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    Concorso di idee per la valorizzazione della piazza della chiesa e dell'area ex Enel presso il Comune di Grosio in Valtellina (SO)

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    Il progetto d’area, è l’occasione per connettere all’interno di un disegno unitario le parti del paese. Il nuovo edificio, che ospita nei due corpi la palestra e la sala conferenze, è la cerniera di tutto il sistema degli spazi aperti che connettono il nucleo antico alla piazza della chiesa e al cimitero. La modifica della quota di campagna, pari alle quote circostanti, permette di unire gli spazi antistanti la nuova palestra con il parco pubblico a nord. Il fronte Ovest, verso il fiume, è pensato come un vero landmark, un lungo segno lineare capace di rivelare il nuovo centro civico anche alla vista veloce delle automobili in transito sulla statale dello Stelvio

    Una cantina nel bosco sulla sabbia

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    LAUREA MAGISTRALEQuesto lavoro consiste nella concezione di una cantina. Il progetto si trova in Francia, a 40 chilometri di distanza di Parigi al Sud. Da circa 200 anni, dopo l'epidemia di philoxerra, le vite sono scomparite di questa zona. L'ambito del progetto e di reintrodurre una vite in questo posto. Essendo un progetto innovativo e vicinissimo di Parigi, l'obiettivo sarà anche di accogliere i visitatore. Quindi il progetto architettonico doveva entrambi creare le migliore condizione per fare il vino e offrire un bel spazio al servizio del esperienza dei lavoratori e visitatori. Tra le caratteristiche del sito, ho scelto di accordare un attenzione particolare alla bellezza del bosco circostante e anche alla particolarità del suolo costituito di sabbia.This work deals with the conception of a winery. The project is located in France, 40 kilometers in the south direction from Paris. For about 200 years since the philoxerra epidemic, the vines have disappeared from Paris surroundings. This project aims to reintroduce a vine in this ancient grape's cultivation area. Due to its innovative aspect and its proximity to Paris, the aim of the project is also to welcome the visitors. Thus, the architectural project had to combine the necessity to provide the best conditions for the wine making process and to enhance the visitor experience. Among the characteristics of the site, I considered the beautiful natural forest surrounding and the sand constitution of the soil as two key components of the context I chose to bring great attention to in the conception process

    Observatory houses. Interni senza fine

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    LAUREA MAGISTRALEQuesta tesi nasce da un concorso indetto da YAC, Young Architects Competitions, per la progettazione di una residenza-osservatorio nell'area del suggestivo castello di Roccascalegna, in Abruzzo. Dallo studio e analisi del contesto è emerso che Roccascalegna è inserita in un sistema più ampio legato al turismo dei borghi medievali. La nostra proposta prevede lo sfruttamento di questo tipo di turismo, implementandolo e puntando ad una determinata tipologia di utenza. Un’utenza itinerante interessata alla scoperta del territorio, limitrofo e non solo, con soggiorni di durata medio-breve e con interessi paesaggistici e storico culturali. Il paesaggio, composto da un’alternanza di vegetazione alta e fitta ad un paesaggio agricolo, rende Roccascalegna un posto molto interessante dove poter riconciliare il rapporto tra uomo e natura. L’intervento progettuale cerca di instaurare con la natura esistente una dialettica di rispetto e riconciliazione con essa. Le doti già intrinseche nel paesaggio rendono Roccascalegna adatta alla formazione di spazi meditativi, dove poter recuperare una dimensione intima attraverso la contemplazione degli astri favorita dal poco inquinamento luminoso dell’area e dall’accurata progettazione degli spazi architettonici.This thesis starts from an architectural competition announced by YAC, Young Architects Competitions, in order to design a series of observatory houses in the stunning castle of Roccascalegna, located in Abruzzo, Italy. From the studies and the analysis of the context, Roccascalegna appears to be in a larger system of medieval villages’s tourism; our proposal is based on the exploitation of this kind of tourism, to augment and focus on a specific target.The travelers interested in discovering the territory, not only the ones nearby, with short-medium period of staying and curious about landscapes or/and historic buildings. The panorama, composed of an alternance of wild vegetation and agricultural fields, makes Roccascalegna a remarkable place where everyone can reconcile himself with nature. The qualities already owned by the landscape make Roccascalegna appropriate to offer meditative spaces, in order to recollect the inner dimension through the contemplation of the stars and the accurate planning of the architectural spaces

