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La notte scende su di noi come il ricordo di un peccato: fine della guerra e ricostruzione di un mondo simbolico
L'articolo intende evidenziare la rilevanza del tema bellico nei testi di alcuni autori francesi novecenteschi, partendo dall'analisi del film "La vie et rien d'autre" di Tavernier. La retorica guerresca è individuata dagli intellettuali dell'entre-deux-guerres come essenziale obiettivo critico, che diventa idolo negativo per le avanguardie (Dada e Surrealismo). Valéry e Apollinaire colgono nell'eccidio bellico la fine di un'idea di civilità condivisa; la questione collettiva che coinvolge gli artisti del dopoguerra riguarda le modalità espressive e il contenuto del nuovo, radicale linguaggio da trasmettere: distruggere la tradizione oppure rifondare il nuovo attraverso i suoi frammenti? Si analizzano da questo punto di vista opere di autori diversi, "maggiori" e "minori", quali Apollinaire, Maurice Leblanc, Lucien-Alphonse Daudet e Marcel Prous
Recensione di Irene Brin, "Le perle di Jutta e altri scritti"
La recensione descrive l'unico romanzo pervenuto di Irene Brin, "Le perle di Jutta
"Parlava solo del tempo e di frigoriferi". Ivy Compton-Burnett e Anne Fine: dialoghi in famiglia
Il ritorno nelle librerie italiane delle opere di Ivy Compton-Burnett propone un interrogativo sulla permanenza di un’autrice “classica”, canonizzata eppure “defilata”, dallo stile singolare che interpreta un particolare tipo di modernismo, o meglio di sperimentazione narrativa; si tratta sostanzialmente della permanenza di un enigma. Il suo esempio, forse impossibile da seguire, si può trovare però riflesso nell’opera di un’altra autrice contemporanea, non epigonica anzi a sua volta peculiare: Anne Fine, tanto eccentrica da essere compresa solo superficialmente
Recensione a John Harvey, "Fotografare gli spiriti: Il paranormale nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", Torino, Bollati Boringhieri, 2011
Recensione a John Harvey, "Fotografare gli spiriti: Il paranormale nell'epoca della sua riproducibilità tecnica", Torino, Bollati Boringhieri, 201
Prevedibili reazioni alla fine del mondo: "Don’t look up"
Il film “Don’t look up” di Adam McKay appartiene al genere apocalittico, alla fantascienza nera e alla narrazione di tipo distopico. Si propone come una satira lucida e velenosa delle derive sociali contemporane
Sette nani imbavagliati: le fiabe sono sotto accusa e Peppa Pig fa ancora paura
Le polemiche attuali sulla narrazione e in particolare sulla fiaba si basano spesso su fraintendimenti. Come vengono ingiustamente accusati maestri del passato (fra i quali Eric Auerbach), così la letteratura fiabesca e favolistica è sottoposta a disamine impietose. La critica psicoanalitica ne ha talvolta interpretato i simboli pretestuosamente – lo spiegano Robert Darnton e Jack Zipes – mentre le crociate ideologiche recenti ne stigmatizzano gli eroi e, quando esistono, gli autori riconosciuti, intessendo una sequenza di equivoci. Una rinnovata attenzione per le dimensioni storiche dei testi appare oggi più che mai auspicabile, dal momento che favole e fiabe rispecchiano, rivelano e denunciano le civiltà e i tempi in cui sono nate
Il signore dei sogni: Hermes tra ecocritica e mito
Le figure di Hermes e di Pan esemplificano alcune concezioni della natura nel mito greco. L'articolo suggerisce la possibilità di una lettura della mitologia ellenica dal punto di vista dell'ecocritica, secondo le prospettive indicate da studiosi come William Rueckert e Yvonne Bezruck
Cercando l'Uomo Verde: studi e svaghi inglesi in "Reading at Random" di Virginia Woolf
L'articolo descrive l'opera postuma di Virginia Woolf, "Reading at Random", facendo riferimento al folklore inglese e concentrando l'attenzione soprattutto sulle tecniche e le modalità della citazione nel testo saggistic
Weekend à Paris: in margine a "Maschi e murmaski" di Chiara Bongiovanni
La recensione di “Maschi e murmaski”, opera di Chiara Bongiovanni, è l’occasione per descrivere una reinterpretazione contemporanea della commedia romantica in un romanzo di ambientazione parigina, fra parodia dei generi e riflessione sulle potenzialità attuali della narrazione “di costume
Il palazzo di fiaba e la guerra orientale: Parigi, il conflitto, le "Nuits" di Mardrus nel "Temps retrouvé"
La prima guerra mondiale impone a Proust una dilatazione nella struttura del "Temps retrouvé", il volume conclusivo della "Recherche". Il conflitto viene descritto mediante suggestioni tratte dalle "Mille e una notte", che ebbero una prima versione francese, settecentesca, ad opera di Antoine Galland, e sono ritradotte dall'arabo, nel primo Novecento, da Mardrus. L'articolo intende illustrare l'importanza tematica ma ancor più strutturale delle fiabe orientali all'interno della "Recherche", attraverso lo studio della personalità del traduttore novecentesco, dei suoi legami con Proust, e infine dei rapporti interni fra il testo proustiano e l'antica raccolta di novelle arab
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