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Sicurezza, misure restrittive e ruolo dei giudici dell’Unione: nuove tessere nel mosaico (in riferimento ai provvedimenti contro la proliferazione nucleare in Iran)
I diritti e i principi fondamentali nazionali ed europei e la problematica comunitarizzazione delle risoluzioni antiterrorismo dell’ONU
1. Premessa. – 2. Le misure adottate dal Consiglio di sicurezza (e dal relativo «comitato per le sanzioni») nell’ambito della “lotta contro il terrorismo”. – 3. Le misure adottate nell’ambito dell’Unione e della Comunità europea. – 4. La problematica riconducibilità dei provvedimenti adottati alle competenze comunitarie. – 4.1. Inquadramento delle relative questioni. – 4.2. Gli artt. 60 e 301 TCE e l’applicazione a privati cittadini (anche comunitari) di misure previste per «paesi terzi». – 4.3. La “traslazione” della questione sull’art.308 TCE – 4.4. La (impossibile) riconduzione degli atti impugnati agli obbiettivi comunitari: (a) il problema. – 4.5. (Segue) (b) la soluzione: il ricorso al “combinato disposto” degli art. 60, 301 e 308 TCE (e 3 TUE). – 4.6. (Segue) Osservazioni critiche sul ragionamento del Tribunale. – 4.7. Il profilo relativo all’art. 249 TCE: la dubbia “portata generale” dei regolamenti adottati. – 5. La (incompleta) tutela dei diritti fondamentali nel rapporto tra ordinamenti nazionali, comunitario e internazionale. – 5.1. Struttura e connessioni interne della motivazione in parte qua. – 5.2. Il controllo di rispetto dello jus cogens e l’inadeguatezza di tale parametro esterno. – 5.3. La ricostruzione dei rapporti fra gli ordinamenti. – 5.4. La “comunitarizzazione” degli obblighi internazionali e le sue problematiche ricadute sui principi e diritti fondamentali europei e nazionali. – 6. Conclusioni propositive
I sistemi sovranazionali “paracostituzionali” dell’UE e della CEDU ed i loro rapporti con i sistemi nazionali: “svolte” recenti e nuove frontiere della comparazione. Relazione al I° Colloquio biennale dei giovani comparatisti, organizzato dall’Associazione Italiana di Diritto Comparato sul tema «Le nuove frontiere del diritto comparato» (Macerata, 23-24 maggio 2008)
1. Le tendenze di fondo in tema di tutela e attuazione dei diritti e principi fondamentali: l’intreccio di fonti e di corti ordinarie, costituzionali ed europee. 2. Profili (para)costituzionali dei sistemi sovranazionali dell’UE e della CEDU. 3. Prospettive evolutive e tendenze recenti dei sistemi europei e del loro atteggiarsi verso i sistemi nazionali. 3.1. Il sistema dell’Unione: dalla Carta di Nizza al Trattato di Lisbona. (a) l’attribuzione di valore giuridico alla Carta dei diritti fondamentali (b) il riferimento alle “clausole orizzontali” e alle “spiegazioni” (c) la previsione dell’adesione dell’Unione alla CEDU (d) il permanente riferimento alle tradizioni costituzionali comuni (e) il protocollo sull’applicazione della Carta alla Polonia e al Regno Unito 3.2. Il sistema CEDU: dalla nuova valorizzazione dell’art. 41 al Protocollo n. 14. 4. I sistemi nazionali ed il loro atteggiarsi verso i sistemi europei. 4.1. L’Italia e la CEDU: la “svolta” determinata dalle sentenze n. 348 e 349 del 2007. 4.2. Segue. La questione del superamento del giudicato nazionale in seguito a sentenze della Corte EDU (il “caso Dorigo” e la sentenza della Corte costituzionale n. 129 del 2008). 4.3. I nuovi delicati settori d’intervento dell’Unione e le “risposte” degli ordinamenti nazionali: la vicenda del “mandato di arresto europeo”. 4.4. Il ruolo della Corte di giustizia e l’importanza del rinvio pregiudiziale: la recente (parziale) “svolta”, anche sotto questo profilo, della Corte costituzionale italiana. 5. Considerazioni final
Dal controllo sulle misure antiterrorismo a quello sulle misure di contrasto alla proliferazione nucleare: novità e conferme in una sentenza del Tribunale dell’Unione europea
Il giudicato e la CEDU. Profili di diritto costituzionale, internazionale e comparato
