1,721,101 research outputs found
Conservare per ricostruire. Il caso del Parco Archeologico e Paesaggistico di Agrigento
L'evoluzione dell'idea di paesaggio ha prodotto una trasformazione dello stesso concetto che, da una sfera legata all'approccio estetico ha portato ad una accezione più complessa, richiamando quella della Convenzione Europea del Paesaggio, all'idea di una parte di territorio, come percepita dall'uomo, il cui carattere deriva dall'interazione di fattori naturali e umani. Le riflessioni presentate nel presente articolo sono fatte analizzando un paesaggio particolare, la Valle dei Templi di Agrigento. Esse portano a guardare al progetto, partendo da un'analisi profonda, con una nuova visione che guarda all'area archeologica non più come un singolo bene ma come un elemento di un sistema a rete di valori presenti nel territorio della Sicilia.The evolution of the idea of landscape has produced a transformation that has led from the aesthetic sphere and brought about to a more complex conception, to the idea of a part of territory, as perceived by human beings, whose character derives from the interaction of natural and human factors (as it is stated in the European Landscape Convention). The reflections presented here are made by analyzing a particular landscape, the Valle dei Templi of Agrigento. They lead to look at the project, starting from a deep analysis, with a new vision that looks at the archaeological area no longer as a single asset but as an element of a network system of values present in the territory of the Sicily
La formazione come strumento di crescita : narrazione di un’esperienza didattica a Palermo
In un momento storico in cui, in Italia, le scuole di pianificazione sono oggetto di importanti, e pesanti, ripensamenti strutturali il paper vuole ragionare sulla necessità sì di una riformulazione di tali scuole, ma in un’ottica di potenziamento e certamente maggiore relazione con le pratiche che quotidianamente influiscono sulla vita delle persone, siano esse tecniche che spontanee. La tesi che si vuole esporre nasce da alcune esperienze personali come docente di pianificazione che da alcuni anni, in modo coordinato con altri docenti e all’interno dell’intero sistema di didattica del corso di laurea magistrale in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Ambientale dell’Università degli Studi di Palermo, cerca di portare gli studenti a progettare sul territorio, per il territorio e con il territorio.
La formazione dei futuri pianificatori è oggi più che mai importante per affrontare le innumerevoli sfide che il territorio è chiamato a risolvere. Sfide che ogni giorno cambiano, diventano più grandi e impegnative, coinvolgono sempre più discipline, ma che certamente mantengono alcuni punti fermi: il luogo dove essere affrontate e le persone che devono affrontarle.
Il luogo, è giusto precisare, non solo fisico, perché se da un lato il luogo-territorio è certamente oggetto in continua trasformazione, dall’altro ci si deve confrontare anche con il luogo-amministrazione, al fine di riuscire a rendere i processi effettivi e reali. Le persone, anche in questo caso, differenti ma tutte necessarie, come attori che interpretano differenti ruoli e che partecipano con differenti saperi.
Attraverso il racconto di esperienze, alcune concluse, alcune in atto, l’obiettivo è quello di far emergere con sempre più forza come la pianificazione del territorio deve assumere oltre che un ruolo tecnico anche un ruolo sociale sin dai primi livelli di formazione.
Le esperienze cui ci si riferisce sono dei laboratori condotti per un biennio, in un quartiere di edilizia residenziale pubblica a Palermo, che hanno visto come attori studenti del corso di laurea magistrale in Pianificazione, docenti, amministratori, alunni e maestre delle scuole elementari, la comunità insediata, le associazioni presenti, la chiesa.
Il riuscire a mettere insieme, a far dialogare tutti gli attori, facendoli sentire parte del progetto di rigenerazione del quartiere è stata un’operazione certamente complessa ma che ha riservato delle stimolanti sorprese e degli interessanti risultati che hanno fatto capire, se ce ne fosse stato bisogno, che il progetto di territorio necessita della presenza di molti attori, del rispetto delle competenze e di relazioni.
I risultati di queste esperienze stanno diventando le basi per i nuovi laboratori del corso di laurea, oltre che oggetto di incontri con l’attuale amministrazione, incontri in cui i futuri professionisti assumano un ruolo centrale anche grazie alla loro conoscenza del dibattito nazionale e internazionale ricco di spunti di riflessione sul tema della crisi degli spazi pubblici e della partecipazione.In a historical moment in which, in Italy, planning schools are undergoing important structural rethinking, the paper wants to think about the need for a reformulation of such schools by strengthening the relationship with the practices that daily affect people's lives, both technical and spontaneous. The thesis is derived from some personal experiences that for some years now, in a coordinated way and within the didactics of the Master's degree course in Urban and Environmental Territorial Planning of the University of Palermo, tries to bring students to plan on the territory, for the territory and with the territory.
