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    Trasporto pubblico locale, in Relazione sull’attività della Commissione 1 gennaio 2009 – 30 aprile 2010, Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, Roma, 2010

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    Relazione sull'andamento della conflittualità nel settore derivante dall'attività di studio e di ricerca, svolta in qualità di “esperto di organizzazione dei servizi pubblici essenziali interessati dal conflitto” ex. art. 12, 2° comma, della legge n.146/1990, modificata dalla legge n. 83 del 2000, presso la Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali

    Direzione e dipendenza nel rapporto di lavoro subordinato

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    Descrizione dell’opera: La monografia, nelle sue linee ricostruttive e nei suoi percorsi argomentativi, è ispirata all’esigenza di fornire un’interpretazione evolutiva dei dati normativi esistenti, una revisione della materia, dunque, dalla quale si possano trarre elementi e suggerimenti che consentano di risolvere alcune questioni di rilevante interesse per il tema oggetto di studio. Anche alle parti formalmente più descrittive è sottesa la volontà di dimostrare l'inadeguatezza delle conclusioni raggiunte, il difetto, sovente, di impostazione nei suoi corretti termini e, dunque, la necessità di fornire risposte nuove ed appaganti. Il continuo e copioso fluire di studi sull’argomento, che costituisce senza dubbio uno dei più controversi e dibattuti della materia, ha reso necessario l’approfondimento e lo sviluppo di molti nodi tematici. L’approccio metodologico descritto ha portato ad individuare essenzialmente i seguenti nuclei d’indagine: a) profili storico sistematici della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato; b) crisi della tradizionale nozione di subordinazione e proposte della dottrina in tema di ridefinizione del tipo legale; c) metodi di qualificazione dei rapporti di lavoro e, nell’ambito di questi, uso giurisprudenziale degli indici della subordinazione e rilevanza della volontà individuale; d) analisi dei nuovi modelli di disciplina dei rapporti di lavoro introdotti per effetto della riforma. La ricerca prende le mosse dalla fase iniziale del diritto del lavoro, per, poi, ripercorrere criticamente nel pensiero della dottrina l'evoluzione storico-sistematica della distinzione tra lavoro autonomo e subordinato, da LODOVICO BARASSI fino ad arrivare a delineare lo stato attuale del dibattito sulla questione. Vengono in evidenza, in tal modo, le proposte elaborate dalla dottrina in tema di ridefinizione del tipo legale, di valorizzazione dell'autonomia individuale, ecc., che, oltre a fornire un’interpretazione evolutiva dei dati normativi esistenti, hanno sollecitato numerosi interventi legislativi, volti a favorire il riordino sistematico della materia, caratterizzata, come è noto, da un elevato grado di disomogeneità e frammentazione. Particolare attenzione è dedicata, pertanto, ai progetti scientifici ed i disegni di legge che, sotto diversi aspetti e con molteplici strumenti, hanno mostrato di tendere ad un nuovo approccio del tema oggetto della ricerca (dal lavoro coordinato, al disegno di legge "Norme di tutela dei lavori "atipici", alla proposta di uno “Statuto dei nuovi lavori”). Si è tentato, poi, di ricostruire i percorsi argomentativi seguiti dalla Giurisprudenza di merito e di legittimità nell’ambito della qualificazione dei rapporti di lavoro, procedendo, in primo luogo, ad una distinzione delle tecniche adottate, per poi esaminare e classificare gli indici della subordinazione, nell'uso che la giurisprudenza è solita farne. L'obiettivo è stato quello di mostrare come la disorganicità dell'apporto dottrinale finisca col riflettersi, in concreto, sull'operato dei giudici, già da tempo, caratterizzato da un stato di estrema incertezza metodologica, proprio in relazione alla individuazione di criteri idonei a configurare la fattispecie del lavoro subordinato. Alcune considerazioni sono riservate, poi, alla rilevanza che la volontà individuale ha acquisito, specie di recente, nell'ambito delle operazioni classificatorie. 2 Al fine di dare risposta agli interrogativi posti riguardo alla crisi della nozione tradizionale di subordinazione, che costituisce, senza dubbio, uno dei più controversi e dibattuti della materia, si prospetta una nuova costruzione teorica supportata da argomentazioni che possano trovare un adeguato riscontro nella realtà giuridica. Tale ipotesi, nella quale confluiscono le riflessioni maturate nel corso di un lungo periodo di studi, si basa su una diversa lettura dell'art. 2094 c.c. e, segnatamente, dell’espressione “alle dipendenze e sotto la direzione”. Sembrerebbe poter fornire una valida soluzione al problema dibattuto, infatti, l’idea che essa rimandi ad una nozione di subordinazione più ampia di quella fino ad ora presa in considerazione da operatori ed interpreti, nella quale il profilo più qualificante possa essere individuato nella sottoposizione non già al potere direttivo, ma a quello disciplinare (e di controllo), che, conseguentemente, potrebbe diventare il criterio principale nelle operazioni volte a distinguere la natura autonoma da quella subordinata di un’attività di lavoro. L’opera nel suo complesso, dunque, si volge a dimostrare la sostenibilità di tale assunto ed a verificare la sua tenuta dal punto di vista giuridico. La recente riforma del mercato del lavoro, iniziata con la pubblicazione del “Libro Bianco”, proseguita con l’emanazione della legge delega n. 30 del 2003 ed attuata con il decreto legislativo n. 276 del 2003, modificato dal d.lgs. n. 251 del 2004, ha richiesto un adeguamento del materiale scientifico acquisito ed una revisione dell’opera nel suo complesso. L’introduzione di nuovi modelli legali di disciplina dei rapporti di lavoro, infatti, solleva questioni interpretative di rilevante interesse ed apre nuovi orizzonti al percorso di ricerca fin qui compiuto. Prima di licenziare il lavoro, dunque, è sembrato opportuno attendere il vaglio della riforma e le prime esperienze applicative, auspicando che in esse l’ipotesi teorica prospettata potesse trovare ulteriori supporti argomentativi

