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    Evacuazione delle popolazioni a rischio in caso di crisi vulcanica nell’area napoletano-flegrea

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    The major expansion, since the last vesuvian eruption occurred in the 1944, in the Neapolitan urban zone has substantially increased the risk from the eruptive activity, not only from Vesuvius but also from the adjacent Campi Flegrei and Ischia volcanoes. There is a wide and continuous urban belt from Castellammare to Pozzuoli with a current population of 1.5 million living in the environs of this dangerous and active volcanoes, thus increasing the vulnerability. During an eruption or in the case of a pre-eruptive alarm, the population at risk should be evacuated and leads in safe areas. Communications in the Neapolitan area are essentially train services to Rome and to the South (Reggio Calabria and Potenza), good connections by autostrada and maritime transports from the numerous harbours are located along the Tyrrhenian coast. Due to its close proximity to multiple volcanic source and the large areas affected by volcanic hazards, this populated urban area is at risk from more than one volcano. We will be able to define some more recurrent eruptive scenarios and identify the portions of the Neapolitan-phlegraean territory that are more prone to the combined effects of the Vesuvius, Campi Flegrei and Ischia eruptions. Then we have the specific intention to verify the ability of maritime evacuation of the resident population

    Le grandi eruzioni Pliniane. Nuovi metodi e modelli in vulcanologia e loro applicazione all'Ignimbrite Campana ed al Tufo Giallo Napoletano.

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    Le grandi eruzioni pliniane (VEI 6) sono spesso caratterizzate da un'imponente colonna eruttiva sostenuta (h>25km) e dalla successiva messa in posto di correnti piroclastiche, espanse e turbolente. La distruzione procurata da questi eventi si rinnova costantemente, e ha sconvolto profondamente vaste regioni in epoca preistorica e storica: Toba, 70 mila anni fa; Santorini, 3500 anni fa; Vesuvio, 79 dC; Tambora 1815. Eppure, non esistono dei semplici modelli capaci di definire le aree di massimo impatto delle correnti piroclastiche, cioè le regioni dove le correnti hanno un comportamento erosivo; né dei metodi per il calcolo del volume dei depositi ignimbritici che permettano di definire la magnitudo dell'eruzione, a meno di non usare approssimative stime geometriche . Le principali difficoltà derivano dalla scarsa attenzione riservata agli effetti erosivi delle correnti rispetto ai meccanismi deposizionali e dalla irregolare distribuzione dei depositi ignimbritici, che sono fortemente controllati dalla paleomorfologia. Lo studio dei prodotti delle due più grandi eruzioni pliniane dell'area Campana: l'Ignimbrite Campana ed il Tufo Giallo Napoletano, ha permesso di sviluppare dei nuovi metodi e modelli per determinare quali sono i parametri che influenzano il comportamento erosivo delle correnti piroclastiche e per definire la magnitudo di un'eruzione. E' stato elaborato un nuovo metodo che consente, conoscendo il volume della cenere coignimbritica e la quantità di cenere risalita nell'atmosfera, di calcolare il volume dell'ignimbrite. Questo metodo è stato applicato all'Ignimbrite Campana, il cui volume stimato in letteratura varia di un ordine di grandezza, ed è compreso tra 30 e 500 km3. Inoltre, la ricostruzione della profondità e dell'andamento dell'erosione, alla base dei depositi di corrente piroclastica dell'Ignimbrite Campana e del Tufo Giallo Napoletano, ha permesso di definire quali sono i parametri che influenzano l???erosione e di proporre un modello generale di dinamica erosiva, fortemente dipendente dall'interazione con il substrato
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