636 research outputs found
Tempo di bilanci. Dialogo di metà Trecento tra padre e figlio sul futuro del genitore e della sua discendenza
Nella vicenda storiograficamente nota dei toscani nel Patriarcato di Aquileia, quello dei Da
Rabatta rappresenta un caso particolarmente fortunato e mostra una volta di più i forti legami
che si mantenevano con la madrepatria. Il documento pubblicato è un’epistola familiare inedita,
indirizzata da un figlio ormai adulto, e rimasto a Firenze, al padre trasferitosi a Gorizia. Nicolò
si preoccupa del futuro del genitore, un po’ meno di quello dei fratellastri, che nel tempo però
si dimostreranno uomini di successo
Viaggiare fra le carte. Studi in onore di Bruno Figliuolo
Il volume intende onorare Bruno Figliuolo in occasione del suo settantesimo compleanno, che precede di un anno la sua uscita dai ruoli dell’università. I trenta saggi qui raccolti toccano solo alcuni dei temi che Figliuolo ha affrontato nella sua ricchissima produzione scientifica. Il titolo intende richiamare la sua passione per la ricerca archivistica, che lo ha portato e continuerà a portarlo a viaggiare senza sosta. Non c’è regione italiana rimasta fuori dai suoi itinerari di ricerca: sono davvero pochi gli archivi in cui Bruno non abbia infilato il piede e il naso tra antiche pergamene e registri ingialliti dai secoli. // This volume is a tribute to Bruno Figliuolo on the occasion of his 70th birthday, a year before his retirement from the university . The thirty essays published here cover only a few of the topics that Figliuolo explored in his extremely rich scholarly production. The title recalls his passion for archival research, which has led him and will continue to lead him to travel relentlessly. There is no Italian region left out of his research tours: there are very few archives in which Bruno has not stuck his foot and nose between ancient parchments and registers yellowed by centuries
Ritorno al passato. I Manin: dal contado fiorentino alle glorie della Serenissima
Emigration can offer great opportunities to those aspiring to raise their social status, and not only in economic terms. This was the experience of Manino di Buccio and his descendants. Leaving behind the Florentine countryside, in the first half of the fourteenth century, the Manins set down roots in the Patriarchate of Aquileia. Here they laid the foundations for a position of power that some centuries later would permit their descendant Lodovico Manin to become the last Doge of the Republic of Venice.
Active in three different territories, and relying on the fact that it was impossible for information to circulate, the family constructed its own mythological past. Seventeenth- and eighteenth-century members of the family hid or denied certain details concerning the origins of the family, and encouraged writers to invent a glorious past for it. So it was that the Manins reached the summit of power, convincing everyone of their noble Roman, Fiesolean and Florentine origins. The impossibility of verifying certain fictional constructions often resulted in their being uncritically accepted until very recently
Tra «dualicità et tradimenti». La politica (matrimoniale) di Ferrante d’Aragona nei primi anni Settanta del Quattrocento letta attraverso i dispacci sforzeschi da Napoli
Giovanni Lanfredini : uomo d'affari e diplomatico nell'Italia del Quattrocento
Complice soprattutto l’appartenenza alla cerchia medicea, quello di Giovanni Lanfredini (1437-1490) è un nome che compare spesso in numerose pubblicazioni su Lorenzo il Magnifico e sulla Firenze del Rinascimento. La definizione con cui viene caratterizzato è solitamente quella di diplomatico, ma Lanfredini fu anche e prima di tutto un mercante-banchiere.
La carriera di ambasciatore intesa in senso stretto occupò solo gli ultimi sei anni della sua vita, dal 1484 al 1490. Cercando di far emergere il lato meno noto di un rappresentante di un gruppo sociale «nuovo», molto attivo, ma destinato a rimanere in una posizione intermedia, la biografia tocca molte tematiche della storiografia attuale, dalle scelte politiche e strategie familiari alle alleanze matrimoniali, dal patronato alla committenza artistica. Parallelamente al legame coi Medici è emerso quello altrettanto fecondo con Ferrara e gli Este, con Venezia, con gli Sforza, con Ferrante d’Aragona e papa Innocenzo VIII. Rilevante è infine il rapporto con la cultura. Alcuni dei nomi cui Lanfredini scelse di legare il proprio sono quelli di Ficino, Poliziano, Luigi Pulci, Antonio Bonciani e Pico della Mirandola, Paolo Uccello, Zanobi Strozzi, i fratelli Antonio e Piero Pollaiolo, dei quali fu mecenate, e Sperandio da Mantova, che ne ha fissato le fattezze in un medaglione bronzeo
Parlamenti generali a Napoli in età aragonese
Il volume, grazie all’edizione critica di tutte le fonti disponibili, di cui
molte inedite, studia sistematicamente i 17 parlamenti generali celebrati
a Napoli in età aragonese. L’istituto, reintrodotto nel regno da
Alfonso il Magnanimo, fu un una sede importante della negoziazione
tra la monarchia, i baroni e le città demaniali, seppur non l’unica.
Attraverso i parlamenti e altre riunioni simili (parlamenti regionali,
consigli regi allargati) si ripercorre tutta la storia del regno dal 1441
al 1500. Dei parlamenti si analizzano le procedure, le scritture, le motivazioni
e le conclusioni. Essi, nella pur evidente – ma irregolare –
continuità, assolsero a funzioni differenti, in relazione alle contingenze
politiche, alle diverse posizioni del re, da un lato, e dei convocati
dall’altro. Fisco e giustizia sostanziarono le discussioni e in generale il
confronto politico e simbolico tra il re e i suoi sudditi
Giannozzo Manetti commissario in campo: le istruzioni dei Dieci di Balia (agosto-novembre 1453)
L’attenzione rivolta di recente all’umanista Giannozzo Manetti ha suggerito di approfondire il ruolo che egli rivestì anche come commissario di guerra nei primi anni Cinquanta del ‘400, peraltro in una fase cruciale della sua vicenda personale. Insieme a Bernardo de’ Medici, il Manetti fu scelto dal governo di Firenze come rappresentante in campo nel sud della Toscana, nel periodo di conflitti che portarono alla pace di Lodi e alla formazione della Lega Italica. Attraverso le 61 missive e i documenti di corredo inerenti la missione, di cui si fornisce l’edizione critica in appendice, si è cercato di cogliere il senso della missione di Manetti e la funzione del commissario
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