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Datificazione e ingegneria del simbolico.
L’avvento della Computer revolution, con l’invasione della tecnologia informatica in ogni ambito dell’esperienza umana, ulteriormente potenziata dall’interconnessione globale dei dispositivi, porta con sé, tra le altre cose, la necessità di una immensa opera di traduzione del vissuto in elementi idonei ad essere gestiti e manipolati dai calcolatori. Tale fenomeno
si manifesta nella ricorsività auto-alimentantesi del bisogno di potenza per
la gestione dell’“alluvione” di dati, che a sua volta consente l’ulteriore
estensione dell’automazione producendo, così, ancora più e più dati. Si tratta del fenomeno della c.d. “datificazione”, elemento motore della
trasformazione sociale contemporanea, che, per l’appunto, si definisce
“data-driven”. Ma, tra le molte questioni che tale fenomeno solleva, ve n’è al fondo una che ha a che fare con il dato in quanto traduzione simbolica del reale e che colloca il tema al cuore della strategia di base con cui procede l’ominazione. Discutiamo qui, dunque, delle valenze della “datificazione” e proviamo ad immaginare un percorso nel tema del simbolico per iniziare la comprensione delle profondità di un fenomeno che connota l’evoluzione della nostra civiltà
Le fonti del diritto nell'esperienza giuridica contemporanea: i limiti della normativitÃ
Questioni pregiudiziali: una prospettiva epistemologica sui rapporti tra neuroscienze e diritto.
In the last few years the problem of the influence of neuroscientific research on the juridical
world has enjoyed a huge amount of interest, though the “neuroscience vs law” approach is
sometimes unfold without a previous clarification of the conditions and the limits that permit a
legitimate comparison between speeches and social practices (those under the general lables “science” and, respectively, “law”) originated and conducted within theoretical paradigms so distant. In other words, very often the juxtaposition between “neuroscience” and “law”, as well as
the speculations built on it, are led leaving unexpressed definitions and theoretical presuppositions about the concepts of “law” and “science” employed, trusting on a share of intuitive common places about something which has been considered “essentially contested” instead.
Thus, the aim of this paper is twofold: first, I will critically espose some epistemological issues
emerged at the turn of the XX century, focusing on some reactions to the relativistic turn based
on the (re-)discovery of the importance of the experimental side of every scientific enterprise. In
my opinion, those proposals have given important insights that can help the clarification of a legitimate “scientific riductionism”; then, on those epistemological grounds, I will try to set the
stage for a profitable discussion about the extra-theoretical use of scientific propositions, in particular of those generated within current neuroscience researches to deal with specific juridical
proble
Il potere normativo del COnsiglio Nazionale Forense: prime considerazioni per una necessaria rivisitazione del problema
Questo lavoro riprende il tema del fondamento e della natura delle norme deontologiche sulla cui giuridicità – sebbene oggi riconosciuta esplicitamente anche dalla massima giurisprudenza - esistono tuttavia delle questioni teoriche non compiutamente risolte. Affrontare tali questioni è oggi ineludibile dal momento che sui valori propri della professione forense si gioca la possibilità di individuare un limite costitutivo all’azione di poteri efficaci quali quello del Consiglio Nazionale Forense (CNF), della giurisprudenza di legittimità o anche del legislatore che con la loro opera travisino eventualmente il senso specifico di una delle professioni più costituzionalmente delicate.