    Progetto di edificio multifunzionale all'interno del complesso scolastico Belvedere, Losanna

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    LAUREA MAGISTRALEGli edifici scolastici nel Cantone di Vaud tra il 1920 e il 1975 testimoniano l’evoluzione della rappresentazione istituzionale nella società e il cambiamento degno di nota nella configurazione dei modelli scolastici, dalla ricerca di soluzioni nuove fortemente sostenute da una politica attiva del concorso pubblico. L’attenzione al dibattito pedagogico e la ricerca condivisa sul linguaggio architettonico, sono gli elementi cardine di un costruire che sappia coniugare le esigenze educative in un territorio dalle particolari condizioni orografiche e culturali. In questo contesto, nel corso di tutto il secolo XX, la storia dell’architettura scolastica riesce a leggere le evoluzioni economiche, demografiche. Una storia di numerosi successi e fallimenti, nel bilanciare l’offerta scolastica all’aumento di popolazione significativo ma discontinuo registrato dalla città. In risposta ad una nuova necessità di ampliamento, il complesso scolastico Belvédère (che copre oggi una fascia d’età dai 5 ai 16 anni) prova ad investire su una struttura che raccolga servizi e attività a supporto delle necessità dei diversi livelli di istruzione, e nel contempo si rivolga anche alla comunità cittadina esterna all’istituzione. Il progetto presentato si basa sulle disposizioni del concorso di progettazione bandito dalla scuola insieme con la città.The school buildings in the canton of Vaud between 1920 and 1975 testify to the evolution of the institutional representation in society and the noteworthy change in the configuration of school models, from the search for new solutions strongly supported by an active public competition policy. The attention to the pedagogical debate and the shared research on architectural language, are the key elements of a building that knows how to combine educational needs in a territory with particular orographic and cultural conditions. In this context, throughout the twentieth century, the history of scholastic architecture is able to read economic and demographic trends. A history of numerous successes and failures, in balancing the school offer with the significant although growth registered by the city. In response to a new need for expansion, the Belvédère school complex (which now covers an age group of 5 to 16) tries to invest in a structure that collects services and activities to support the needs of different levels of education, and at the same time, it also applies to the city community outside the institution. The presented project is based on the provisions of the design competition banned by the school together with the city

