1,721,214 research outputs found
Antonelli Fulvia e Scandurra Giuseppe, “Etnografia di strada: le palestre di boxe come modello di genere e socialità”, in Lombardi Satriani L. (a cura di ), Relativamente. Nuovi territori scientifici e prospettive antropologiche, Armando, Roma, 2010.
Al centro di questo saggio vi sono gli immaginari, le rappresentazioni, le pratiche di vita quotidiane di un gruppo di pugili dilettanti della “Tranvieri”, una palestra di boxe della Bolognina, un quartiere della prima periferia bolognese oggetto di una ricerca iniziata nel febbraio 2007 e tuttora in corso. In queste pagine vogliamo indagare un tema tra i tanti che sono emersi dalla ricerca, ovvero le questioni di genere e che significato può assumere la parola “corpo” in una palestra di boxe. Entrare alla Tranvieri, palestra nata nel 1950 e da sempre legata al Circolo del Dopolavoro dei tranvieri bolognesi, ha significato, per noi, fare i conti con 50 anni di pugilato a Bologna, con la storia di uno sport nato nei circoli del Dopolavoro operaio, con la cultura della socialità e del tempo libero in uno dei territori più popolari della città. Per questa società pugilistica hanno combattuto, infatti, molti operai che lavoravano nelle fabbriche metalmeccaniche della Bolognin
Photography and Urban Marginality
In recent years several monographs have appeared in Italy, though even more abroad, as a report of ethnographic research into the everyday life practices of marginal urban social groups; all fall under a disciplinary subfield the author calls “Anthropology of urban marginality.” The authors of these works have increasingly been using technologies other than written representation, as for instance the medium of photography. There is a question at the core of this article which could be summed as, Why and how can this medium aid in a better understanding of the phenomena being investigated
Studi urbani critici. Analisi, visione, trasformazione
Che cos’è una città? Come si trasforma? Quali soggetti, forze, poteri, contribuiscono a determinare il cambiamento, e perché questo avviene in certe forme e non altre? E poi: come si studiano le città? Quali sono gli approcci e quale è il loro contributo effettivo? Quale è il ruolo della conoscenza nelle discipline che si occupano in vario modo di città e territori?
Presentati come importanti antecedenti agli studi urbani, un campo nel quale un numero crescente di studiosi e studiose si riconosce, questo volume offre una selezione di testi che mostrano come una riflessione critica sulle città nel nostro paese non manchi, indicando un diverso approccio e attitudine alla ricerca che stimola le diverse discipline a ripensare al loro significato e alle loro finalità, a costruire un nuovo linguaggio, una nuova conoscenza condivisa e una capacità di visione orientata alla trasformazione. Tre assi tematici: Continuità / Trasformazione, Materiale / Immateriale, Istituzioni / Pratiche sono le coordinate essenziali sulle quali costruire mappe; i testi, le relative bibliografie e gli ‘itinerari testuali’ proposti individuano sentieri, ulteriori percorsi e possibili direzioni di approfondimento e sperimentazione
Bologna che cambia. Quattro studi etnografici su una città
Sono arrivato a Bologna nel 2004 dopo aver concluso un dottorato di ricerca in “Antropologia della Contemporaneità” all’Università di Milano-Bicocca. Ho preso la mia prima stanza in affitto in città durante la campagna elettorale del sindaco Sergio Cofferati. Bologna usciva dalla prima amministrazione comunale di centrodestra dal secondo dopoguerra e l’atmosfera era festosa, come di liberazione, dopo i quattro anni di Giunta del sindaco Giorgio Guazzaloca. La ricerca che avevo condotto per il Dottorato dialogava con il contesto di studi legati all’antropologia urbana (Sobrero, 1992; Signorelli, 1996; Callari Galli, 2007; Barberi, 2010;
Cancellieri, Scandurra, 2012) e aveva come oggetto una storica periferia di Roma; più nello specifico le pratiche di vita quotidiana di un gruppo di uomini e donne membri di un Comitato di quartiere (Scandurra, 2007, 2008, 2009, 2012). Oggi potrei sintetizzare la domanda al centro di questo studio con queste parole: esiste ancora, in un mondo che descriviamo sempre più come delocalizzato, una relazione reciprocamente costitutiva tra «antropologia e località?» (Appadurai, 1996). Una questione centrale anche nella campagna elettorale a cui assistetti in quell’anno a Bologna, in una città allora in lotta tra la voglia di essere metropoli e quella
di essere un piccolo paese. Nel 2004 ho iniziato a insegnare Antropologia culturale all’Università di Bologna e ho cominciato a fare ricerca «in/sulla» città; non conoscevo Bologna e per deformazione professionale non vedevo altro modo di “sentirmi a casa” se non studiandola, se non facendola oggetto di ricerche etnografiche di media/lunga durata.
