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    Struttura di base per parete edilizia leggera

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    L'invenzione riguarda un elemento tecnologico di base idoneo a creare il cordolo di base di raccordo fra la fondazione in c.a. e la parte in elevazione di edifici a struttura leggera, quali quelli in legno, acciaio o alluminio, edificati con qualsiasi tecnica costruttiva, sia temporanei che definitivi. Tale elemento di base realizza un rialzo di fondazione con funzione strutturale, ma assolve anche funzioni di isolamento termico grazie ad elementi del tipo “a taglio termico” che separano sia la fondazione in c.a. dal cordolo che il cordolo dalla struttura soprastante. Grazie a delle particolari staffe metalliche dotate di dispositivi di regolazione in altezza e in pianta, il sistema garantisce una posa perfettamente planare e rettilinea del cordolo di fondazione indipendentemente dalla conformazione della fondazione di base. La particolare conformazione geometrica delle staffe di collegamento del cordolo con la soprastante struttura assicura un efficace collegamento a terra ed una elevata capacità di dissipazione energetica per azioni di tipo ciclico o anche la possibilità di realizzare un isolamento sismico alla base degli edifici

    Un modello numerico per l’analisi del ritiro e della deformazione differita in strutture di calcestruzzo in condizioni termo-igrometriche variabili

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    Viene descritta la formulazione teorica per l’analisi degli stati tensionali e di deformarzione che insorgono nelle strutture in C.A. per effetto delle variazioni di umidità e temperatura e per l’attacco chimico di agenti inquinanti. Umidità e temperatura influenzano sia lo sviluppo dell’idratazione del cemento che l’evolversi del ritiro e del fluage. I transienti termici sono anche causa di deformazioni termiche non uniformi. Gli agenti inquinanti, che dall’ambiente esterno penetrano nei calcestruzzi mediante processi diffusivi, possono provocare sia la corrosione delle armature (cloruri e carbonatazione) che il danneggiamento del conglomerato con contemporanea formazione di composti espansivi (solfati e cloruro di calcio). All’interno di un codice di calcolo agli elementi finiti è stato affrontato la soluzione dell’equilibrio meccanico del continuo viscoelastico, comprendente anche un modello di danno del materiale, accoppiato alla soluzione dei processi diffusivi di umidità, temperatura ed agenti chimici. Tale strumento ha permesso l’applicazione della teoria proposta a diverse tipologie di costruzioni dell’ingegneria civile

    Indagine sperimentale su nodi trave-pilastro innovativi per telai sismo-resistenti

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    La memoria presenta i principali risultati di esperimenti eseguiti su nodi trave-pilastro innovativi realizzati con struttura composta acciaio e calcestruzzo. Trattasi di cinque prove in cui altrettanti nodi a due vie in scala reale sono sottoposti a spostamenti pseudo-statici di tipo ciclico tali da indurre una condizione di sollecitazione di tipo sismico. Quattro nodi hanno le travi di tipologia mista acciaio e calcestruzzo ed un nodo è interamente in calcestruzzo armato normale per stabilire utili confronti. Per quanto riguarda i primi quattro, due nodi hanno i pilastri in c.a., un nodo è realizzato con pilastro con camicia di acciaio di sezione quadrata ed infine un nodo ha anche i pilastri in struttura reticolare mista. I risultati ottenuti sono analizzati criticamente e confrontati tra loro per poter trarre delle utili conclusioni sulla duttilità e sulla resistenza dei nodi innovativi nei confronti delle sollecitazioni di natura sismica

    Comportamento di nodi trave-pilastro sismo-resistenti in struttura mista di tipo tralicciato soggetti ad azioni cicliche