    Interior urbanism. International congress center Berlin revisited

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    LAUREA MAGISTRALEQuesto lavoro di ricerca propone un’ipotesi di riconversione dell’International Congress Centre di Berlino (ICC Berlin), edificio rimasto in attività per trentacinque anni, dal 1979 al 2014, come primo centro congressi europeo. Progettato neglia anni sessanta, costruito negli anni settanta, l’ICC inizia la sua attività negli anni ottanta, grazie alla meticolosa progettazione degli architetti e coniugi tedeschi Ralf Schüler e Ursulina Schüler-Witte e alla collaborazione di un centinaio di professionisti tra architetti ed ingenieri. L’edificio, situato nella zona fiera di Berlino ovest nel distretto di Charlottemburg-Wilmersdorf, misura 320m in lunghezza, 80m di profondità ed è alto circa 40m. Avente una superficie di più di 200.000mq può inoltre contenere allo stesso tempo circa 14.500 persone, divise in circa 80 tra sale conferenze e stanze. L’ICC è in particolar modo situato tra gli svincoli autostradali A100 e A115.4°, la linea S-Bahn nonché anello urbano ferroviario, e la tangenziale che raccorda l’autostrada alla città. L’ICC è ad oggi contaminato da amianto e reputato alla sua chiusura come non più funzionale; è stato dunque costruito ed inaugurato pochi mesi dopo la sua terminata attività, un nuovo centro congressi a qualche centinaia di metri di distanza. Questo grande UFO-camaleonte dall’aspetto futurista, così soprannominato dalla popolazione tedesca, rimane comunque uno dei più grandi simboli iconici dell’architettura del tempo, monumento incontrastato della Berlino ovest di oggi e immagine d’identità del quartiere e della città stessa. Il progetto di tesi si pone dunque come obiettivo la riconversione di questo grande edificio-contenitore, partendo dalla convinzione che esso debba essere considerato come parte integrante della città, data la sua enorme scala, i suoi grandi spazi, le infinite possibilità di migliorare la qualità della vità del quartiere di Charlottemburg. Alla base del progetto, uno svariato programma multifunzionale e un collage di atmosfere e paesaggi interiori, che riportano la grandezza del centro congressi, intesa come carattere tipologico, ad una scala umana e ad una nuova socialità. Ad un ampio apparato commerciale si affiancano numerosi atelier, un teatro, una biblioteca e un museo d’arte contemporanea; sono inoltre presenti delle abitazioni temporanee di diverse tipologie ed un grande playground urbano in copertura, punto di ritrovo e svago

    RECOnstruction. Ricostruzione accessibile del rifugio Gingerino-Montefalcone e prospettive di azione sul territorio di Recoaro Mille

