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    Scusi... lei preferisce Dante o Petrarca? La letteratura italiana e i giovani d'oggi

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    Un viaggio tra gli orientamenti letterari e le predilezioni di due differenti categorie di studenti universitari a confronto (studenti del corso di Letteratura Italiana e immatricolati SSIS), finalizzato a conseguire empiriche rilevazioni sulla materia oggetto di studio (la letteratura italiana), tramite talune interrogazioni mirate soprattutto ad identificare gli autori (scrittori preferiti di varie epoche e vario genere) e gli strumenti letterari (libri, antologie, manuali utilizzati), rapportati ai differenti percorsi scolastici e alla specifica formazione universitaria degli allievi. Si offre dunque un interessante corpus di indicazioni di precipuo argomento letterario, tutto a prova di analisi, interpretazioni, valutazioni di diverso ordine e grado; che oltre alla proficua utilizzazione didattica ben si presta pure al tentativo di rinvenire idee, messaggi, giudizi su attuali tendenze ed orizzonti letterari (studi, letture, significatività culturale, ecc.). Un' occasione ulteriore, insomma, per gli italianisti di confrontasi su problematiche e snodi istituzionali, al fine di incrementare i significati e i valori della ‘questione’ letteraria e delle sue interne dinamiche

    La vita della scuola e la scuola della vita. Pirandello educatore

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    Che Pirandello abbia avuto un rapporto controverso col mondo della scuola è un fatto risaputo. Il suo profilo di maestro è ormai accertato, e ciò grazie a contributi specifici che hanno di volta in volta messo in luce la sua scarsa propensione per gli obblighi e le pressanti incombenze gravanti sul suo ruolo di professore. Ma tralasciando ogni considerazione riguardante certo suo lassismo scolastico, come pure le vacillanti presenze ai Consigli nonché l’uggia provata verso i colleghi, e valutando invece il contributo offerto nell’ufficio propriamente educativo-didattico, è innegabile che in tale ambito Pirandello abbia sempre denotato uno spiccato senso del dovere nell’ottemperanza agli obblighi formativi, muovendosi lungo un terreno di modernismo pedagogico-istruttivo, messo consapevolmente al servizio di una specifica platea di giovani fruitori (future insegnanti). In varie testimonianze documentarie risultano specifici accenni a un’esperienza didattica, facente leva sui presupposti di un metodo intuitivo e sperimentale, ancorata a una prassi anti-libresca e anti-meccanicistica, organizzata attorno all’espressione delle singole individualità degli allievi e sul rispetto del loro mondo interiore. Il tutto sempre uniformato all’intento di conseguire risvolti formativi pragmatici, validi cioè a innescare pratiche ricadute esistenziali. E nell’ottica dimostrativa di un’autentica vocazione pedagogica pirandelliana (ancora poco esplorata quando non addirittura negata) non meno interesse suscita tutta una giovanile produzione favolistica, dedicata espressamente ai ragazzi, esemplare caso di sconfinamento d’autore nei territori della gettonatissima letteratura per l’infanzia otto-novecentesca. Anch’essa sintomatica rivelazione, insomma, di come la vena pedagogica affiori visibilmente in molteplici circostanze dell’attività di Pirandello (cattedratica e non), che è possibile esaminare in relazione con i risvolti edificanti associati alla sua arte

    Su Andrea Mustoxidi epistolografo (con una lettera inedita a Vincenzo Monti e un'altra a Mario Pieri)

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    Il contributo documenta la prassi epistolare dell’erudito filologo di Corfù Andrea Mustoxidi (1785-1860), attivo in Italia nel primo quarto del XIX secolo. L’ispezione dei carteggi inediti del corfiota, custoditi presso le maggiori biblioteche italiane (da cui le due importanti lettere che si pubblicano per la prima volta indirizzate a Vincenzo Monti e a Mario Pieri), ha prodotto questo primo bilancio del suo radicamento nel tessuto culturale ottocentesco, nonché dell’influenza che fu in grado di esercitarvi con la sua poliedrica personalità. Personalità che attende ancora di essere adeguatamente valutata in sede critica

    Nino Pinto inedito poeta contemporaneo

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    Il contributo mira a ricostruire il profilo bio-bibliografico del colto poeta di origini salentine Nino Pinto, promuovendo una prima investigazione critica riguardante la sua poesia, caso emblematico di commistione tra brevità di soluzioni strofico-metriche e profondità di pensiero

    Recensione a Angelo Colombo, «I lunghi affanni ed il perduto regno». Cultura letteraria, filologia e politica nella Milano della Restaurazione. – Besançon, Presses Universitaires de Franche-Comté, 2007 (Annales Littéraires de l’Université de Franche-Comté, 817 – Littérature et histoire des pays de langues européennes, 75), pp. 291.

