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    Turismo, territorio, identità. Ricerche ed esperienze nell'area mediterranea

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    Tutta una serie di fattori hanno portato alla formazione di un mercato turistico globale, che viene ad offrirsi con i suoi modelli standardizzati (forme organizzative, modalità di insediamento, comportamenti) ai turisti di tutto il mondo. Le differenze tra i luoghi, che costituiscono uno dei più importanti fondamenti della motivazione turistica, vengono così esposte al rischio di venire ridotte, mascherate o anche del tutto cancellate dalla diffusione dei modelli dominanti. La difesa del patrimonio naturale e culturale di ogni specifica regione e la sua valorizzazione quale segno dell'identità locale vengono rese più difficili, ma al tempo stesso diventano più importanti, sia per i fruitori esterni, che per quelli interni. Il presente volume affronta questo problema e raccoglie studi su numerose località e regioni turistiche dell'area mediterranea, documentando esperienze e processi in atto finalizzati a cogliere le opportunità che si offrono oggi alla valorizzazione delle risorse più specifiche di ogni luogo. Particolare attenzione viene riservata ai processi di aggregazione imprenditoriale e territoriale che si propongono di utilizzare proprio la specificità dell'offerta locale per penetrare più efficacemente le grandi reti infrastrutturali della dimensione globale

    Città, turismo e comunicazione globale

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    Oggetto degli studi e delle riflessioni offerte dal presente volume è la città, in quanto nodo privilegiato nella rete delle nuove relazioni turistiche. Negli ultimi due decenni si sono manifestati segnali di crisi e fattori di mutamento nei comportamenti turistici, che sono stati interpretati mettendoli in relazione con nuove e diverse motivazioni soggettive emergenti nel quadro di quella che ormai si impone come società postindustriale. Si sono attenuati i caratteri del turismo più strettamente connessi alla cultura "di massa" (compensativo, imitativo, esecutivo, celebrativo) ed è emersa la tendenza dei soggetti a porre se stessi al centro delle proprie esperienze di viaggio, selezionando i propri percorsi tra numerose possibilità, giocando via via ruoli diversi, in diversi contesti relazionali, mettendo in gioco e ricostruendo la propria identità. Nella crisi vissuta dalle aree tradizionali, specializzate per un turismo monotematico, è riemersa la città con la polivalenza delle sue risorse, con la ricchezza del suo patrimonio storico, con l'articolazione delle sue infrastrutture, con l'ampiezza delle sue reti informative: in altri termini, con la sua capacità di proporsi come campo mai esauribile di possibilità di scelta e di azione offerte al nuovo turista

    I percorsi della sociologia del turismo in Italia

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    La prima spinta a sviluppare una sociologia del turismo in Italia è venuta dai processi di mutamento sociale che si erano imposti negli anni ’60 e ’70 del Novecento. Il fenomeno della privatizzazione del tempo libero e quello, contemporaneo, della massificazione dei comportamenti costituirono i primi temi di riflessione, cui si affiancarono presto i mutamenti dell’assetto sociale delle campagne, il ruolo che il turismo poteva assumere in questi spazi per frenare o compensare i processi migratori, i rischi connessi ai vari tipi di colonizzazione turistica del territorio ed infine i mutamenti intervenuti nell’assetto dei valori e delle pratiche di tempo libero nelle comunità di piccole o medie dimensioni. Il tema che ha polarizzato il maggiore interesse è stato l’impatto del turismo sulle comunità locali delle aree di destinazione. Le forti differenze regionali che sono state registrate, sia nei tempi dello sviluppo turistico, sia nelle modalità imprenditoriali e nei livelli di partecipazione della popolazione locale, hanno determinato una particolare attenzione alla dimensione regionale dei problemi e delle politiche per il turismo. Successivamente, la città post-fordista ha dato vita ad un nuovo rinascimento urbano ed è diventata momento unificante della domanda turistica, canalizzandola sia al proprio interno che su ampi spazi regionali. La nuova dinamicità del turismo ha determinato anche un nuovo modo di affrontare i problemi della sostenibilità dello sviluppo: dall’allarme per i processi di invasione e di distruzione delle risorse territoriali si è passati all’attenzione per le modalità di sviluppo turistico funzionali alla conservazione ed alla valorizzazione delle risorse, comprese quelle delle aree protette. Emergono, intanto, nuovi significati sociali del turismo, in una prospettiva di valorizzazione della soggettività. Un individuo che è sempre più frammentato dai molteplici e disordinati coinvolgimenti nei diversi sottosistemi della società post-industriale cerca di ricostruire la sua unità e la sua memoria recuperando momenti interstiziali di libertà, di gioco, di improvvisazione e di stupore. L’avvio di una sociologia del turismo mediterraneo, infine, non porta soltanto ad un confronto di approcci, metodologie e oggetti di indagine, ma anche ad un nuovo modo di immaginare il turismo, di proiettare i bisogni e i desideri sulla scala territoriale

    Oltre la linea di costa. Aggregazioni territoriali e strategie imprenditoriali nel turismo marittimo e intercostiero.

