1,721,007 research outputs found

    The image and self-perception of women employees (20th. Century Italy)

    No full text
    One of the characteristics of societies undergoing industrialization is the opening up of various sectors to women and the defining of their professional capabilities. There are those professions which are seen as extensions of caring role( teachers, nurses, midwives, social workers, personal secretaries, paediatricians), and, as well as, the activities for which women were preferred because of the combination of physical and psychological qualities considered typically feminine- patience, caring nature, being used to repetitive work, greater adaptability and kindness. I expose the results of researches about women working in Società Metallurgica Italiana (copper and alloys, munitions), and women clerks in telephonic bureau. In both cases, they come to be employed precisely because they are women. In SMI’s factories, the workwomen are assigned to producing metallic articles and copper wire, and small and medium calibre munitions, because they are more patient and careful; thus, the telephone exchanges are solely staffed by women, because they are more patient and polite. The female employment’s history is essentially history of fatigues, underpayment, scanty social recognition. Young age of most of workwomen, employment’s brevity and precariousness did very difficult to recognise the actual transformations, produced by working experience in lives and thinking of Italian women. Nevertheless, in examined cases, the work’s experience becomes favourite place to acquire self-consciousness, by the test of their cleverness and the experience of new ways of relations and solidarity. The employed women are a model for others girls, because the modern and fine behaviours grow within them. As regards the social and domestic relations, workwomen’s life emphasised adaptations and resistances of patriarchal structures to the modernity brought from industrialisation. The most relevant changes concern young women’s relations with their parents, which grant, progressively, their self-government’s spaces. Within the married couple, the friendly marriage brings most tenderness, but less engraves on domestic roles

    Recensione al volume di Emma Schiavon, Torino 1911. Il primo congresso pro-suffragio femminile

    No full text
    La recensione prende in esame il volume di Emma Schiavon in riferimento al femmnismo italiano e internazionale nel primo 900 e alla luce della letteratura in argoment

    La femminilizzazione del servizio postale e telegrafico tra l'Unità d'Italia e la seconda guerra mondiale

    No full text
    Il saggio ricostruisce il rapporto tra Amministrazione delle poste e telegrafi,allora monopolio statale, e le sue dipendenti: la normativa a cui esse erano sottoposte, l'inquadramento, nei primi decenni distinto da quello maschile, l'incremento della loro presenza nelle file degli addetti, in particolare tra il personale degli uffici minori. Al tempo stesso, mette in luce il crescere nel personale femminile della consapevolezza del proprio ruolo, del valore del loro lavoro, e del loro contributo al funzionamento del servizio, strategico per il funzionamento e nei primi decenni post-unitari anche per il finanziamento dello Stato

    La filantropia politica e la lotta per i diritti delle donne. Le reti internazionali

    Full text link
    Gli interventi assistenziali delle donne avevano una lunga tradizione, ma l'intreccio tra assistenza, solidarietà, cooperazione tra donne e la rivendicazione dell’uguaglianza civile, giuridica e morale con l'altro sesso caratterizzava il secolo XIX. A partire dalla lotta contro i Regolamenti di prostituzione, si formarono, nella seconda metà del secolo, associazioni di donne impegnate nel recupero delle prostitute e nella tutela delle lavoratrici migranti. Il nostro contributo presenta un primo esame degli interventi specifici e della collaborazione tra tre di queste società, nei primi decenni della loro attività: Fédération Internationale des Amiés de la Jeune Fille- la sola presente significativamente anche in Italia- Travellers Aid Society for women and girls, e Jewish Association for the Protection of Girls and Women. Le tre associazioni iniziarono la loro attività negli anni 70 -80 del XIX secolo, e presentano importanti tratti comuni : attività di solidarietà verso le sorelle più povere e più sventurate; affermazione del diritto delle donne a istruzione e lavoro; opposizione alla prostituzione regolamentata e contrasto al traffico di donne e minori. Queste associazioni crearono una rete internazionale di protezione (case d’accoglienza, sorveglianza alle stazioni e ai porti, uffici di collocamento), con iniziative comuni a livello nazionale e internazionale. Aderirono alla International Vigilance Association, che nasceva alla fine del XIX secolo per combattere la “tratta delle bianche”. Impegnate nella promozione del genere femminile, sostenevano un’uguale educazione morale per i due sessi; chiedevano agli stati interventi di tutela delle lavoratrici madri e delle lavoratrici migranti, l’introduzione dei reati di tratta e di sfruttamento della prostituzione, e una legislazione che contrastasse violenza e sfruttamento a danno dei minori. Le tre associazioni facevano parte dell’International Women’s Council, mentre le Amiés e la Travellers Aid aderivano all’International Abolitionist Federation, che si batteva per l’abolizione dei Regolamenti di prostituzione, che proteggevano ì bordelli e toglievano alle prostitute i più elementari diritti. Le differenze riguardavano essenzialmente le scelte di natura politico-culturale. In particolarte, per il maggiore protagonismo femminile affermatosi in ambito protestante, le Amiés (presenti in tutta Europa) e la Travellers Aid Association( in Gran Bretagna e negli Usa) s’impegnarono con decisione nelle battaglie per l’uguaglianza dei sessi, e tra loro militavano numerose suffragiste
    corecore