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Una biblioteca, un luogo da cui partire.
Ciò che resta di una biblioteca personale è molto più che un catalogo di titoli. La biblioteca di mio padre, Bernardo Secchi, è oggi un deposito di tracce oltreché di libri e appunti. Ripartire da questa biblioteca, e dalle stanze che la contengono è, in parte, rivelare la figura dell’urbanista come lettore: molto più che un alter ego del progettista e del ricercatore. Attraverso la biblioteca è possibile ripercorrere alcuni fili che parlano, del rapporto con le discipline, con gli autori con la costruzione del sapere dell’urbanistica nel suo complesso e con i diversi saperi che con questa ineludibilmente interagiscono. La biblioteca non è semplice metafora del sapere disciplinare: la sua costruzione e composizione corrisponde in modo concreto e rivelatore al dispiegarsi del lavoro intellettuale, nel suo farsi materiale, nelle divagazioni, nello stile.What remains of a personal library is much more than a catalogue of titles. My father, Bernardo Secchi, had a vast and stratified library which, as well as books and notes, is a rich deposit of research themes and trains of thought. Starting over from the library means revealing the figure of the author as a reader: not just an alter ego for the designer, the planner or the researcher. Through the library we trace and discover different paths: they will tell us about the author’s relationship with the academic disciplines, with other authors, with the construction of planning’s specific discourse and with the multitude of diverse knowledges which are unavoidably implicated. The library is, thus, much more than a metaphor of knowledge: its construction and composition correspond in a concrete and revelatory way to the unfolding of intellectual labour, in its making, in its digression and ultimately in style
Three Images of the Contemporary City
Three comprehensive and synthetic images of the contemporary city: the poly-centric metropolis, the urban archipelago and the generic city, seem to be pervasive in a vast panorama of narratives and discourses ranging from the geographer account to the spatial-development policy document, from the architectural criticism to the design summary. The aim of this paper is to investigate these three prevailing images considering them as real “influential metaphysics”, underlying the way urban territory is perceived, conceptualized and designed and to discuss their pertinence in empowering the project on the contemporary city
Visioni Urbane. Una definizione ostensiva della natura e utilità del progetto urbanistico
I diversi saperi e le differenti pratiche, che complessivamente siamo soliti nominare urbanistica, sembrano essere lentamente mutate nel corso degli ultimi decenni.
La cultura del “piano”, esito del progetto moderno della città, ha ormai lasciato il posto ad una pratica centrata sul progetto di paesaggio come immagine portante e inclusiva della trasformazione dello spazio e della società. Questa è la tesi principale, ricordata nel sottotitolo, che il volume, Visiones Urbanas, curato da Carmen Díez Medina e Xavier Monclùs propone.
Uno sguardo storico e tematico allo stesso tempo appare oggi l'unica possibilitàà per rilanciare un'efficace dibattito sulle relazioni tra, tra 'visioni' d'insieme e pratiche progettuali locali, tra processi e progetti, tra strumenti e sfondi ideologici, ed in definitiva tra modi e stili del progetto che non sono tra loro equivalenti, uscendo infine da una immagine del governo della città che vede nei progetti semplici momenti attuativi finali, neutri e quasi esornativi, rispetto ai processi economici alle scelte politiche e ideologiche che informano le immagini d’insieme. È la prospettiva progettuale di trasformazione della città e dei paesaggi esistenti ad accomunare le pratiche che il libro raccoglie come fondanti nella costruzione del sapere dell’urbanistica L’urbanistica, la progettazione urbana e, nella sua più recente declinazione, l'urbanistica del paesaggio servono a costruire "visioni", ovvero concrete ed efficaci immagini di trasformazione del territorio.
Una definizione ostensiva che resta molto aperta ed inclusiva e che tuttavia consente oggi di ricostruire la dimensione operativa della progettazione urbana
Conservazione e diritto alla città. Atti della XV Conferenza Nazionale SIU Società Italiana degli Urbanisti. L'Urbanistica che cambia. Rischi e valori, Pescara 10-11 maggio 2012
Architettura e territorio. Una ricerca attraverso il progetto,
abstract ita
L'articolo è la recensione del libro "Architettura e territorio. Una ricerca attraverso il progetto" autori Cesare Macchi Cassia,Ugo Ischia.
