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    Repubblica-Impero

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    Per secoli la Cina è stata una potenza terrestre; i flussi dell’antica Via della seta seguivano strade di terra, mentre la dimensione marittima era volutamente ignorata. Tutto ciò ne ha fatto una potenza centripeta, ossia concentrata su sé stessa e poco predisposta a inglobare nuove realtà. Nel XXI secolo i progetti della nuova Via della seta, significativamente più marittima che terrestre, aprono il Paese a una nuova dimensione della potenza, maggiormente centrifuga. Per sostenere tale sforzo, Pechino dovrà assumere delle vesti imperiali, ossia imparare a gestire e controllare popoli e territori molto distanti dal punto di vista culturale: riuscirà a fare un grande balzo in avanti geopolitico? In caso negativo, la Cina non potrà mai essere una potenza globale paragonabile agli Stati Uniti. In caso affermativo, si aprirà per davvero la stagione del multipolarismo

    Europa, vecchi confini e nuove frontiere

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    Una analisi dei processi di integrazioni politici ed ed economici e la loro capacità di disegnare i nuovi confini dello spazio europeo sia all'interno che verso l'estern

    I Balcani del postbipolarismo

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    Il mondo che salutava la caduta del Muro di Berlino nel 1989 e la fine della Guerra fredda sembrava pacificato dalle guerre e dai conflitti. Tuttavia, in pochi anni, la frammentazione dell’ordine bipolare presentò un quadro ben diverso, dove risaltava la tragedia dei Balcani. Questa regione rappresenta, ancora oggi, il paradigma di tutte le angosce che hanno caratterizzato il XX secolo, fornendo a tutti un monito: nessuna ‘conquista di civiltà’ può essere considerata definitiva

    Le montagne del Miyar ai confini del Kashmir, Manduria e Roma

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    Una analisi sul campo di peculiarità etnico religiose di una popolazione delle valli pakistan

    L. SCARPELLI (a cura di), Globalizzazione e localismi, Bologna, Pàtron editore, 2005

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    La globalizzazione ha imposto la riclassificazione di molte variabili produttive che hanno dato luogo a processi massicci di ridefinizione dei processi di localizzazione

    F. ATTORRE, Sistema informativo della Natura del Lazio. Piani di gestione e tematismi ambientali in aree: Monti Simbruini, Monti Lucretili, Monte Rufeno e Marturanum,

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    Si tratta di un Atlante di una serie edita dalla Regione Lazio per la valorizzazione dei territori regionali attraverso l'analisi delle valenze della biodiversita e dei siti ambientali caratteristic

    La TAV e la Valle di Susa

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    Gli effetti conflittuali del progetto TAV in Val di Susa visti da un punto di vista territoriale attraverso analisi sul campo

    Nuovi scenari turistici per le aree montane. Abruzzo e Trentino: sviluppo locale e competitività del territorio,

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    Analisi comparata tra i sistemi e i modelli di sviluppo territoriale montano tra Abruzzo e Trentin

    Caduta e ripresa della geografia politica

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    Dopo la Seconda guerra mondiale la geopolitica fu estromessa e bandita dalle università in virtù di un anatema che colpì anche la 'sorella maggiore', la geografia politica. Il bando coinvolse anche il rapporto tra geografia e politica, estromettendo per molti anni dalla ricerca geografica il problema del confronto con la decisione politica. Fu un evento piuttosto singolare – comprensibile solo nel contesto del conflitto – che un filone di ricerca scomparisse per ragioni politiche. Nel clima post-bellico epurazioni e condanne colpirono molti ambiti del sapere, certo, ma sempre limitatamente a singoli personaggi, mai a un’intera disciplin

    Connettività e geopolitica nell'opera di Parag Khanna

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    Una riflessione sull'opera di Parag Khanna centrata sul volume Connectography quello che evidenzia meglio i tasselli del disegno concettuale attraverso il quale l'autore scardina i paradigmi tradizionali del pensiero geopolitico a favore di altri fondati sulla connettività, sulle reti infrastrutturali e al controllo delle supply chain globali. Lo Stato tradizionale soccombe di fronte alle spinte tecnocratiche e al potere di nuovi attori territoriali.A reflection on Parag Khanna's work centered on the volume Connectography the one that best highlights the pieces of the conceptual design through which the author unhinges the traditional èparadigms of geopolitical thought in favor of others founded on connectivity, infrastructural networks and the control of global supply chains. The traditional state succumbs to technocratic drives and the power of new territorial actors
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