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Centrality of the Concept of Representation in Sociotherapy
“Representation” is a relevant concept in many scientific disciplines, from linguistics to social psychology, but in sociotherapy, a branch of sociology dedicated to the intervention on individuals in situations of addiction or hardship of social origin, it becomes absolutely central. There are different approaches to sociotherapy, from the original one of Rudolf Steiner (1924), to those of Marshal Edelson (1970) and John Stuart Whiteley (1986), but it is the more recent one of Leonardo Benvenuti (2002) to fully integrate the concepts of “culture,” “discourse” and “representation.” This author, underlining the limited range of psychoanalysis, focuses his idea of therapy both on “culture,” interpreted as identification of the peculiar form of psychological organization of the patient as precondition to any intervention, and on “discourse” as method of interaction based on a dialogue supported by the phenomenological tool of “empathy.” The whole dialogue between the therapist and the patient is aimed to reach a complete knowledge of the system of “representations” of the latter. Benvenuti defines a “representation” as the combination of a cognitive element, the “image,” and an affective element, the “affective investment.” He looks for the roots of hardship or addiction in one or more “representations” of the patient, and this is the reason why they always must be unveiled and investigated. Only the successful intervention of the therapist on these representations and their correction in a desirable way may ensure the patient the acquisition of the needed level of autonomy and therefore the success of therapy
Ricerca sociale e qualità organizzativa: la conferenza di Rotterdam
Tra gli elementi emersi dallo scambio di esperienze, idee e progetti che ha avuto luogo tra i rappresentanti delle pubbliche amministrazioni in occasione della “3^ Conferenza sulla qualità nelle PA degli Stati Membri dell’Unione Europea”, tenutasi a Rotterdam nel 2004, è sicuramente la grande diffusione di metodi e tecniche propri della ricerca sociale, considerati essenziali strumenti per la qualità organizzativa, all’interno delle prassi operative del settore pubblico non solo in America, ma anche in molte realtà del nostro continente, di più o meno consolidata tradizione amministrativa, mentre l’Italia sembra trovarsi ancora molto lontana da questo standard. Nel saggio vengono presentati tre casi di studio, oggetto di altrettante relazioni alla conferenza di Rotterdam, in cui l’impiego di tali metodi e tecniche costituisce un passaggio fondamentale. Il primo caso viene dagli Stati Uniti ed è quello dell’American Customer Satisfaction Index (ACSI), sofisticato strumento di rilevazione che stabilisce una diretta connessione tra le modalità organizzative dell’ente erogatore del servizio, la soddisfazione dell’utenza e i risultati di gestione, elaborato dagli esperti dell’Università del Michigan unitamente a quelli del Federal Consulting Group. Il secondo è il rivoluzionario sistema regolatore delle attività ispettive della National Food Administration svedese, che riesce a ridurre il carico amministrativo di tali attività, sostituendo le altrimenti inevitabilmente disomogenee e prolisse relazioni degli ispettori con una check list strutturata, preventivamente resa nota agli enti destinatari delle ispezioni, che sono così messi perfettamente a conoscenza degli elementi critici il cui stato gli ispettori andranno a verificare, con la garanzia altresì di risultati immediatamente fruibili e trasparenti. Il terzo caso è quello della Polizia della Repubblica Ceca, la quale, nell’esigenza di riformarsi all’indomani dello scioglimento della Cecoslovacchia, e di rompere in modo netto con un passato segnato dalla lunga appartenenza al blocco sovietico, ha scelto il benchmarking, prendendo come modello una delle realtà più avanzate dell’Europa occidentale: la Polizia olandese
La partecipazione del Ministero dell’Interno al Programma “Cantieri”
Il saggio descrive gli apporti del Ministero dell’Interno allo sviluppo delle iniziative di ricerca del Programma “Cantieri” del Dipartimento della Funzione Pubblica dal 2002 al 2006. Nel 2002 il Ministero ha aderito con altre dieci pubbliche amministrazioni al Laboratorio sul benessere organizzativo e realizzato una prima indagine survey sul tema, in due Prefetture UTG, un Ufficio di diretta collaborazione del Ministro e due Direzioni Centrali del Ministero. Nell’edizione 2003-04 la partecipazione si è accresciuta, con la costituzione di due gruppi tecnico-scientifici di ricerca, il Cantiere d’Innovazione sul clima ed il benessere organizzativo ed il Laboratorio di Sociologia del Ministero dell’Interno, attraverso l’impiego e la valorizzazione di professionalità interne, soprattutto psicologiche e sociologiche. Sono stati inoltre adottati un sistema di rilevazione in grado di trasferire i dati delle risposte ai questionari attraverso