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    L'evoluzione del turismo attraverso le varie fasi di sviluppo della società industriale ha privilegiato i litorali e le aree costiere, attribuendo loro significati dapprima di terre di nessuno, destinazione privilegiata dei soggetti in cerca di distinzione, poi di linea di confine di un sistema sociale che assume le funzioni di specchio compiacente della società stessa, di vetrina in cui ci si espone in quanto appartenenti a quel sistema sociale. Ipotizziamo che con il procedere della complessità sociale e della globalizzazione, la linea di costa tenda a diventare una sorta di finestra sul mondo, contemporaneamente su quello interno e su quello esterno, un'occasione di sintesi che esalta le possibilità del soggetto di recuperare identità nella selezione tra le possibilità diverse che quella finestra gli offre. Essa diventa simbolo del contatto tra le due dimensioni della globalizzazione: quella interna ai vecchi sistemi territoriali, che porta a superare la rigida zonizzazione delle funzioni (grazie alla quale, per esempio, la vacanza doveva essere trascorsa interamente all'interno di ben precise aree costiere) e fa entrare nel gioco turistico tutte le specificità locali, e quella esterna, che attraverso l'accesso alle reti di comunicazione e di trasporto, accentua la libertà di determinazione delle esperienze soggettive. È un confine che, più che dividere, collega tra loro opportunità diverse, più che fissare gli utenti sul territorio ne stimola il movimento, collegando le possibili destinazioni, interne ed esterne. In questo quadro si intende evidenziare le motivazioni che portano il "nuovo" turista ad una domanda differenziata e le iniziative poste in essere dagli operatori istituzionali e imprenditoriali per proporre un'offerta a sua volta differenziata. L'attenzione sarà rivolta in particolare a quelle località e a quelle aree che in passato si caratterizzavano per un'offerta tipicamente balneare e che oggi ampliano la loro offerta da un lato coinvolgendo l'entroterra e dall'altro avviando rapporti di scambio e di collaborazione con località costiere prospicienti, anche appartenenti a contesti nazionali diversi. Il programma nazionale di ricerca prende ad oggetto i fenomeni turistici che si sono sviluppati in tutta la regione del Mare Adriatico, comprensiva delle città e dei territori presenti ad est come ad ovest del mare, anche a seguito dei recenti mutamenti nei rapporti internazionali che hanno caratterizzato l'area, e quelli presenti nella regione del Mare Tirreno Settentrionale e del Mar Ligure, comprensiva della Corsica, della Sardegna, dell'Arcipelago Toscano e delle regioni Liguria e Toscana. Quest'ultima ampia regione, data la sua più lunga esperienza nella gestione dei flussi turistici in un contesto caratterizzato da ampia e stabile collaborazione internazionale, potrà assumere il ruolo di area di controllo per valutare i processi in atto, istituzionali e imprenditoriali, nella regione turistica adriatica, più giovane ed ancora incerta nel suo disegno e nelle sue strategie. Nelle aree considerate, saranno privilegiati i seguenti temi di indagine: 1) Le componenti etniche e/o culturali ed i processi in atto nell'articolazione dei territori costieri e delle aree interne su di essi gravitanti; 2) L'organizzazione dei sistemi turistici locali, formali e/o informali; i principali percorsi del movimento turistico, con riferimento all'accesso all'area ed al movimento al suo interno; le città lineari costiere; i percorsi trasversali verso le aree interne; i collegamenti marittimi e intercostieri; 3) Lo stadio raggiunto dalle diverse aree costiere nel ciclo di sviluppo delle località turistiche; 4) Le motivazioni dei turisti, l'immagine del turismo e delle località di destinazione turistica; 5) Le strategie di livello istituzionale per lo sviluppo dei trasporti e delle comunicazioni a livello intercostiero; 6) Le strategie di livello imprenditoriale per lo sviluppo di aree e itinerari turistici

    Quando il mondo del turismo interpella la sociologia

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    Oggetto degli studi e delle riflessioni offerte dal presente volume è la città, in quanto nodo privilegiato nella rete delle nuove relazioni turistiche. Negli ultimi due decenni si sono manifestati segnali di crisi e fattori di mutamento nei comportamenti turistici, che sono stati interpretati mettendoli in relazione con nuove e diverse motivazioni soggettive emergenti nel quadro di quella che ormai si impone come società postindustriale. Si sono attenuati i caratteri del turismo più strettamente connessi alla cultura "di massa" (compensativo, imitativo, esecutivo, celebrativo) ed è emersa la tendenza dei soggetti a porre se stessi al centro delle proprie esperienze di viaggio, selezionando i propri percorsi tra numerose possibilità, giocando via via ruoli diversi, in diversi contesti relazionali, mettendo in gioco e ricostruendo la propria identità. Nella crisi vissuta dalle aree tradizionali, specializzate per un turismo monotematico, è riemersa la città con la polivalenza delle sue risorse, con la ricchezza del suo patrimonio storico, con l'articolazione delle sue infrastrutture, con l'ampiezza delle sue reti informative: in altri termini, con la sua capacità di proporsi come campo mai esauribile di possibilità di scelta e di azione offerte al nuovo turista

