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    Maschere di Machiavelli in Francia tra il Direttorio e il Consolato. In appendice Antoine Sérieys, "Dialogo. Saint-Just e Machiavelli"

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    This paper focuses on the various uses of Machiavelli’s figure and thought during the French Revolution, precisely from Directory to Consulate. In this period Machiavelli is not only a medium to delegitimize political enemies because considered a symbol of a politics ruthless, but he is also a weapon used to try and save the Revolution. The apologists of 1789 principles, who consider Machiavelli a champion of political real- ism, use his name to oppose Jacobins and justify a strong executive power. In this con- text, an unknown author and playwright named Antoine Sérieys publishes a strange dialogue between Machiavelli and Saint-Just to legitimate the new bonapartist regime

    L’«incorruttibile tiranno»: la dicotomia tra promesse e realizzazioni rivoluzionarie. Giuseppe SCIARA legge Marcel GAUCHET

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    Recensione critica del volume di M. GAUCHET, Robespierre. L’incorruttibile e il tiranno, Roma, Donzelli, 2019, pp. 216

    Ceretta M., Il momento irlandese. L'Irlanda nella cultura politica francese tra Restaurazione e Secondo Impero, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2013

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    Recensione a Ceretta M., Il momento irlandese. L'Irlanda nella cultura politica francese tra Restaurazione e Secondo Impero, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2013

    Gianmarco Gometz, Democrazia elettronica. Teoria e tecniche, Pisa, ETS, 2017, pp. 220.

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    Recensione di Gianmarco Gometz, "Democrazia elettronica. Teoria e tecniche", Pisa, ETS, 2017, pp. 220

    Alle origini della dicotomia tra libertà degli antichi e libertà dei moderni: Madame de Staël su democrazia, governo rappresentativo e proprietà privata

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    As is well known, the authorship of one of the most famous dichotomies in political thought, the liberty of the ancients compared with that of the moderns, is generally attributed to Benjamin Constant. However, the enormous debt he owes to his friend, collaborator and lover, Madame de Staël, is not always emphasized: in fact, the first sketch of this fortunate distinction can be found in two of Staël's works: Réflexions sur la paix intérieure (1795) and, above all, Des circonstances actuelles qui peuvent terminer la Révolution et des principes qui doivent fonder la République en France (1798). The origin of this fortunate distinction must therefore be contextualized during the period of the Directory Republic: in both writings, Madame de Staël's theoretical need to embrace the principles of republicanism (after having been a monarchist for a long time), while opposing the Jacobin conception of democracy – to which she contrasts the idea of representative government and that one of census suffrage – create the prerequisites for the focus on the two different types of freedom. This theory has a strong liberal value, because it is closely linked to the idea that property is the foundation of modern society

    Presentazione

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    Presentazione del volume "Quale politica dopo il virus? Concetti politici alla luce della pandemia": descrizione delle ragioni del progetto editoriale

    Benigno F., "Favoriti e ribelli. Stili della politica barocca", Roma, Bulzoni, 2011, pp. 270

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    Recensione a Benigno F., "Favoriti e ribelli. Stili della politica barocca", Roma, Bulzoni, 2011, pp. 27

    Rosenblatt H., "Liberal Values. Benjamin Constant and the Politics of Religion", Cambridge UK, Cambridge University Press, 2008, pp. 275

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    Recensione a Rosenblatt H., "Liberal Values. Benjamin Constant and the Politics of Religion", Cambridge UK, Cambridge University Press, 2008, pp. 275

    Salvemini e il liberalismo: una prima ricognizione

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    Il saggio prende in esame la concezione di liberalismo di Salvemini attraverso le pagine dei diari immediatamente successive alla marcia su Roma, i saggi sulla democrazia concepiti durante l’esilio in America e alcuni articoli pubblicati nel secondo dopoguerra. Salvemini accoglie i princìpi del liberalismo se lo si intende come quel complesso di istituti e di diritti (individuali e politici) che sul piano storico sono stati conquistati con le rivoluzioni moderne dalla borghesia e gradualmente estesi a tutti tra Otto e Novecento; lo respinge, invece, se inteso – in questo senso è per lui emblematico il caso di Croce – come ideologia conservatrice delle classi superiori. Quello salveminiano è un liberalismo “empirista” di matrice anglosassone, fortemente influenzato dalla lezione di John Stuart Mill

    Madame de Staël

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    A lungo vittima di pregiudizi di genere e oscurata da ingombranti fi gure maschili – fra tutte l’acerrimo nemico Napoleone Bonaparte –, Madame de Staël è stata spesso ritenuta una semplice animatrice di salotti intellettuali e studiata per lo più come romanziera e letterata. Raramente, invece, è stata presa in considerazione come pensatrice politica. In forma agile e accattivante, il volume ne ricostruisce questo aspetto e il ruolo pubblico nel contesto della Rivoluzione francese e del Consolato bonapartista. Staël dà un contributo fondamentale alla lotta per il trionfo dei principi di libertà e di eguaglianza formale rivendicati con l’Ottantanove; nei suoi scritti propone soluzioni originali in materia costituzionale e mette a fuoco le patologie della nascente democrazia. Per le sue intuizioni merita di essere collocata accanto ai grandi classici del pensiero politico
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