schede a lettura ottica sul software specialistico SPSS 11.0 e un formato standard di rapporto di ricerca. Tali innovazioni hanno consentito l’estensione dell’indagine a diverse Prefetture-UTG sul territorio nazionale ed all’intero Dipartimento dei Vigili del Fuoco, della Difesa Civile e del Soccorso Pubblico. L’edizione 2004-05 ha visto l’affermazione di un modello consolidato di ricerca-intervento articolato su tre fasi, la prima di ricerca quantitativa, con la somministrazione del questionario di tipo OHQ (Organizational Health Questionnaire) e lo svolgimento di analisi monovariate, bivariate e multivariate (analisi in componenti principali); la seconda fase di ricerca qualitativa con interviste semi-strutturate o in profondità, ovvero focus groups, family groups e storie di vita; la terza fase, di intervento, con una lettura integrata dei risultati della ricerca quantitativa e qualitativa con una serie di strumenti appositamente progettati: la gerarchia delle dimensioni, il repertorio degli interventi e la scheda degli interventi, per giungere infine ad una progettazione di interventi di cambiamento con approccio metabletico, effettuando proposte e offrendo sostegno da un punto di vista tecnico, ma lasciando ogni decisione effettiva al vertice, con l’individuazione di un agente di cambiamento e di un programma di interventi condivisi dalla dirigenza e dal personale di ciascuna unità organizzativa. Nelle attività di ricerca del Ministero dell’Interno nell’ambito del Programma “Cantieri”, coordinati dalla psicologa Barbara Nardi e dall’autore del saggio, hanno lavorato circa trenta tra sociologi, psicologi ed altre professionalità (comunicatori, analisti di organizzazione, ecc.) e sono state intervistate o comunque coinvolte più di duemila unità di personale dipendente
Disposizioni del prefetto Gaspari circa il comportamento degli impiegati di Prefettura (1808, Macerata)
L'introduzione a questo documento storico evidenzia come il documento cartaceo sia uno strumento che consente di fissare il pensiero dell'uomo nel tempo e insieme l'artefatto di una determinata cultura, storicamente situata, che ne riproduce spesso gli aspetti più superficiali, ma costituisce altresì, al di là del suo significato letterale, la sola base empirica che ci consente per induzione di ricostruirne i valori e gli assunti impliciti ai livelli più profondi
L’attività delle conferenze permanenti presso le Prefetture-UTG nel triennio 2002-2004. Rapporto di ricerca
Il saggio rende conto della ricerca svolta, su richiesta del Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, dal Laboratorio di Sociologia del Ministero dell’Interno sulle attività e l’impatto di un organismo collegiale di nuova istituzione, le Conferenze Permanenti presso le Prefetture-UTG, fondamentale strumento operativo costituito al fine di promuovere l’implementazione e la messa a regime delle innovazioni relative alle recenti riforme della PA e per incidere e dare risposte efficaci alle problematiche del territorio. Per la ricerca ci si è valsi della costruzione di una matrice casi per variabili e del trattamento statistico dei dati con il software specialistico SPSS 11.0, ove i casi sono le 102 Prefetture-UTG sul territorio nazionale, e le variabili proprietà ritenute rilevanti, rilevabili da un punto di vista quantitativo. Le conclusioni che si sono potute trarre sono che dopo un avvio inizialmente faticoso, l’istituto della Conferenza Permanente si sta affermando sempre più come punto di riferimento di una rete di attori sociali e istituzionali in grado di operare non solo sulle tematiche dell’ammodernamento e della riforma della PA , ma anche, in misura crescente, per mettere in comune risorse ed obiettivi in progetti rivolti a specifiche problematiche del territorio; per taluni aspetti, le CP tendono a funzionare meglio in alcune regioni, anche se ciò appare dovuto più a motivi di carattere contingente, che non a fattori di carattere strutturale o culturale; inoltre le CP risultano essere più attive in alcune tipologie di contesto, piuttosto che non in altre. Ma il dato che più rileva è che in relazione alla maggiore o minore attività delle CP risultano determinanti alcuni fattori di solito importanti nelle organizzazioni “preburocratiche”, legati in particolare alle persone: l’identità del Prefetto titolare innanzitutto, al mutare della quale le performance variano drasticamente, e in secondo luogo, l’efficienza e la motivazione della “tecnostruttura” costituita dai suoi più diretti collaboratori. Vengono quindi effettuate delle proposte per sostenere lo sviluppo dell’istituto coerenti con questi risultati ed orientate a privilegiare momenti di socializzazione, trasformazione cognitiva e condivisione dei modelli operativi, soprattutto ai vertici
Il sostegno dell’Amministrazione dell’Interno al Programma Cantieri del Dipartimento della Funzione Pubblica