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    L’articolo presenta i principali risultati di esperimenti eseguiti su nodi trave-pilastro innovativi realizzati con struttura composta acciaio e calcestruzzo. Trattasi di cinque prove in cui altrettanti nodi a due vie in scala reale sono sottoposti a spostamenti pseudo-statici di tipo ciclico tali da indurre una condizione di sollecitazione di tipo sismico. Quattro nodi hanno le travi di tipologia mista acciaio e calcestruzzo ed un nodo è interamente in calcestruzzo armato normale per stabilire utili confronti. Per quanto riguarda i primi quattro, due nodi hanno i pilastri in c.a., un nodo è realizzato con pilastro con camicia di acciaio di sezione quadrata ed infine un nodo ha anche i pilastri in struttura reticolare mista. I risultati ottenuti sono analizzati criticamente e confrontati tra loro per poter trarre utili conclusioni sulla duttilità e sulla resistenza dei nodi innovativi nei confronti delle sollecitazioni di natura sismica

    Flexural and shear capacity of composite steel truss and concrete beams with inferior precast concrete base

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    The paper presents a set of twenty-four lab tests on twelve composite steel truss and concrete beams with inferior precast concrete base completed by second phase concrete cast. The experiments investigate the shear and flexural strengths of the beams. The influence of some parameters, such as beam depth, beam width and inclination of web bars, on the beam capacities is analyzed. The obtained results are compared with theoretical evaluations of typical resisting mechanisms of steel-concrete composite and reinforced concrete structures using updated European and American design Standards. The main features of the composite steel truss and concrete beams are quantitatively and qualitatively discussed

    Validation and improvement of N1 method for pushover analysis

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    Many of the non-linear static methods for seismic assessment of buildings according to modern structural codes are based on the well-known N2 procedure. A more intuitive pushover procedure, N1, has recently been proposed. Its main advantage is that the explicit evaluation of an equivalent SDOF system is not required. The N1 method has been proved to provide the same accuracy as N2, but only when a lateral load distribution proportional to the first mode shape is involved. After a brief description of the main differences between the two methods, an improved version, the N1 corrected method, is presented here. It is more consistent with N2, also when constant acceleration lateral load patterns are applied. The N1 corrected method is validated according to an extensive parametric investigation of a set of case studies on steel and R/C frames, with regular and irregular mass distribution in height. © 2013 Elsevier Ltd

    Validazione del metodo N1 per le analisi di pushover e proposta di un fattore correttivo

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    I “metodi statici non lineari” per la valutazione della risposta sismica delle strutture hanno conquistato negli anni un consenso sempre più ampio nella comunità scientifica, tanto che il loro uso è oggi consentito da diverse normative antisismiche. Nella maggior parte dei casi l’approccio di tali codici si basa sul metodo N2 proposto da Fajfar [1], il quale richiede, come passaggio intermedio, la definizione di un sistema SDOF equivalente ad un grado di libertà. Questo rende l’applicazione di tali metodi piuttosto macchinosa e concettualmente complessa. Per superare tale limite sono stati proposti alcuni metodi che escludono il passaggio per il sistema SDOF e determinano la risposta sismica della struttura attraverso una più semplice analisi modale della struttura opportunamente corretta. Tra questi risulta di particolare interesse il metodo N1 proposto da Ghersi et al. [2,3]. Tale metodo fornisce gli stessi risultati del metodo N2 per quanto concerne l’analisi statica non lineare con distribuzione di forze proporzionale al primo modo di vibrare, mentre per quanto concerne l’analisi statica non lineare con distribuzione di forze proporzionale alle masse di piano presenta dei risultati differenti sovrastimando la risposta sismica per periodi principali della struttura alti e sottostimandola nel caso opposto. Nel presente articolo viene effettuata una validazione del metodo N1 attraverso un’ampia analisi parametrica su telai di acciaio e c.a. caratterizzati da diversi periodi propri e gradi di regolarità. Viene inoltre proposta una possibile correzione al metodo che, nelle analisi di pushover con distribuzione di forze costante permette di ottenere dei risultati vicini a quelli che si otterrebbero utilizzando il metodo N2 di oramai comprovata validità
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