    Orientamenti in tema di sciopero degli addetti all’esazione del pedaggio autostradale

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    ABSTRACT (versione in italiano): Con due decisioni la Commissione di garanzia ha espresso un indirizzo interpretativo assolutamente innovativo sulla applicabilità della disciplina dello sciopero nei servizi pubblici essenziali. Il personale addetto all’esazione del pedaggio autostradale, secondo la Commissione, infatti, sarebbe soggetto ad una parziale applicazione alla legge 12 giugno 1990, n. 146, come modificata dalla legge 11 aprile 2000, n. 83, nel senso che la disciplina legale deve trovare applicazione esclusivamente per quel che attiene al preavviso, alla predeterminazione della durata dell’astensione, nonché, naturalmente, alla garanzia delle prestazioni indispensabili, dovendosi escludere per esso, invece, le ulteriori previsioni legali (ad es. quelle relative alle procedure, agli intervalli, ecc.). ABSTRACT (versione in inglese): Through the adoption of two resolutions, the Commission of guarantee expressed an absolutely innovative interpretation of the applicability of the law governing strikes in essential public services. According to the Commission, in fact, the staff in charge of motorway toll collection is subject to a partial application of Law no. 146 dated 12 June 1990, as modified by Law no. 83 dated 11 April 2000, in the sense that the legal provision must be applied only for the part relating to the advance notice, to the need to define beforehand the duration of the worker’s absence and, naturally, to the guarantee of the primary services, thus excluding the other legal provisions (for example, those relating to the procedures, break times, etc.)

    Europa e concertazione. L'esperienza francese

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    ABSTRACT (versione in italiano): In Francia il sistema delle relazioni industriali è caratterizzato da una elevata istituzionalizzazione, nel senso che le parti sociali non dispongono di ampia autonomia, mentre il ruolo dello Stato è centrale. L’esigenza di modificare la dinamica delle relazioni sindacali, riequilibrando il ruolo dello Stato e del sindacato, è stata posta al centro del dibattito politico degli ultimi anni. Tra i principali ostacoli alla modernizzazione del sistema delle relazioni sindacali francesi, vi è il problema legato alla rappresentazione molto bassa dei sindacati ed alla loro “frammentazione”. La necessità di riformare i criteri di “misurazione” della rappresentatività delle organizzazioni sindacali si è tradotta nella elaborazione di una intesa da parte delle OO.SS. considerate rappresentative in Francia a livello nazionale, il contenuto della quale è stato in larga parte recepito nella legge n. 2008-789 del 20 agosto 2008. Nella prospettiva di un rilancio ancor più significativo della logica consensuale nel sistema delle relazioni industriali francesi si è posta, altresì, la Relazione Chertier. La definitiva “istituzionalizzazione” del dialogo sociale in Francia, però, si è avuta, recentemente, con la legge n. 2007- 130 del 31 gennaio 2007, in forza della quale, tutti i progetti di riforma proposti dal Governo che riguardano le relazioni individuali o collettive di lavoro, l’impiego o la formazione professionale e che incidono sul campo di applicazione della negoziazione nazionale e interprofessionale devono costituire oggetto di una consultazione preliminare con le organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e dei datori di lavoro rappresentative a livello nazionale e interprofessionale. La questione di fondo che si pone a questo punto è che in Francia è la vocazione stessa del sindacato che dovrebbe essere rivisitata. All’azione più direttamente collettiva, il sindacato francese dovrebbe affiancare, altresì, quella politica, riuscendo ad estendere sempre più la propria attività anche al di là dei luoghi di lavoro, attraverso l’interazione con i decisori politici sulle questioni d’interesse generale. Si prospetta, allora, la creazione di un sistema di consenso sociale diffuso, che consenta le riforme e tracci il percorso del welfare nell’ambito di una logica che sia voluta da tutti gli attori. ABSTRACT (versione in inglese): In France the system of industrial relations is characterized by strong institutionalization, in the sense that the social partners do not have great autonomy, while the role of the State is central. The need to modify the dynamics of union relations, rebalancing the role of the State and the trade unions, has been at the heart of the political debate in recent years. Among the main obstacles to the modernization of the system of French union relations is the problem regarding the very meager representation of the trade unions and their “fragmentation”. The necessity to reform the criteria used to “measure” the representativeness of union organizations is translated into the development of an agreement by the union organizations regarded as being representative at national level in France, the content of which was largely acknowledged in law n. 2008-789 of 20 August 2008. With a view to an even more significant relaunch of the consensual logic in the system of French industrial relations, also commissioned was the Chertier Report. The definitive “institutionalization” of social dialogue in France took place recently, however, with law no. 2007-130 of 31 January 2007, according to which all reform project proposed by the Government regarding individual or collective work relations, employment or professional training, and which impact on the field of application of national and inter-professional negotiation, must be the subject of a preliminary consultation with national and inter-professional employee and employer trade unions. The key question at this point is whether the very role of the unions in France should be revisited. As well as more directly collective action, the French unions should also carry out a political role, extending their activity beyond the workplace through interaction with political decision makers on issues of general interest. Seemingly on the cards, therefore, is the creation of a system of widespread social consensus, which will allow for reform and guide the path of welfare in the context of an approach favoured by all parties
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