Il Programma “Cantieri”, avviato nel 2001 dal Ministro della Funzione Pubblica Franco Frattini per accelerare e dare concretezza ai processi di innovazione nelle pubbliche amministrazioni, costituisce un importante salto di qualità rispetto alle precedenti iniziative, in quanto si basa sulla convinzione che “dopo gli anni delle leggi, il dire deve diventare un fare”. L’intento è di incidere direttamente nelle prassi operative delle pubbliche amministrazioni, favorendo l’acquisizione della conoscenza e l’introduzione a regime di strumenti di gestione innovativi, attraverso una fase di apprendimento e sperimentazione guidata degli stessi. Il Ministero dell’Interno, che già è stato partner di altre iniziative del Dipartimento della Funzione Pubblica, come il Progetto Finalizzato “Ripensare il Lavoro Pubblico”, nel quale ha partecipato al Laboratorio Ministeri, ha inteso assicurare sin dall’inizio la propria adesione, con la partecipazione a due Laboratori, dedicati rispettivamente alle tematiche della customer satisfaction e del benessere organizzativo. In particolare, l’impegno del Ministero dell’Interno nell’ambito di quest’ultimo Laboratorio, coordinato dalla Cattedra di Psicologia del Lavoro della Facoltà di Psicologia 2 dell’Università “La Sapienza” di Roma, consiste in una partnership tra questa, altre otto amministrazioni e l’Ufficio Innovazione e Progettualità del Ministero, finalizzata alla messa a punto di un questionario idoneo a rilevare il benessere organizzativo negli ambienti di lavoro pubblici, alla somministrazione del predetto strumento in apposite ricerche psico-sociali nell’ambito di unità organizzative centrali e periferiche dell’Amministrazione ed all’analisi dei dati di tali ricerche per perseguire obiettivi di miglioramento. L’adesione del Ministero dell’Interno al Programma “Cantieri” si colloca in un articolato “frame” di iniziative, volte a sostenere specifiche strategie, oltre che i recenti cambiamenti nella struttura organizzativa, che viene dettagliatamente illustrato nel saggio
Notifica dell'avviso di convocazione per la dichiarazione di fallimento e difesa dei soci
La sentenza in commento, Tribunale di Bologna 22 gennaio 1991, stabilisce che nessuna eccezione formale può essere sollevata da un soggetto in relazione alla notifica eseguita nei suoi confronti quando questi si sia presentato all'udienza innanzi al giudice relatore, difendendosi oralmente o depositando memorie difensive. Inoltre, che le violazioni del diritto di difesa devono essere eccepite in sede di istruttoria pre-fallimentare e tale diritto si ritiene comunque garantito quando il debitore è stato in grado di conoscere l'iniziativa assunta e di difendersi relativamente ad ogni elemento decisivo al fine dell'instaurazione della procedura concorsuale. La notifica eseguita nei confronti di una società è correttamente eseguita se effettuata presso la sede sociale risultante dalla certificazione della cancelleria commerciale e, per quanto riguarda le persone dei soci, la residenza anagrafica ha valore presuntivo e il suo trasferimento non è opponibile ai terzi di buona fede, se non è stato denunciato nei modi previsti dalla legge
Gli Stati della ex Repubblica Federale di Jugoslavia
Il 4 febbraio 2003 il parlamento di Serbia e Montenegro ha sancito lo scioglimento della Repubblica Federale di Jugoslavia, dando luogo all’ultimo atto di un processo di disgregazione durato più di un decennio e segnato da tensioni e tragici conflitti. Oggi si guarda al futuro nella duplice prospettiva della stabilizzazione dell’area balcanica negli assetti politici ed amministrativi dei nuovi Stati e della sua graduale integrazione nell’Unione Europea. Nella prima parte del saggio si analizzano nel dettaglio le caratteristiche geopolitiche dell’area, a cominciare dal processo di stabilizzazione dei Balcani Occidentali dopo i conflitti jugoslavi e la crisi albanese, uno dei più importanti banchi di prova delle politiche europee di sicurezza e gestione delle crisi, rispetto delle frontiere e cooperazione giudiziaria, alle strategie e strumenti di integrazione nell’Unione Europea, ai talora difficili rapporti intercorrenti tra quest’ultima e gli Stati Uniti. La seconda parte del saggio è dedicata alla situazione in ciascuno dei meno pacificati tra gli Stati successori della ex Repubblica Federale di Jugoslavia: la Bosnia- Erzegovina, retta tuttora dal sistema costituzionale complesso, artificioso ed estremamente fragile approvato sulla base degli accordi di Dayton, che prevede la convivenza di due entità in un solo Stato; la Repubblica Ex Jugoslava di Macedonia, teatro di una forte polarizzazione tra una maggioranza etnicamente slava ed una aggressiva minoranza albanese; lo Stato comune di Serbia e Montenegro, costituito da due Repubbliche e due Regioni Autonome, Vojvodina e Kosovo, in cui a emergere è un processo di disgregazione ancora in corso, nella probabile direzione di tre entità statuali indipendenti, dai confini e dal futuro quanto mai incerto
I prefetti e la grande guerra 1915-18