The training of future planners is now more important than ever to face the countless challenges that the territory is called to solve. These challenges are changing every day, becoming bigger and more demanding, involving more and more disciplines
Recensione di I territori marginali e la quarta rivoluzione urbana. Il caso della Gallura
La recensione commenta un volume che presenta i risultati di un'unità di ricerca loacale, quella dell'Università di Sassari-Alghero, nel quadro di una ricerca PRIN nazionale sul tema della Postmetropoli che ha visto come capofila il Politecnico di Milano. Il volume fa parte di una serie di altri volumi, curati da altre sedi locali, che nell'insieme restituiscono i risultati della ricerca.The review discusses on a book that presents the results of a loacal research unit,in the University of Sassari-Alghero, as part of a national PRIN research on the theme of the Postmetropolis, as Soja wrotes, with the Polytechnic of Milan as the leader. The volume is part of a series of volumes, edited by other local units, which contribute to disseminating the results of the research
Per una biografia delle città e del territorio
La disciplina urbanistica, grazie anche alle rinnovate riflessioni della visione bioregionalista, manifesta sempre più la necessità di ripensare il progetto come esito di un percorso che trovi le sue radici nella conoscenza del territorio in tutte le sue forme e nella relazione di tutte le sue componenti.
Il volume, grazie a contributi di studiosi di differenti settori scientifico-disciplinari, vuole offrire spunti di riflessioni che attraverso l'approccio territorialista guardino il territorio con occhi nuovi, per giungere a un progetto privo di preconcetti e profondamente legato alle specificità del contesto territoriale di riferimento.
Si intende raggiungere questo obiettivo restituendo la natura interdisciplinare della ricerca teorico-pratica sui temi della pianificazione territoriale e urbana, guardando al territorio come un luogo in cui si vive, si lavora, dove si coniugano elementi e azioni, dove la morfologia, gli spazi e gli abitanti si integrano. Nondimeno, secondo l'approccio territorialista si vuole riportare l’attenzione sul rapporto tra città e campagna, sul loro legame organico deformato dalle logiche economico-finanziarie che riducono il suolo e le componenti fisiche a supporti normalizzati dei meccanismi del mercato.
Pur in una coerenza interna ben definita, il volume vuole essere l’occasione per ricercare e tessere relazioni tra differenti temi urbanistici apparentemente lontani, ma profondamente legati da luoghi di azione, obiettivi e metodi. Come conseguenza di tale sforzo, uno dei fili conduttori del volume è il desiderio di delineare un metodo per scrivere biografie dei territori che mettano in evidenza i meccanismi che regolano un territorio e che diventino punto di partenza per futuri progetti.The discipline of urban planning, thanks also to the renewed reflections of the bioregionalist vision, increasingly manifests the need to redesign the project as the outcome of a path rooted in the knowledge of the territory in all its forms and in the relationship of all its components.
This book, thanks to contributions by scholars from different scientific-disciplinary areas, aims to offer insights that through the territorialist approach look at the territory with new points of view, in order to reach a project free of preconceptions and profoundly linked to the specificities of the territorial context of reference.
It is aimed at achieving this goal by restoring the interdisciplinary nature of theoretical-practical research on land-use and urban planning issues, looking at the territory as a place where people live, work, where elements and actions are combined, where morphology, spaces and inhabitants are integrated.
Even so, according to the territorialist approach, the aim is to bring attention back to the relationship between city and countryside, to their organic link deformed by economic-financial logics that reduce land and physical components to normalized supports of market mechanisms.
While having a well-defined internal coherence, the book is intended to be an opportunity to research and weave relationships between different urban themes that are apparently distant, but deeply connected by places of action, goals and methods. As a consequence of this effort, one of the common threads of the volume is the desire to outline a method for writing biographies of territories that highlight the mechanisms that govern a territory and become a starting point for future projects
The Sicilian system of Protected Areas – Integrated planning and management policies for protected areas
Currently the Sicilian system of protected areas appears to be extremely advanced with its 12% of territory
protected by regional regulations versus the nationwide average of 11%, but it is also the most contradictory one.
Even today a large number of protected areas- also small ones - are subject to strong anthropogenic pressure,
which favor fragmentation. In this paper we will analyze what kinds of anthropogenic pressure exist in Sicily and
what could be a new perspective for protected area
The system of protected areas as the core element in a new vision of the Metropolitan City of Palermo
Un processo di urbanizzazione può certamente essere considerato una delle più significative alterazioni antropiche del sistema ambientale in un territorio.
Il presente studio vuole comprendere le caratteristiche spaziali della crescita urbana e i suoi impatti sulle componenti ambientali nella Città Metropolitana di Palermo, un'area in cui i livelli di consumo di suolo inedificato e di pregio, e le conseguenti forme di frammentazione ambientale e territoriale, rischiano di compromettere non solo il valore paesaggistico-ambientale dei territori coinvolti ma anche la loro identità.
Partendo da queste premesse, questo contributo esplora il rapporto di reciprocità tra ambiente costruito e territorio aperto, con l'obiettivo di individuare possibili strategie di riequilibrio territoriale basate sulla valorizzazione dei sistemi ambientali.The process of urbanization is considered as one of the most significant anthropic alterations of the environmental framework, the present study attempts to understand spatial characteristics of urban growth and its impacts on environmental components in Metropolitan City of Palermo. One area where the levels of unbuilt and valuable soil consumption, and the consequent forms of environmental and territorial fragmentation risk compromising not only the landscape-environmental value of the territories involved, but their identity.