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    LAUREA MAGISTRALERecoaro Mille, è una località montana in provincia di Vicenza situata nell’alta valle dell’Agno sul fondo di una conca chiamata Conca di Smeraldo ai piedi delle famose “Piccole Dolomiti”. La località è stata riconosciuta fino ad oggi solamente per un turismo prettamente invernale grazie al comprensorio sciistico presente, ma in questi ultimi anni l’innalzamento delle temperature non ha garantito un innevamento naturale per periodi prolungati durante la stagione invernale e nemmeno la sopravvivenza del comprensorio contando sui finanziamenti per l'innevamento artificiale. Questo ha messo in seria discussione, oltre che l’industria dello sci soprattutto a quote relativamente basse, anche il mantenimento del rifugio stesso. Per ovviare a questo problema alcuni comprensori sciistici hanno cominciato a variare la propria offerta convertendo in parte le proprie attività adattandole a funzioni anche estive, dando così la possibilità alle strutture riservate al solo periodo sciistico di essere usufruite anche per periodi prolungati e/o per tutto l'arco dell'anno. Per un possibile riutilizzo di questi spazi anche nei mesi estivi è necessario però rivolgersi anche ad un pubblico diverso: un turismo meno massivo e industriale ma più locale, più lento e più aperto a tutte quelle categorie di persone a cui di solito questi spazi non sono facilmente raggiungibili. Questo progetto tratta quindi la ricostruzione accessibile del Rifugio Gingerino-Montefalcone, punto di arrivo di una seggiovia e di sentieri provenienti da diverse direzioni . La sua finalità è principalmente quella di rivalutare la splendida collocazione del rifugio concentrandosi sulla sua accessibilità, attualmente non valutata nella struttura esistente. Il Rifugio è situato proprio nella cresta di divisione tra la vallata dell’Agno e quella Chiampo ed è accessibile tramite una seggiovia, un sentiero dalla valle dell’Agno, uno dalla valle del Chiampo e tramite mezzi fuoristrada che possono percorrere il sentiero pedonale . Questo sentiero è inoltre percorribile anche da mountainbike e da persone con disabilità tramite carrozzine 4x4 e carrozzine joelette. Il Rifugio così riprogettato potrà ospitare famiglie, bambini, persone con disabilità e fornire spazi per attività simili a quelle gestite da Dynamo Camp e da Dolomiti Accessibili, nonché potrà essere utilizzato come luogo di ritrovo per gruppi, scuole e sessioni di team building. Dalla struttura del Rifugio inoltre, tramite un facile e panoramico sentiero, è raggiungibile Malga Campetto e i resti archeologici di Sella del Campetto e Cima Marana, che possono fornire un ottimo incentivo storico/naturalistico anche per l'organizzazione di attività educative delle scuole primarie o di associazioni. Il progetto di ricostruzione del rifugio sfrutta in parte lo storico comprensorio sciistico esistente per creare e sviluppare un utilizzo del luogo in tutti i 365 giorni dell'anno, creando una nuova e attuale realtà nel contesto delle Piccole Dolomiti e nella località di Recoaro Mille, dando la possibilità alle persone di qualsiasi età e condizione fisica di poter vivere e apprezzare questa meravigliosa finestra sulle Piccole Dolomiti e sulla vallata.Recoaro Mille, is a mountain resort in the province of Vicenza located in the upper Agno valley on the bottom of a basin called Conca di Smeraldo at the foot of the famous Little Dolomites. The resort has been recognized until today only for winter tourism thanks to the present ski area, but in recent years the increase in temperatures has not guaranteed a natural snowfall for prolonged periods during the winter season and not even the survival of the district counting on funding for artificial snow. This has put in serious discussion, as well as the ski industry especially at relatively low altitudes, also the maintenance of the hut itself. To overcome this problem, some ski resorts have begun to vary their offer by partially converting their activities, adapting them to summer functions, thus giving the possibility to the structures reserved for skiing only to be used even for long periods or for all the year. For a possible reuse of these spaces even in the summer months it is necessary to also address a different public: a less massive and industrial tourism but more local, slower and more open to all those categories of people who usually these spaces are not easily accessible. This project therefore deals with the accessible reconstruction of the Gingerino-Montefalcone hut, the point of arrival of a chair lift and of paths coming from different directions. Its purpose is mainly to re-evaluate the splendid location of the mountain hut focusing on its accessibility, currently not evaluated in the existing structure. The Gingerino-Montefalcone hut is located right on the dividing ridge between the Agno and Chiampo valleys and is accessible via a chair lift, a path from the Agno valley, one from the Chiampo valley and via off-road vehicles that can cross the footpath. This trail can also be used by mountain bikers and people with disabilities through 4x4 wheelchairs and joelette wheelchairs. The building so redesigned will accommodate families, children, people with disabilities and provide space for activities similar to those managed by Dynamo Camp and Dolomites Accessible, and can be used as a meeting place for groups, schools and team building sessions. From the new hut, through an easy and panoramic path, you can reach Malga Campetto and the archaeological remains of Sella del Campetto and Cima Marana, which can provide an excellent historical / naturalistic incentive for organizing educational activities of primary schools or associations. The reconstruction project exploits the historical existing ski area to create and a new and current reality in the context of the Little Dolomites and in the locality of Recoaro Mille, giving the possibility for people of any age and physical condition to be able to live and appreciate this wonderful window on the Little Dolomites and on the valley

    Scuola per artigiani Venezia

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    LAUREA MAGISTRALEQuesta tesi nasce da un concorso di idee per una "Scuola degli artigiani del domani". Questo progetto tiene conto delle richieste interne al bando, cercando di adeguarsi formalmente e tramite i materiali al contesto veneziano.This thesis begins from a contest in Venice. It was a call for ideas for a "new school for the artisans of tomorrow". The project has been developed within the requests of the contest trying to adapt itself to the difficult venetian contex

    Paesaggi rigenerativi : un nuovo centro di conservazione della biodiversità per il Mediterraneo

