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La "Politische Theologie II" di Carl Schmitt
Il saggio ricostruisce la riflessione schmittiana relativa al concetto di 'teologia politica', con riferimento soprattutto all'ultima opera di un certo rilievo di Schmitt, intitolata 'Teologia politica II'. La tesi sostenuta nel saggio è che nella nozione di teologia politica e nelle sue articolazioni interne si compendino alcuni dei principali aspetti della prestazione scientifica di Carl Schmitt. Essa si presenta sostanzialmente unitaria nei suoi tratti essenziali che troviamo approfonditi, sviluppati, ma non mutati, nell'arco di tempo che va dalla prima 'Teologia politica', apparsa nel 1922, alla seconda, pubblicata alla fine degli anni sessanta. Col termine teologia politica non va intesa, come spesso si è sostenuto, la semplice analogia fra concetti teologici e politici, ma piuttosto il comune compito storico, assolto prima dalla Chiesa e poi dallo Stato moderno, di garantire l'ordine politico e il comune rapporto con la trascendenza, così come risulta dal cosiddetto 'Cristallo di Hobbes', inserito da Schmitt in una lunga nota all'edizione del '63 de 'Il concetto di politico'
L'ordine precario. Unità e pluralità nella Staatslehre novecentesca da Carl Schmitt a Joseph H. Kaiser
Il volume, attraverso l'approfondimento del pensiero di alcuni autori cruciali della Staatslehre novecentesca (Schmitt, Kelsen, Heller, Leibholz, Kaiser e altri) individua le cause della crescente carenza di legittimazione dei sistemi politici contemporanei e del loro carattere inesorabilmente precario nel meccanismo autorizzattivo-rappresentativo che li produce. Questo meccanismo, infatti, nel momento in cui individua il popolo come unico titolare della sovranità, sembra escludere tanto i singoli quanto le parti organizzate dall'effettivo esercizio di tale potere.
Il volume si articola in due parti. Nella prima si analizzano i problemi relativi all'unità politica e le aporie del concetto di rappresentanza, con particolare riferimento al pensiero di Carl Schmitt; nella seconda si analizza il rapporto complesso fra unità politica e pluralità (partit, organizzazioni d'interesse ecc.). Il volume si conclude con alcune riflessioni relative al concetto di federalismo, sempre a partire dalla Staatslehre novecentesca
Recensione a Hans Kelsen Werke, hrsg. von Matthias Jestaedt, Bd. I, Veröffentliche Schriften (1905-10) und Selbstzeugnisse
Aspetti del dibattito sui partiti nella dottrina dello Stato weimariana
L'articolo ricostrusce alcuni aspetti della riflessione weimariana sul concetto di partito, evidenziando la difficile recezione di esso da parte di molti importanti esponenti della dottrina dello Stato di quel periodo, anche di quelli ideologicamente più favorevoli al nuovo ordinamento democratico-parlamentare
Kelsen critico di Smend. "Diritto e cultura", a.1999, n.1-2, pp.169-198
Il saggio ricostruisce la polemica di Hans Kelsen nei confronti della Integrationslehre di Rudolf Smend, cui dedicò un intero scritto. Tale scritto costituisce un' efficace e puntuale analisi della dottrina smendiana e dei suoi tratti problematici, ma rivela anche alcuni importanti aspetti della riflessione kelseniana con riferimento soprattutto al nesso fra scienza del diritto e politica. Esso è inoltre un'importante testimonianza del metodo critico-ermeneutico di Kelsen che, attraverso il confronto serrato con le posizioni dell'avversario, mira a cogliere le incongruenze fra premesse e conclusioni e dunque a operare una vera e propria confutazione di tipo logico
La potenza del diritto e il principio rappresentativo
Partendo da due brevi scritti di Yan Thomas, l'articolo si propone di porre in luce alcuni caratteri del diritto, in particolare la sua artificialità e la sua immanenza. Sulla base di questo assunto, desunto dalla riflessione thomasiana sul diritto romano, si delinea una possibile critica della teologia politica e del concetto di rappresentanza
Sovranità e interessi nella Repubblica di Weimar
L'articolo è una rapida ricostruzione di alcuni aspetti della riflessione weimariana su sovranità e interessi, con riferimento alle opere di autori quali Schmitt, Heller, Smend, Leibholz. In generale viene riconosciuta nella riflessione di questi autori un'attitudine 'ricompostiva' e conservatrice volta a salvaguardare le ragioni dell'unità politica (da qui la forte riproposizione della nozione classica di sovranità) rispetto a quelle del pluralismo sociale e della partecipazione
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