Questo saggio storico riporta l’esito di una complessa ricerca effettuata su innumerevoli documenti originali di tutto il periodo della grande guerra 1915-18, soprattutto materiale informativo e corrispondenza tra i prefetti in sede, i comandi militari e le amministrazioni centrali, custoditi presso l’Archivio di Stato. Quel che ne è emerso è un quadro sorprendente, non solo riguardo alla capacità di iniziativa ed elevata efficienza dell’intera macchina statuale dell’epoca, ma soprattutto per il ruolo di motore svolto in essa dai prefetti. In particolare, durante il tempo di guerra i prefetti non solo sono stati indiscussi punti di riferimento per autorità e comunità delle rispettive provincie, ma hanno disimpegnato in prima persona innumerevoli attività, coinvolgendo a fondo i rispettivi territori nello sforzo bellico. I settori in cui si è dispiegata principalmente l’azione dei prefetti sono oggetto ciascuno di uno dei tre capitoli del saggio: la mobilitazione civile, la difesa civile e lo spirito pubblico. Dal gran numero di fonti analizzate è infatti emerso che accanto ad una guerra combattuta contro il nemico sugli altipiani e nelle trincee, ve ne fu un’altra parallela, più oscura, ma non per questo meno determinante per l’esito del conflitto, combattuta ogni giorno nelle città e sul resto del territorio nazionale, diretta ad assicurare la salvaguardia del sistema produttivo, l’ordine pubblico, le difese da attacchi navali e aerei, l’accantonamento e la distribuzione dei rifornimenti, la prevenzione di azioni di spionaggio e di sabotaggio, il soccorso e l’assistenza ai profughi dai territori invasi, la continua opera di propaganda a sostegno del morale dei cittadini. Una guerra per la tenuta del fronte interno di cui, con tenacia, coraggio e determinazione, i prefetti seppero tenere in ogni momento saldamente le fila
Caratteristiche del disegno sperimentale e dei micro esperimenti
I disegni sperimentali, di cui si passano in rassegna le principali caratteristiche, sono poco praticati nella ricerca sociale, sia per motivi di costo e complessità, che legati alla particolarità dell'oggetto di studio, costituito da gruppi umani, dato che implicano una manipolazione idealmente illimitata delle variabili. Soprattutto in campo pedagogico, si mostrano preferibili i disegni di natura quasi-sperimentale, dotati di un maggior grado di realizzabilità, in cui la manipolazione delle variabili è controllata, i gruppi di soggetti non sono casualizzati in fase di campionamento e si avanzano ipotesi limitate alla sussistenza di un nesso relazionale tra le variabili di tipo associativo. Nella ricerca condotta dal gruppo di studio dell'Università "Sapienza" di Roma ci si è orientati pertanto verso la progettazione di un disegno quasi-sperimentale articolato in micro esperimenti con gruppi sperimentali e gruppi di controllo costituiti all'interno di ciascuna classe delle scuole materne private partecipanti, al fine di osservare se e come l'introduzione dell'ausilio delle app nello svolgimento di progetti didattici già rientranti nei programmi di insegnamento modificasse l'apprendimento e lo sviluppo dell'intelligenza intuitiva e spazio-motoria , nonché delle competenze linguistiche e socio-relazionali dei bambini di quattro e cinque anni di età. Si è previsto che il protocollo formativo sperimentale dovesse essere implementato dalle educatrici, con il supporto attivo della figura di un media educator nella fase di introduzione delle app e dei tablet e di un osservatore come analista non partecipante con il compito di monitorare il processo con strumenti di rilevazione progettati preliminarmente e produrre report sintetici di ciascun incontro.The experimental research schemes, of which the main features are summarized, are scarcely used in the field of social research, both for reasons of costs and complexity, and of the object of study, groups of human beings, because they imply a virtually unlimited manipulation of variables. Especially in the pedagogic field, quasi-experimental schemes of research are considered preferable, because more feasible, where the manipulation of variables is controlled, the groups of subjects are not completely randomized and hypothesis are limited to the covariation between variables. In the research of the Group of Rome "Sapienza" university a quasi-experimental research scheme was selected, articulated in micro-experiments with experimental and control groups composed within every class of the participant private infant schools, to observe if and how the introduction of apps could modify the Learning process and the development of intuitive and spacial intelligence, and of linguistic and socio-relational skills of four and five years old children. The implementation of the experimental trainining protocol was committed to the Teachers, with the active support of a figure of media educator for the phase of introduction of apps and tablets, and of an observer working as external analist, with the task of monitoring the process with already projected relevation tools and to produce reports of every session meeting
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