Verrà evidenziato come sia possibile ritrovare una certa coerenza tra alcuni recenti sviluppi giurisprudenziali in materia di giuridicità delle norme deontologiche e gli ultimi interventi normativi in materia di libere professioni, coerenza che, però, va nella direzione di un drastico ridimensionamento dell’autonomia tradizionalmente riconosciuta all’Ordine. Ebbene, verrà mostrato come proprio a partire dalla mancanza di approfondimento del tema della giuridicità delle norme deontologiche si sia avviato un processo di svuotamento giurisprudenziale dell’autonomia dell’Ordine e come ciò sia in linea con i più recenti interventi del legislatore. Inoltre, in chiusura si offre alla discussione una proposta de iure condendo che vada invece nel senso della necessità di un’affermazione al massimo livello legislativo, quello costituzionale, del ruolo e della funzione forense in quanto, a parere di chi scrive, essa è irriducibile ad ogni altra professione e il rafforzamento della sua autonomia, in quanto tuteli la libertà del suo esercizio, è conforme ai principi supremi dell’ordinamento e non può pertanto essere in balìa né del legislatore ordinario, né della magistratur
Tutela del minore o tutela dal minore? Per un'interpretazione critica della "mitologia" della Rete.
Il lungo saggio qui proposto parte dall'osservazione che la Rete informatica è sempre più spesso ritenuta uno strumento di rivoluzione concettuale, morale e giuridica. Una lunga e dettagliata analisi degli studi che sistematicamente trattano dell'incidenza delle tecnologie informatiche sulle categorie morali (Computer Ethics) mostra invece il riemergere di categorie assolutamente tradizionali (quali ad esempio la "gerarchia degli enti") e riconosciute da tempo quali retaggio di una filosofia fortemente razionalistica. Si propone, quindi, di cominciare a considerare la problematicità dei casi controversi (morali o giuridici), che vedono come elemento essenziale l'impiego delle ICT, come un ultimo cascame di quelle categorie la cui massima realizzazione (più che la loro crisi) si è affermata nello sviluppo tecnologico-informatico
Lo scudo di Dioniso. Contributo allo studio della metafora giuridica.
Presentazione del volume
Il tema della metafora è sicuramente uno dei più affascinanti e studiati di ogni tempo. In particolare, nel Novecento, dopo la pubblicazione di The philosophy of Rhetoric di Ivor Armstrong Richards, si è assistito ad una notevole crescita di interesse per questa figura che ha coinvolto pressoché ogni ambito dello scibile, producendo un'alluvionale letteratura caratterizzata da un altissimo grado di interdisciplinarietà. In questo scenario, i giuristi e i filosofi del diritto, salvo rare e assai recenti eccezioni, sembrano essere finora entrati, per così dire, in punta di piedi: da un lato ritenendo che non vi fosse lo spazio per individuare uno specifico ruolo del linguaggio metaforico nel discorso giuridico, trattandosi di una modalità del linguaggio ordinario da studiarsi, semmai, nell'ambito di una filosofia generale del linguaggio. Dall'altro, forse, temendo di dare rilevanza ad uno strumento potenzialmente idoneo ad aumentare la vaghezza dei discorsi, in un settore dell'esperienza, quello del diritto, nel quale, invece, lo sforzo dei parlanti dovrebbe sempre andare nella direzione di precisarli. In questo lavoro, l'Autore, seguendo alcuni spunti emersi dalla filosofia del XX secolo, e attraverso il ripensamento della definizione aristotelica di questo tropo, offre un contributo alla riflessione giusfilosofica sulla possibilità di ritrovare il quadro teorico di riferimento per discutere di un fenomeno che, comunque lo si consideri, è presente a tutti i livelli del discorso giuridico
Put Dialectics into the Machine: Protection against Automatic-decision-making through a Deeper Understanding of Contestability by Design
This paper endorses the idea that the right to contest provided for by art. 22, § 3 GDPR, actually is the apex of a progressive set of tools the data subject has at his disposal to cope with automatic decisions and it should work as an architectural principle to create contestable systems. But in order to achieve that important role, it cannot be reduce to the right of human intervention, also provided for by art.22, § 3, nor to a generic opposition to the outcome of the automatic processing. Thus, drawing from a thorough analysis of the relationships among the rights included in art. 22, § 3 GDPR as well as from the juridical proper meaning of “contestatio”, it is concluded that the right to contest has its own proper nature as a hybrid substantial-processual right that is able to give concrete shape to all the other rights indicated in art. 22, § 3, included the much discussed right to explanation
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