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Promuovere il benessere in adolescenza attraverso lo sport
Il presente contributo mira a riflettere sul ruolo dell'esperienza sportiva nella promozione di benessere in adolecenza, attraverso la discussione di dati provenienti da una ricerca condotta sul territorio. Di particolare rilievo appare la lettura della comunità territoriale in cui si svolge la vita quotidiana degli adolescenti, non solo rispetto alla mancanza di risorse interessanti per loro, ma soprattutto in relazione all’assenza percepita di figure adulte di riferimento diverse da quelle menzionate. In tal senso divengono importanti eventuali luoghi di attività in cui individuare adulti che incoraggino l’impegno in attività che consentano una crescita relazionale e personale dell’adolescente in relazione agli interessi da loro espressi. Inoltre di fondamentale importanza diviene la possibilità di condivisione delle esperienze tra sportivi e sedentari al fine di non generare visioni stereotipate che hanno influenza sulle relazioni intergruppo. Pertanto gli interventi dovrebbero essere posti a diversi livelli: individuale come supporto e ascolto degli adolescenti; familiare per il sostegno alla dimensione relazionale; nel sistema scolastico per favorire la gestione di spazi di condivisione delle diverse esperienze degli adolescenti e costruire percorsi formativi più consoni ai loro bisogni; a livello comunitario il lavoro dovrebbe sensibilizzare le associazioni e i diversi enti presenti sul territorio al fine di creare sinergie nelle attività svolte e promuovere attività che coinvolgano gli adolescenti in loco. Tale prospettiva implementerebbe il senso di appartenenza alla comunità territoriale favorendo l’impegno responsabile degli adolescenti
Promuovere convivenza responsabile in adolescenza: il ruolo della partecipazione sportiva nelle comunità locali
Ruolo e funzioni dello psicologo sportivo. Il drop out
La psicologia dello sport è un’area della psicologia in cui confluiscono numerose discipline e che trova le sue radici sia nelle scienze dello sport e del movimento e sia nella psicologia stessa. Costituisce una giovane disciplina che si presenta come una specifica area teorico-applicativa della psicologia di cui ha fatto propri modelli teorici e strumenti e interessa un vasto dominio di indagine e di applicazione. Trae ispirazione e si avvale dei contributi di diverse aree della Psicologia, delle Scienze Motorie e della Sociologia, Medicina, Pedagogia, adattandoli allo specifico campo applicativo.
L’interesse per il rapporto mente-corpo nello sport affonda le proprie radici in un lontano passato.La psicologia dello sport articola il suo intervento attraverso 4 settori: la ricerca, l’applicazione, la didattica, la diffusione. Per quanto riguarda lo sport ad alto livello, ambito in cui l’obiettivo principale è l’ottimizzazione della performance, lo psicologo dello sport si trova a lavorare con il singolo atleta e/o con la squadra, su dimensioni quali: concentrazione, attenzione, motivazione, gestione delle emozioni, della vittoria e della sconfitta, attivazione. L’altro campo di applicazione della psicologia dello sport assume l’attività fisica quale veicolo di benessere fisico, psicologico e sociale. Una buona pratica sportiva si accompagna a livelli di benessere psico-fisico soddisfacenti, costituisce una valida azione preventiva nei confronti di numerose patologie e, in particolare, nell’ambito dell’età evolutiva, rappresenta una determinante esperienza di crescita individuale e di socializzazione, favorendo la risoluzione dei principali compiti di sviluppo dell’adolescenza legati alla definizione dell’identità e alla ridefinizione delle relazioni, attraverso il potenziamento delle proprie rappresentazioni di sé, l’autostima, la fiducia e, in ultima analisi, un significativo rapporto con il mondo esterno. Trasversalmente il ruolo dello psicologo dello sport è centrale nella prevenzione del drop out sportivo
Genitori e figli a confronto: l'esperienza sportiva del bambino e le aspettative genitoriali
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