Starting from these premises, this contribution explores the reciprocity relationship between built environment and open territory, with the aim of identifying possible territorial rebalancing strategies based on the enhancement of environmental systems
VIRTUAL REALITY FOR URBAN PLANNING. THE PORT OF PALERMO: PAST, PRESENT AND FUTURE
Virtual reality is proving to be an interesting tool for the visualization of 3d models developed for urban planning. It allows
not only interactive visualization, but also the possibility of inserting analogical and informative contents. The case study
relates to the development of a 3D model viewable in virtual reality of the Port of Palermo area, of great urban, historical and
logistical interest. The system allows the visualization of its current state, historical emergencies and future developments,
as well as the comparison between existing services and those planned in the reconfiguration project
Inner areas’ cultural, architectural and landscape heritage: study, enhancement and fruition. Potential driver for sustainable territorial development?
The processes of gradual abandonment of inner areas, that have been triggered since the second half of the 20th century, generated problems that have been the subject of a wide-ranging scientific and multidisciplinary debate aimed at developing focused political and planning strategies.
In 2013 at national level the SNAI, Italian National Strategy for Inner Areas, and later specific actions activated by the Territorial Cohesion Agency, was founded to aim the reactivation of areas defined as “remote with the intention of mitigating territorial marginalization.
This article introduces an international and interdisciplinary Seminar based to discuss some concrete experiences. The debate was attended both by PhD Students, Professors of the PhD board and by four Professors from foreign Universities whose presentations of best practices in an international perspective have provided important contributions to the debate.
Linking the considerations proposed during the Seminar with principles and objectives of the National Recovery and Resilience Plan (PNRR), the emerging themes of innovation and green were the subject of specific attention within the programmed interventions charged to the professors of the Board of the PhD in Architecture, Arts and Planning
Le insidie dell'orto urbano. Processi partecipativi e derive neoliberiste a Palermo
L'intervento descrive un'esperienza in corso che rientra nel quadro della geografia sociale e auspica di ottenere risultati operativi, ma che pone questioni di fondo tanto teoriche quanto pragmatiche.
Nel 2015 il Comune di Palermo inaugura il “Laboratorio Palermo città educativa”, con l’obiettivo di sviluppare politiche per l’infanzia e l’adolescenza mirate, tra l’altro, alla riscoperta del legame identitario con il territorio (o, in altri termini, a favorire un senso di radicamento).
In questo processo di governance che comprende non solo enti pubblici e istituzioni, ma anche esponenti del terzo settore e altri attori non tradizionali, il tavolo tematico “Spazi per vivere”, a cui gli autori di questa presentazione prendono parte, lancia l’ipotesi di individuare alcune aree verdi di proprietà comunale e in stato di abbandono o di degrado per riappropriarsene in nome delle comunità di quartiere, mirando a trasformarle in orti o giardini urbani nei quali organizzare attività educative rivolte a tutte le età.
Il processo, pur se mirato a ottenere risultati concreti, non è scevro di contraddizioni, talora anche pericolose. In un contesto di austerity urbanism (Peck, 2012), infatti, è facile per il Comune giocare sull’assenza di investimenti pubblici per stimolare i cittadini più attivi a diventare protagonisti dei processi di cambiamento delle città. Inoltre, l’idea di realizzare urban community gardens (Ghose e Pettygrove, 2014), in questo momento storico, è universalmente apprezzata e tende a diventare modello virtuoso di sviluppo urbano, come è stato per altri slogan in anni recenti (smart cities, creative cities e così via).
Infine, la mancanza di un regolamento efficace sull'uso degli spazi verdi pubblici in città ha creato e continua a creare impedimenti alle soluzioni proposte dal tavolo tematico.
Rimane in ogni caso da indagare, e un’indagine qualitativa sul campo può servire in tal senso, se tra le pieghe di questi processi di riappropriazione identitaria non si celino forme neoliberiste che delegano un falso potere decisionale ai cittadini, sfruttandoli piuttosto per colmare i vuoti politici attuali
La gestione delle aree protette
Il sistema siciliano delle aree protette, da un punto di vista quantitativo, sembra vantare una vasta superficie tutelata. La media nazionale del territorio tutelato attraverso l’istituzione e la gestione di aree protette corrisponde all’11%, mentre la Regione siciliana riesce a vantare la tutela di una superficie complessiva di 3.100 kmq, che corrisponde a poco più del 12% del suo intero territorio. Il presente articolo analizza non solo le differenti tipologie di aree protette presenti, ma anche il tipo di gestione cui sono sottoposte fornendo un quadro attuale del sistema regionale.The Sicilian system of protected areas, from a quantitative point of view, has a very large surface area. The national average of the territory protected through the establishment and management of protected areas is 11%, while Sicily can boast the protection of a total area of 3,100 square kilometers, which corresponds to just over 12% of its entire territory. This article analyzes the different types of protected areas present and the management to which they are subjected to provide a current picture of the regional system
- …
