per trasferirsi nella nuova città Città degli Studi, destinata agli istituti universitari milanesi e situata nella periferia nord est della città. L’evento offre a Gadda l’occasione di scrivere pagine memorabili sugli ingegneri e sul Politecnico e, nello stesso tempo di guardare alla città che cambia e alle sue nuove costruzioni. Emerge tra queste l’Istituto di Chimica Industriale G. Ronzoni, popolarmente conosciuto con il nome di Kremlino a causa della sua singolare architettura, di cui Gadda scrive in Un Fulmine sul 220 e in Pianta di Milano-Decoro dei palazzi, con forti accenti espressionisti, mischiando realtà e immaginazione. Partendo dai testi di Gadda il saggio situa storicamente le vicende di Città Studi e indaga le origini e motivazioni del Kremlino, ivi compresa la sua architettura sulla base di documenti inediti. In 1927 the Politecnico moved from its old headquarters in the center of Milano to the new Città Studi (Citiy of Studies), built in the north-eastern outskirts in order to reunite the main universities of Milan and offer a more modern and efficient environment for learning. The event gives Gadda the opportunity to write memorable pages about urban changes and new building activities. In Un Fulmine sul 220 and Pianta di Milano he pays special attention to the seat of the Institute of Industrial Chemistry G. Ronzoni, popularly known as the Kremlino, because of its unique and exotic architecture, which he considers with strong and distorting accents, mixing reality with imagination. The essay gives historical and documentary evidence to the events, thus providing a better understanding of Gadda’s texts

    Una scuola per il progetto: il ruolo del Politecnico di Milano nella costruzione del paese postunitario

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    L'articolo riflette sulla nascita, in seguito alla legge Casati sull’istruzione pubblica del 1859, delle scuole politecniche di Milano e Torino, sorte per correggere e superare l’eccessiva astrazione degli studi universitari. Della scuola milanese, aperta nel 1863 per la formazione degli ingegneri civili e meccanici e, nel 1865, per la formazione anche degli architetti, si evidenziano metodi, insegnamenti e finalità, in rapporto alle esigenze di modernizzazione del paese. L’articolo tratta specialmente della formazione al progetto in alcuni settori caratterizzanti, quali le infrastrutture territoriali e i luoghi dell’industria, l’edilizia e l’architettura, con riferimenti a esempi significativi nel contesto milanese e lombardo postunitario. Nell’ambito dell’architettura, in particolare, appare fondamentale un percorso didattico che in base alle istanze culturali di Camillo Boito, ha dato origine a una sorta di "impronta politecnica" dove gli studi di “disegno, ornato e figura”, le conoscenze degli stili e della storia, gli intensi esercizi nell’ “arte della composizione”, si associano alle indispensabili conoscenze scientifiche e a uno spiccato interesse per la dimensione tecnologica degli edifici e i contenuti moderni della costruzione. .................................................................................................................................................................................. The article focuses on the birth, following the Casati law of 1859 on public education, of the polytechnic schools in Milan and Turin, meant to correct and overcome the excessive abstraction of university studies. The Milanese Politecnico opened in 1863 for the training of civil engineers and mechanics and, in 1865, also for the training of architects, in relation to the needs of modernization of the country. The article reflects on the role of the school methodology and aims in such areas as infrastructures, mechanization and industrial buildings, construction techniques and architecture. For architecture, in particular, it highlights how the courses directed by Camillo Boito, have given rise to a sort of "polytechnic imprint" where the studies in “design, ornate and figure ", the knowledge of history and styles, the exercises in “the art of composition", have associated with scientific knowledge and a with a keen interest in the technical dimension of modern building
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