    Sociologia del turismo

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    Il presente volume intende fornire, da un lato, un quadro di riferimento socio-psicologico per cogliere le motivazioni a viaggiare e gli effetti indotti dal viaggio stesso sul soggetto e sulle sue relazioni e, dall’altro, formulare ipotesi circa l’emergere del turismo moderno e l’evoluzione delle sue forme, in corrispondenza ai diversi stadi di sviluppo della società che quel turismo genera. Il percorso muove da un assunto di fondo, che vuole lo sviluppo della coscienza, nelle sue dimensioni individuali e sociali, come esito della possibilità di negare o superare le acquisizioni via via consolidate. Il viaggio e il turismo vengono coinvolti nella dinamica della coscienza talvolta come fattori di conferma e di rinforzo delle rappresentazioni soggettive, talaltra come fattori di negazione delle medesime. Il viaggio, considerato nelle sue essenziali componenti interne (partenza, transito, arrivo) e nelle sue destinazioni (il centro o la periferia del proprio mondo, i mondi altrui e i loro centri), viene proposto come chiave interpretativa della formazione del soggetto e del complesso rapporto tra individuo, società e mondo. Le forme storicamente assunte dal turismo vengono interpretate con riferimento alla struttura e al carattere sociale dominanti nello stadio di sviluppo in cui la società si trova quando esse si manifestano. La successione di forme che viene evidenziata comprende il Grand Tour aristocratico, il turismo autodiretto delle classi agiate, il turismo eterodiretto di massa, in corrispondenza, rispettivamente, alla società preindustriale, alla società industriale classica e alla società industriale avanzata. Vengono considerati gli interessi che sottendono la produzione e il consumo del turismo come merce, la pianificazione delle esperienze in un universo separato rispetto a quello della vita quotidiana, i criteri di valutazione socialmente condivisi dei comportamenti e delle esperienze turistiche compiute. Il turismo di massa, che si è manifestato nelle sue forme più mature tra gli anni Trenta e gli anni Settanta del Novecento e che per le sue dimensioni e la sua influenza ha posto in essere gli stimoli più forti per il costituirsi di una specifica riflessione sociologica, viene poi considerato quale oggetto del pensiero critico e di un ampio dibattito apertosi tra gli studiosi circa le prospettive della sua evoluzione, tra ipotesi di crescente determinismo sociale dei comportamenti e proposte di nuovi percorsi per eluderlo, incentrate sui riemergenti bisogni di identità soggettiva. La crisi di identificazione del soggetto con il sistema sociale al quale appartiene, determinata dalla crescente complessità sociale, così come dall’introduzione delle nuove tecnologie e dai processi di globalizzazione, apre la strada a una dilatazione delle forme di movimento territoriale e di fruizione di immagini, così come a una destrutturazione delle appartenenze sociali, di classe o di ceto, che inducono a considerare il diffondersi di un nuovo nomadismo, che ricomprende e trascende al tempo stesso le precedenti e distinte forme di viaggio, di turismo e di flânerie. Si tratta, questa è l’ipotesi, di una vera e propria mutazione del soggetto e del suo rapporto conoscitivo con il mondo, sempre più basato su connessioni di senso condotte in superficie, veloci e creative

    Alla ricerca di nuovi spazi per il turismo

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    Quando la società si rappresenta come sistema globale, il turista non sa più trovarne i confini, né può identificarne con sicurezza il centro e la periferia. L’immagine del territorio perde i suoi margini esterni e le sue gerarchie interne e al soggetto non resta che la propria interpretazione della realtà per costruire itinerari e cercare mete. La destinazione turistica si sposta allora dai margini di un sistema spazio-temporale al quale il soggetto appartiene (le linee di costa, i deserti, le catene montuose, le matrici storiche, le frontiere del futuro) ai luoghi dotati di significati specifici ed autonomi. Ogni luogo diventa oggetto potenziale dello sguardo turistico e, in una sorta di concorrenza globale tra spazi locali, ciascuno di essi tende ad accentuare i suoi caratteri e a far emergere la sua immagine, nel quadro di regioni turistiche complesse, capaci di offrire inesauribili possibilità di scelta e di esperienza. Lo spazio turistico si dilata così oltre gli ambiti specializzati delle città storiche, della montagna attrezzata e delle aree balneari, coinvolgendo le risorse delle località minori e delle aree interne e disegnando nuove regioni turistiche marittime

    Tavola rotonda “Mercati turistici e politiche del turismo” (intervento)

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    La tavola rotonda conclusiva del Convegno testimonia con la sua vivacità l’originalità e l’attualità dei temi del PRIN. L’approccio esplicitamente interdisciplinare del dibattito, cui partecipano due statistici (Busetta e Vaccina), un economista (Fazio), un giurista (Franceschelli), un alto funzionario della Regione Sicilia (Porretto), un sociologo (Savelli), chiarisce la necessità dell’incontro fra le diverse competenze e professionalità per l’analisi dei problemi del turismo; la ricchezza delle posizioni manifestate dagli esperti dimostra le potenzialità dell’approccio interdisciplinare
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