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Lo schiavo manager
A Roma, durante l’età classica, un cittadino può costituire un’impresa e affidarne l’amministrazione e la completa gestione a un proprio schiavo. I proventi dell’impresa arricchiscono il padrone, ma egli, di converso, risponde dei debiti contratti dallo schiavo manager. Esistono due tipologie di tali imprese: a responsabilità illimitata e limitata. Nelle seconde, a differenza che nelle prime, il padrone risponde dei debiti contratti dal suo schiavo solo fino a un certo ammontare prestabilito
SGD as a source of Nitrogen and Phosphorus to a coastal marine ecosystem: a case study, south-eastern Sicily (Italy)
Performance Anxiety: An exploration of spectacle, spectatorship and moral panic in the twenty-first century
In the last decade there has been an explosion of new technologies that enable discourse, power and truth formations to be produced, contested and dispersed. As communication and information technologies continue to evolve, so too do the ways in which individuals construct identities and form communities. The notion of a moral panic is utilised to describe those critical moments in time and space when social norms are perceived to be under threat. I suggest that the complex interplay of spectacle, spectatorship and moral panic involved in such instances can be both conceptualised and interrogated as performance. This dissertation draws upon two distinct performance paradigms – one theoretical and the other practical – to inform a critical reading of three significant ‘social events’ of the last decade: the drug-trafficking trial of Australian woman Schapelle Corby in Indonesia in 2005, the end-of-life legal case focused on American woman Terri Schiavo, which culminated in 2005, and the race relations associated with the ‘Redfern riots’ which occurred in Sydney in 2004. Informed by a range of theoretical positions from Michel Foucault, Zygmunt Bauman, Giorgio Agamben, Judith Butler, Baz Kershaw, and Michael Hardt and Antonio Negri, this dissertation fleshes out contemporary understandings of mediatised spectacle and spectatorship, with the aim of revealing the ways in which they contribute to creating and sustaining moral panic. A critical finding of the dissertation is that through both subjectification and objectification processes the central players and the spectators become indivisible from the spectacle itself, thus maintaining the interweaving cycle of spectator, spectacle and moral panic. By exploring the ways in which people interpret and respond to social phenomena, the possibilities for performance and social theory can be extended
Isotope distribution of dissolved carbonate species in southeastern coastal aquifers of Sicily (Italy)
Concentrations of major ions and the δ13C composition of dissolved inorganic carbon in groundwater and submarine groundwater discharges in the area between Siracusa and Ragusa provinces, southeastern Sicily, representing coastal carbonate aquifers, are presented and discussed. Most of groundwater analysed belongs to calcium bicarbonate type, in agreement with the geological nature of carbonate host rocks. Carbonate groundwater acquires, besides the dissolution of carbonate minerals, dissolved carbon (and the relative isotopic composition) from the atmosphere and from soil biological activity. In fact, δ13C values and total dissolved inorganic carbon contents show that both these sources contribute to carbon dissolved species in the waters studied. Finally, mixing with seawater in the second main factor of groundwater mineralization Copyright © 2007 John Wiley & Sons, Ltd
Guidonia: la città che vola
Parafrasando il titolo di una celebre opera futurista di Umberto Boccioni si tenta di dare risalto alla vera anima di Guidonia, in cui il concetto del volo non è solo meramente legato alle attività aeronautiche della città, ma più latamente inteso come trait d'union tra tradizione e modernità, ruralità e tecnologia. Un volo pindarico non solo temporale ma anche concettuale, in cui verranno declinati i molteplici aspetti posti alla base della fondazione del nucleo urbano a livello storico e architettonico, sociale e ambientale.
Lo scopo del convegno trascende i già noti studi sui singoli manufatti, cercando di mettere in risalto gli aspetti più celati, le vicende meno note, la preziosa lezione dei tre progettisti sia in ambito strettamente e tecnicamente architettonico e urbanistico che in ambito culturale.
Lezione che sarà oggetto di un dibattito conclusivo volto a verificare una sua possibile adesione ai temi non solo del presente, ma soprattutto del futuro
Valori della modestia. L'opera di Giuseppe Nicolosi tra Guidonia e le borgate
Apparentemente umili e semplici, dal carattere temporaneo pressoché emergenziale, le opere di Giuseppe Nicolosi (1901-1981) per lo I.A.F.C.P. celano, tuttavia, caratteri di innata artisticità e di notevole abilità compositiva, costitu- iti da una complessa trama intessuta di molteplici fili. Il tutto dà origine ad un’elaborata idea di architettura che può essere paradossalmente sintetizzata in pochi ma chiari principi fatti di illuminata interdisciplinarietà, sempre confluenti nel fine ultimo del fare architettonico.
Come un pièce teatrale la carriera di Nicolosi può essere suddivisa in atti, uniti tra loro nella narrazione della sua lenta ma conti- nua parabola evolutiva, distinta per una limpida coerenza ideologica, immune da improvvisi ed
incoerenti momenti di svolta
Una nuova compravendita di schiavo dalle Tabulae Herculanenses
L’autore nel corso della riedizione delle Tabulae Herculanenses ha potuto identificare e in parte ricostruire da due frammenti un nuovo documento di compravendita di uno schiavo, rimasto inedito e che si aggiunge a quelli finora restituiti dagli archivi ercolanesi (Tab. Herc. 59-62), a suo tempo da lui stesso ripubblicati con correzioni di lettura e commento storico-giuridico. Lo schiavo è stata acquistato per 2825 sesterzi sul mercato di Puteoli, ma è possibile riconoscere in base al nome dell’acquirente, un [Me]ssienus, il già noto ercolanese C. Messenius/Messienus Eunomus
Economie insorgenti e disegno di città, tra aree di "bordo" e baricentri urbani
Nel quadro irrisolto della pianificazione palermitana, il contributo analizza il fenomeno dei centri commerciali, inseriti in un excursus storico, esplorando le trasformazioni urbane, la localizzazione e gli effetti indotti dai centri
commerciali, non osservati solo come “oggetti urbani”, ma come strumenti di potere politico e luoghi che possono essere definiti “falsi vettori dello sviluppo”, dove si declina una differente modalità di consumo
“Una Santa Alleanza” Recensione a: Franco La Cecla, Contro l’urbanistica. La cultura delle città, Einaudi, Torino, 2015.
Lo scritto a partire dal testo di La Cecla, propone una riflessione allargata sullo stimolante dissidio tra le posizioni espresse da La Cecla e Indovina che, di formazione ed esperienza diversa, rappresentano alcuni aspetti della pluralità dell’Urbanistica. Partendo da posizioni non del tutto antitetiche, ma assai critiche rispetto a quelle che hanno strutturato la disciplina – una parte di essa – a partire dai primi anni del ’900, La Cecla ci mostra una delle possibili strategie di superamento della crisi disciplinare, tema peraltro caro a Francesco Indovina, trattato nel commento al libro, ma affrontato con altri criteri; con riferimento anche al recente “L’urbanistica di fronte alla fragilità del territorio”, Ecoscienza, 3/2015) attraverso la critica a essa e attraverso il cambiamento di approccio: l’antropologia
Questa terra è la mia Terra. Migranti a Manhattan, tra Little Italy e Chinatown
Il contributo affronta il tema della migrazione a New York, storicizzando il fenomeno a partire dal XIX Secolo. In particolare viene analizzata la relazione tra Little Italy e Chinatown, non in termini unicamente morfologici, ma osservando le dinamiche economiche relative ai due gruppi etnici e la differente integrazione nella vita socio economica, a livello del sistema urbano
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