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CEFALEA DA PUNTURA LOMBARE, IPOTENSIONE LIQUORALE (S.I.H.) E TROMBOSI VENOSA CEREBRALE (C.V.T.) IN GRAVIDANZA. IPOTESI EZIOPATOGENETICHE A CONFRONTO
The lumbar puncture, a basic clinical procedure, involves also important
changes in the circulation of the liquor according to the Monro-Kellie law. The
postural headache and the associated neurological disorders, mainly the abducens
palsy, are quite similar to the clinical picture observed in the SIH (Spontaneous Intracranic
Hipotension).
The Author presents a casistic review of adverse effects, headache and neurological
disorders, after lumbar puncture in the obstetric anesthesiology, and discusses
the possible ethiological hypotheses, with particular regard to the CVT onset
(Cerebral Venous Thrombosis) as a result of a lumbar puncture.
Patients with headaches that is refractory to usual therapy and patients with
neurological deficit require cerebral imaging
Il Clinical Risk Management oggi: dal sistema alla persona. Aspetti medico-legali
Evitare il “rischio clinico” prevenendo i c.d. “eventi avversi” iatrogeni, tanto nel rispetto del principio bioetico di precauzione quanto in quello della riduzione del danno, è stato un obiettivo che ha assunto una rilevanza progressivamente crescente nell’ultimo decennio. La ricerca di strumenti di prevenzione si è imperniata attorno alla idea che la responsabilità di tali eventi non fosse da attribuire tanto all’errore di un singolo individuo quanto piuttosto ad errori e falle organizzative e logistiche del “sistema”. Tuttavia dalle analisi critiche delle strategie di gestione del rischio tuttora impiegate appare evidente come, nonostante le imponenti risorse applicate, i risultati siano piuttosto modesti se confrontati con gli auspici. Sembrano essere responsabili di tale fallimento da un lato le difficoltà di motivazione dei team clinici, in assenza di un adeguato confronto crociato fra strutture sanitarie, e l’impropria acquisizione di metodiche di analisi e prevenzione del rischio da realtà troppo diverse dal complesso ambito della Salute Pubblica. D’altro canto trascurare l’importanza di un sistematico controllo degli errori diagnostici rispetto a quanto accade per le carenze, più facilmente evidenziabili, del sistema organizzativo sembra altresì discutibile alla luce dei più recenti studi internazionali. In tal senso la Medicina Legale, con l’esperienza maturata nel contesto dei casi di responsabilità professionale, risulta certamente accreditata per una collaborazione alla futura gestione di un risk management incentrato, diversamente da quanto accade oggi, sulle strategie di prevenzione dell’errore diagnostico
Un mondo che cambia: come definire e valutare oggi la disabilità (introduzione al volume IL COLLOCAMENTO MIRATO NELLA PROVINCIA DI PADOVA)
L'inserimento mirato dei disabili. Un percorso accidentato tra "complessità" e "possibilità"
No abstrac
Accertamento del tasso alcoolemico nelle strutture sanitarie. Art. 186 del Codice della Strada
In Italia la guida sotto l’influenza dell’alcool è regolamentata dall’art. 186 del Codice della Strada. La contestazione del reato può costituirsi sulla base delle prove e dei valori alcoolemici misurati sul guidatore. In tema di tali accertamenti, il disposto prevede il possibile utilizzo di strumenti di misura non invasivi ovvero invasivi. Questi ultimi sono costituiti dal prelievo ematico effettuato sul guidatore. Le strutture sanitarie rappresentano il contesto elettivo ove queste indagini sono svolte. Aspetto importante che viene indagato è rappresentato dalle procedure previste ed eseguite relativamente alla acquisizione del consenso informato da parte del soggetto, alla sua legittimità e validità in ambito forense e medico legale. Il testo prende in considerazione tre differenti scenari, valutando per ciascuno quali siano oggi gli orientamenti della giurisprudenza di merito
La proposta del nuovo Codice di Deontologia Medica. Per quale medico? Per quale medicina?
Nel testo proposto come nuovo rifacimento del Codice deontologico, presentato negli ultimi giorni di giugno 2013 dalla Federazione degli Ordini dei Medici italiani ed ancora in procinto di essere approvato, permane una mancanza di indicazioni su alcuni aspetti non trascurabili della professione medica attuale, quali l’asimmetria del rapporto medico-paziente, la distribuzione delle risorse (sempre più ridotte) ed il loro impiego, e soprattutto la natura morale, non solo tecnica, delle decisioni e dell’operare del medico. La tendenza a ridurre il rapporto con la persona sofferente a semplice prestazione tecnica, anche attraverso l’impiego di nuovi termini definitori del paziente (es. persona assistita), comportano una diversa relazione e suggeriscono una riduzione della autonomia del medico, limitando la possibilità per il sanitario di appellarsi alla sua “coscienza”. Non viene inoltre adeguatamente considerata, nel testo proposto, la particolare responsabilità di chi esercita una professione sanitaria. Responsabilità che nasce dalla peculiarità della relazione medico-paziente (o medico cliente), tanto più sentita quanto più la “relazione” assume una valenza terapeutica, come, ad esempio, in ambito psichiatrico o in particolari situazioni critiche.
Le questioni riproposte da questa ulteriore riscrittura del codice italiano meriterebbero perciò una maggiore attenzione da parte dei medici italiani, che dovrebbero cercare di identificare prima i principi sui quali l’intera comunità dei professionisti possa trovare dei punti su cui basare il suo agire, seguendo un comune sentire che, a bene vedere, non potrà non tenere conto di valori di natura etica e di una più generale riflessione sulle basi filosofiche della medicina
Danno futuro: Valutazione prognostica ed aspettativa di vita in minori affetti da cerebral palsy (CP)
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