Questo libro conclude forse la mia curiosità per questa città. Dopo dieci anni di ricerche ho la sensazione che la voglia di conoscere Bologna – oggi sempre più paese e meno metropoli, come avranno modo di vedere i lettori leggendo i saggi raccolti in questo volume –, e quindi di studiarla, sia terminata. Quella distanza che all’inizio mi permise di poter osservarla, descriverla, interpretarla – una distanza che nel far ricerca, dunque familiarizzando con essa, si è sempre più ridotta – oggi ha acquisito un’altra forma. Ho abitato in molte case in questi dieci anni e ho due figli che parlano bolognese perché in questa città sono nati e probabilmente
vi cresceranno, ma credo che il mio rapporto con Bologna sia cambiato, forse esaurito; e di conseguenza il mio rapporto di ricerca
Le fonti statistiche disponibili per l’individuazione dei lavoratori stranieri in Italia: problemi e prospettive
A procedure to evaluate the impact of economic growth on environmental pollution
The aim of this work is to examine the relationship between countries economic growth (or per capita income) and environmental degradation, known as the Environmental Kuznets Curve (EKC). A nonparametric regression model, based on Penalized Splines, has been implemented and its equivalence with mixed model has been exploited. Also a two way fixed effect regression model is used, to verify the difference in turning points.
Two dissimilar datasets have been used. The former contains information about countries without missing data. In the latter countries with a low number of missing data have been added, after an imputation procedure.
A more complex analysis than those ones generally assumed by researchers has been carried out. It depends on the data used
Il Pigneto. Un’etnografia fuori le mura di Roma: le storie, le voci e le rappresentazioni dei suoi abitanti.
Immaginari, rappresentazioni e pratiche di vita quotidiane di un gruppo di abitanti di una ex borgata romana, il Pigneto, in questi ultimi anni oggetto di un radicale processo di trasformazione e ridisegno urbano
Progetto PRIA (Ateneo di Ferrara) URBAN HERITAGE CONSERVATION AS VECTOR OF SOCIAL EQUITY.
La ricerca, nel quadro dell’Historic Urban Landscape, si propone di indagare strategie per la rigenerazione e la conservazione integrata del patrimonio storico dinamico, che siano in grado di generare uno sviluppo sostenibile della città, aumentando i fattori di equità sociale.
L’approccio è interdisciplinare, e si muove su diversi livelli.
L’obiettivo è quello di individuare le strategie e le linee guida per un programma di rigenerazione che potrebbe effettivamente essere implementato in un’area pilota di una delle città del sud del mondo, L’Avana. L’area pilota sarà identificata, dopo un’indagine sul campo, tra i quartieri che, sebbene ricchi di patrimonio storico e culturale, non sono stati inclusi nel Sito Unesco, né sono stati sottoposti a interventi di valorizzazione.
La scelta di indirizzare la ricerca su L’Avana ha due motivi: il primo è il fatto che L’Avana è un caso di studio straordinario per la ricchezza e la stratificazione del suo centro storico e per i problemi molto particolari che l’affliggono; la seconda è la necessità di definire un “progetto locale e identitario”, fattore cruciale per una città in cui, ancora oggi, molti dei progetti di rigenerazione in corso sono conformati a modello occidentale.
L’obiettivo è, quindi, dare un contributo al dibattito sulla definizione di strategie specifiche per le città del Sud del mondo, che spesso soffrono di enormi pressioni economiche, instabilità politica e sociale, la mancanza di una visione a lungo termine, progressivo scollamento dalla “rete di città globali”.
I risultati che il progetto di ricerca si prefigge di raggiungere sono principalmente quattro.
1_La costruzione di un catalogo di progetti di riqualificazione urbana e architettonica, che hanno rappresentato un fattore di sviluppo sociale.
2_La definizione delle dinamiche sociali e spaziali che interessano la città dell’Avana e identificazione di un’area pilota. a
3_La creazione di un sistema di strumenti, in grado di tradurre il quadro teorico di principi in un programma operativo, modellato sul contesto.
4_La definizione di un programma di rigenerazione dell’area pilota e le sue fasi di intervento
- …