Il libro diviene un pretesto per la discussione del ruolo della ricerca progettuale nella costruzione della conoscenza del territorio urbano contemporaneo.
A partire dal testo si propone una riflessione che riporti al centro il valore di una ricerca sulla forma della città e che affronti senza falsi pudori la necessità di tornare a “trattare del ruolo, della legittimità e della costruzione del progetto contemporaneo”. I temi proposti oggi come più rilevanti nella costruzione della città: il ruolo del progetto nei confronti dell'incertezza rispetto ai futuri assetti della società, il valore della sua costruzione formale, la necessità di interpretare in modo attivo il deposito che la storia ha accumulato nei territori contemporanei, il difficile confronto con la scala vasta delle trasformazioni, hanno una storia di lunga durata. Ciò assume un valore programmatico in quanto rivendicazione della attualità di una tradizione culturale. La ricerca sul progetto della città contemporanea è, almeno all'interno della cultura urbanistica italiana, una ricerca di lungo periodo, che ha prodotto una mole rilevante di riflessioni a partire dagli anni sessanta lavorando con continuità ad un'ipotesi: di fronte alla “grande dimensione” del territorio contemporaneo, di fronte alla dispersa urbanizzazione della città europea è possibile non solo ricostruire un senso delle trasformazioni in atto, ma anche dotare questa forma di città di un progetto utile che le corrisponda.
abstract engl
The essay is a review of the book "Architettura e territorio. Una ricerca attraverso il progetto", authors Cesare Macchi Cassia,Ugo Ischia.
The book offers the opportunity to discuss the role of research by design in the construction of a specific knowledge concerning urban territory. Delving into the text the essay propose a reflection whose aims is to bring the form of the city at the center of architecture discourse, facing without awkwardness the need to “deals with the role and legitimacy of the construction of contemporary project on the city”.
The themes of discussion which are at presented as more relevant in the construction of the city are long term themes: the agency of the project confronting the uncertainty in the transformation of society, the value of the form as a tool, the necessity to interpret the deposit of history from an active perspective the difficult relationship with large scale transformation processes. They can be considered altogether for their programmatic value as the recall of the topical interest of cultural tradition. Research on the project on contemporary city is, in Italian urban planning culture, a long standing research issue which have provided a large amount of deep insights since the 60' working with continuity to an underlying hypothesis: against to the “large dimension” of contemporary territory, and against the spread of urbanization of European city it is possible not just to recover the meaning of the undergoing transformation, but also to provide this new form of the city with a useful project which pertain to its scale
Comporre
Il volume raccoglie gli esiti di una vasta ricerca, condotta in diverse regioni del territorio italiano, sul rapporto tra infrastrutture ed insediamenti. Il presente saggio è parte della sezione "lessico" nella quale alcune operazioni di costruzione del progetto contemporaneo sono criticamente discusse. In particolare in questo saggio si vuole porre l'attenzione alla necessità, di fronte alla percezione della mutata struttura spaziale della città contempranea, di tornare a parlre del territorio in termini aggregati riproponendo un'immagine della composizione come strumento formale in grado di indirizzare i processi di costruzione del territorio in forma "aperta"
Madrid sud: regole di assemblaggio
Il libro raccoglie le ricerche prodotte dal Dottorato di Progettazione Architettonica e Urbana del Politecnico di Milano in collaborazione con l'ETSA della Universidad Politecnica de Madrid, con la Direccìon Generala de Urbanismo e planification della Comunidad de Madrid e con l'Ayunatmiento de Madrid, Gerencia de Ubanismo. La ricerca esposta nel presente saggio ha individuato come caso studio l'area della valle del Manzanarre a sud della M30, un'area particolarmente complessa e stratificata della periferia Madrilena sulla quale insistevano tre delle quattro operazioni strutturanti del piano urbanistico del 1983, primo piano post franchista.