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    LAUREA MAGISTRALELa tesi ha l'obiettivo di restituire all'Istituto di Bioscienze e Biorisorse di Bari un nuovo centro di conservazione della biodiversità; un progetto che vuole integrare le funzioni indispensabili per la salvaguardia del patrimonio agro-genetico dell'intero bacino Mediterraneo. Il progetto indaga la possibilità di riposizionare e ripensare il centro IBBR attraverso un complesso aperto di strutture leggere in grado di inserirsi nel paesaggio, intrecciando tecnologia e tradizione, ricerca scientifica e e salvaguardia dell'ambiente, un punto di riferimento e rigenerazione nel panorama della conservazione del germoplasma. Il Centro da decenni si trova in uno stato di precarietà ed incertezza che non solo caratterizza le sue strutture, ma rende complessa qualsiasi attività di ricerca e sviluppo, trasformandosi di fatto in un limite al potenziale umano e scientifico che contiene; un serbatoio in grado di racchiudere e sintetizzare una condizione preoccupante e frequente nel mondo delle strutture pubbliche: un generale disinteresse per la ricerca e la salvaguardia della biodiversità, il simbolo di uno stereotipo. La tesi propone di risolvere questa condizione attraverso un progetto nella zona di Valenzano, poco distante dalla città di Bari e da sempre luogo di riferimento dell'IBBR per le fasi di coltivazione e rigenerazione dei semi conservati. L'idea è costituita da una serie di strutture leggere, aperte e permeabili, potenzialmente reversibili e capaci di adattarsi ai cambiamenti del centro, alle necessità dei ricercatori e ad un clima in perenne mutamento; un'architettura fatta di componenti, in grado di trasformarsi in una piattaforma espandibile o scalabile fino a confondersi nel paesaggio. Un modello in grado di raccontarci un futuro per Bari come ponte genetico tra occidente ed oriente, sud e nord del Mediterraneo.The thesis aims to return to the Institute of Biosciences and Bioresources in Bari a new biodiversity conservation center; a project that seeks to integrate the functions essential for the preservation of the agro-genetic heritage of the entire Mediterranean basin. The project investigates the possibility of repositioning and rethinking the IBBR center through an open complex of light structures capable of fitting into the landscape, interweaving technology and tradition, scientific research and and environmental protection, a point of reference and regeneration in the panorama of germplasm conservation. For decades, the Center has been in a state of precariousness and uncertainty that not only characterizes its facilities, but also makes any research and development activity complex, effectively turning into a limitation to the human and scientific potential it contains; a reservoir capable of encapsulating and summarizing a worrisome and frequent condition in the world of public facilities: a general disinterest in research and biodiversity conservation, the symbol of a stereotype. This thesis proposes to solve this condition through a project in the Valenzano area, not far from the city of Bari and a long-standing reference site of the IBBR for the cultivation and regeneration phases of conserved seeds. The idea consists of a series of light, open and permeable structures, potentially reversible and capable of adapting to changes in the center, to the needs of researchers and to an ever-changing climate; an architecture made of components, capable of transforming into a platform that can be expanded or scaled up to blend into the landscape. A model capable of telling us about a future for Bari as a genetic bridge between West and East, South and North of the Mediterranean

    Oltre il muro. Crescita, sviluppo e ricchezza dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini

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    LAUREA MAGISTRALEL’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini è oggi una realtà varia e dinamica grazie alle molteplici attività che si sviluppano tra le mura del complesso. Il nostro intervento si pone l’obiettivo di indagare ed intervenire sul terreno comune, sullo spazio che tiene uniti i vari attori che recitano la propria parte, uno spazio vivo, vissuto ed aperto alla collettività, un vasto parco che caratterizza tutta l’area del Paolo Pini. Da qui la volontà di tessere nuove trame che valichino i confi ni e de nfiniscano legami sociali e culturali dinamici tra interno ed esterno. In che modo? Implementando le attività che già creano sinergie e ricchezza, come quelle promosse dal Mapp e dall’Associazione Olinda ed andando a defi nirne di nuove che contribuiscano all’immagine di uno spazio, non più chiuso in sè stesso. Si andrà a delineare un polo attrattivo, fulcro, dinamico e versatile, di una forma spaziale di socialità e condivisione per l’intera città
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