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    Recensione al volume di Colombo, che analizza la controversa cultura milanese e lombarda degli anni della Restaurazione e del preludio ai rivolgimenti politici degli anni Venti, epoca in cui emergono significativi contrasti tra i nostalgici richiami al recente passato bonapartista e i diffusi moti di riconversione all’indirizzo del governo restaurato. Si segnalano in particolare i sostanziali ruoli svolti da due emblematici interpreti dell'epoca, Ugo Foscolo e Vincenzo Monti, entrambi ugualmente partecipi, seppur con atteggiamento e spirito differente, alla temperie politica e culturale di quegli anni

    Recensione a GIUSEPPE ANTONIO CAMERINO, La persuasione e i simboli. Michelstaedter e Slataper, Napoli, Liguori, 2005

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    Recensione al volume di Giuseppe Antonio Camerino dedicato a due scrittori primo-novecenteschi dall’eclettica personalità e dalla spiccata individualità (Carlo Michelstaedter e Scipio Slataper) e fondato su taluni fondamentali snodi teorico-estetici della parabola letteraria dei due scrittori giuliani

    «Le vostre lettere mi riescono sempre care...». Spigolature del carteggio inedito Mustoxidi-Vieusseux (con appendice di quattro lettere)

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    Muovendo da una spigolatura del carteggio inedito che Andrea Mustoxidi tenne con Giovan Pietro Vieusseux negli anni 1825-1849, il saggio mira a inquadrare la figura dell’erudito filologo ellenico nella temperie storico-culturale italiana ottocentesca. Nato a Corfù il 6 gennaio 1785, il Mustoxidi giunse in Italia nel 1802, anno della sua iscrizione all’Università di Pavia, da cui prese avvio la sua formazione letteraria, svolta all’insegna del magistero di Vincenzo Monti. Durante il suo operoso soggiorno italiano, che si snoda lungo un arco cronologico di oltre un ventennio, facendo registrare le feconde tappe di Milano, Firenze e Venezia, egli intrattenne rapporti con i maggiori letterati del tempo (Vincenzo Monti, Ippolito Pindemonte, Niccolò Tommaseo, Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Giovan Pietro Vieusseux, ecc.), tradotti sempre in imprese collaborative di sicuro impegno e valore. La tracciabilità di quei legami è rinvenibile proprio dall’epistolario dello scrittore corfiota, punto di convergenza di un fitto reticolo di scambi culturali a oggi in massima parte inedito. Esso rispecchia in modo esemplare il carattere e la fisionomia del Mustoxidi, e soprattutto informa abbondantemente sugli interessi coltivati e le relazioni imbastite con i protagonisti dello scenario letterario coevo, nel cruciale periodo storico che dall’età napoleonica giunge all’epopea risorgimentale, passando attraverso la Restaurazione

    Nota a Giosue Carducci, Poesie (a cura di William Spaggiari)

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    La Nota riguarda l'edizione antologica di Poesie di Giosue Carducci, allestita da W. Spaggiari in concomitanza con il centenario della morte del poeta (1907). Essa mira a segnalare la serietà, l'elevata dose di accessibilità e la rara abilità divulgativa della proposta critica del curatore; che risulta nel complesso funzionale a promuovere nuovi approcci e rinnovati interessi verso l'opera lirica del poeta di Valdicastello, le cui quotazioni appaiono ancora oggi in deciso ribasso nel consolidato canone letterario, per effetto soprattutto di una manualistica scolastica sostanzialmente avara, rispetto al passato, nei confronti di quel glorioso esempio di poesia nazionale

    L’improvvisatrice Giannina Milli a Lecce (1854-1855)

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    Il saggio ricostruisce per la prima volta le vivaci fasi del soggiorno leccese e salentino dell'improvvisatrice teramana Giannina Milli (1825-1888), alla luce di inedite fonti e testimonianze documentarie dell'epoca

    "Cittadini di mente e di cuore". Istanze educative nella letteratura italiana dell'Otto-Novecento (Castromediano, Pirandello, Deledda)

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    Il volume concorre ad arricchire e a integrare quello che è stato, nel generale fervore educativo della stagione che precede e segue l’Unità d’Italia, il contributo offerto dalla letteratura in termini di edificazione delle coscienze. Vi si racchiudono saggi convergenti nella delineazione di problematiche educative, ascrivibili all’esperienza d’interpreti otto-novecenteschi (S. Castromediano, L. Pirandello, G. Deledda) sensibili all’impellenza di un’operazione culturale che fungesse da traino e da catalizzatore delle coscienze italiane, su presupposti identitari e di progresso civile e morale
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