La ricerca si interroga, anche attraverso l'esplorazione progettuale, sulla possibilità di individuare strategie e regole per il governo della crescita della città a stretto contatto con i manufatti infrastrutturali che connotano l'area e che garantiscono l'accesso al centro dalla vasta periferia madrilena. Una ruolo chiave può essere svolto proprio dalla valle del Manzanarre il cui senso può essere ribaltato, da paesaggio residuale e vero motore di trasformazione dell'area. I lavoro di ricerca è stato svolto presso gli uffici della Comunidad de Madrid e discusso nel suo sviluppo e nei suoi esiti con i responsabili della pianificazione. Esso è stato contemporaneamente discusso con alcune figure chiave della pianificazione madrilena del periodo immediatamente precedente ed in particolare con l'arch. Eduardo Mangada
Geografie locali e prospettive internazionali
La riorganizzazione della didattica attualmente in corso nelle scuole di architettura e di urbanistica ripropone con forza un interrogativo ricorrente: quale ruolo dare al portato della tradizione culturale italiana fortemente ancorata allo studio delle specificità dei contesti locali in un mercato della didattica e della ricerca sempre più globali? La tesi che si vuole sostenere è che solo un forte radicamento in alcuni degli elementi di originalità della cultura urbanistica italiana consente la partecipazione attiva al dibattito internazionale e alla formazione di una disciplina urbanistica “interculturale”.
Tre caratteri specifici dell'insegnamento italiano dell'urbanistica emergono in particolare per il loro attuale valore propositivo nell'internazionalizzazione della ricerca e dell'offerta didattica e per la loro capacità di produrre competenze spendibili in un mercato allargato delle professioni legate allo studio del territorio, la forte attenzione alla diversità dei contesti e delle geografie, una prospettiva dichiaratamente progettuale e da ultimo la marcata attenzione alle differenti scale della trasformazione. L'insieme di questi tre aspetti ha prodotto negli anni temi di lavoro e di ricerca tipicamente italiani, che si rendono oggi disponibili ad una operazione di “traduzione” dei contenuti disciplinari, dei metodi dell'insegnamento e, degli strumenti della ricerca, costituendo una chiara possibilità di posizionamento in uno scenario globale fortemente competitivo
oltre la constatazione
abstract ita
La pubblicazione presenta gli esiti di una ricerca di interesse nazionale finanziata dal MIUR nel triennio 2001-2004 che ha coinvolto undici unità di ricerca e coordinata da Aimaro Isola. L'obiettivo è di indagare e documentare il legame tra il disegno delle infrastrutture, le forme dell'insediamento e le recenti modificazioni del paesaggio in Italia.
L'unità di ricerca del Politecnico di Milano (coordinata da Cesare Macchi Cassia) presenta una serie di contributi individuali: riflessioni di carattere teorico a conclusione del lavoro di ricerca e a valle del lavoro di riflessione progettuale presentato nelle precedenti pubblicazioni IN.Fra.
Il testo “oltre la constatazione” affronta il tema del rapporto tra descrizioni del territorio urbano contemporaneo e ipotesi progettuali che lo riguardano. A partire dallo studio condotto sui territori del nord Milano si sostiene la necessità di produrre nuove immagini progettuali che sappiano distaccarsi dalla semplice descrizione dei fenomeni di trasformazione e riproduzione degli esistenti rapporti spaziali. Per fare ciò l'articolo analizza alcune modi della descrizione del territorio urbano contemporaneo diffusi nella letteratura recente ed in qualche modo responsabili di aver prodotto una “estetica della constatazione”.
abstract engl
The book presents the outcomes of a research, developed through the participation of eleven research groups, coordinated by Aimaro Isola and granted by Miur (Italian Ministry for University and Research). The purpose of the research is to investigate and document the relation between infrastructure design, the form of settlements and landscape recent transformation in Italy.
The Politecnico di Milano research unit (coordinated by Cesare Macchi Cassia) as a conclusion of its work proposes a panel of individual contributions: theoretical essays following the research by design already presented in previous In.Fra publications.
The paper “oltre la consatazione” ( behind observation) deals with relationship between descriptions and the project on contemporary urban territory. Moving from the studies on the North Milan territory the paper make a plea for the production of design images distancing themselves from the reproduction of the observed characters. At this purpose, some modes of contemporary urban territory description, well diffused in recent specific literature, are discussed as considered responsible for the spreading of an “aesthetic of observation”
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