Il volume affronta - nella triplice prospettiva costituzionale, internazionale e comparata - il problema della riapertura dei procedimenti definiti con sentenza passata in giudicato allorché sia stata accertata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo l'avvenuta violazione di un diritto tutelato dalla Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Particolare attenzione è dedicata, oltre che all'inquadramento della questione dal punto di vista del diritto internazionale e costituzionale, a importanti vicende giurisprudenziali interne (tra le quali spicca la "vicenda Dorigo", culminata nella sent. della Corte costituzionale n. 113 del 2011), al panorama comparato (analizzando le soluzioni escogitate in ambito penale, ma anche in ambito civile ed amministrativo, dagli altri 46 Paesi aderenti alla CEDU) ed alle proposte legislative presentate nelle ultime legislature
Le «spiegazioni» della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea
Sommario: 1. Premessa. – 2. Il senso immediato della disposizione dell’art. II-112, par. 7 e il suo rapporto con quella precedentemente inserita nel Preambolo. – 3. Le altre questioni aperte e la necessità di un approccio “multipolare”. – 4. Storia e “preistoria” delle «spiegazioni»: il “piano Goldsmith” e la genesi del documento. – 5. I contenuti delle «spiegazioni». La loro caratteristica più evidente: i sistematici riferimenti alla CEDU. – 6.1. Elementi per chiarire il senso e la portata di tali riferimenti: la “prospettiva inglese”. – 6.2. Il rapporto con le norme della CEDU: l’art. 52, par. 3 e la sua «spiegazione». – 6.2.1. Segue: la versione provvisoria. – 6.2.2. Segue: la versione definitiva. La questione delle limitazioni ammesse – 6.2.3. Segue: l’“invenzione” del secondo elenco e i relativi problemi. Considerazioni di sintesi sulla versione definitiva – 6.2.4. Segue: le modifiche apportate su mandato del Praesidium della seconda Convenzione. – 7. Gli ulteriori riferimenti contenuti nelle «spiegazioni». – 8. La “seconda prospettiva”: la ragione “vera” dei riferimenti ad altre fonti nel testo delle «spiegazioni». – 9.1. Altri contenuti e aspetti di rilievo; effetto “restrittivo” o “estensivo” dei diritti (e dei principi) della Carta? – 9.2. Segue: casi di «spiegazioni» con potenziale effetto “estensivo”. – 10. Considerazioni conclusive. – 11. Post scriptum. ------ Reference to the «explanations» relating to the Charter of Fundamental Rights has been recently inserted in art. II-112 of the European Constitution. The essay presents an analysis of the origins of the «explanations» at the time of the “first” Convention: on the one side, they are considered in relation with the initial British proposal of a Charter constituted by two different parts; on the other, the “non-democratic” nature of the approval of the «explanations» is highlighted. The content of the «explanations» is then thoroughly examined, together with the main related issues. In particular, due attention is paid to: a) relations between the Charter and the 1950 ECHR, and between the European Court of Human Rights and the European Court of Justice: these relations are analysed taking into consideration art. 52, par. 3 of the Charter and its «explanation» in its subsequent forms; b) the issue of limitations to the Charter rights: in this respect, the essay puts forward an innovative reconstruction, respecting the norms of the Charter, based upon a number of objective elements; c) the role to be acknowledged generally to the «explanations» and specifically to the sources they relate to: objective and technical elements are brought about instead of subjective and political ones; d) specific cases where the «explanations» tend to enhance the provisions of the Charter and not, as usually maintained, to limit its effects: a variety of examples is thus presented
La tutela europea dei diritti fondamentali e il giudice italiano. Relazione al “II Workshop in Diritto internazionale e dell’Unione”, organizzato da Magistratura Democratica e Medel - Venezia, 8-9 aprile 2011
La manutenzione della giustizia costituzionale in Italia e in Europa: spunti dalla Francia e da Lussemburgo (caso Melki)
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