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    Mainardi, Bastiano

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    A pupil and later collaborator of Ghirlandaio, the painter Sebastiano Mainardi (San Gimignano, 23 Sept. 1466 - Florence?, Sept. 1513) was mainly active in Tuscany. After working alongside his master in the Tornabuoni chapel in S. Maria Novella, his first work as an independent painter was the frescoes in the nave of the church of S. Agostino in San Gimignano. Still using Ghirlandaio's cartoons, he painted the frescoes in the Baroncelli chapel in S. Croce and worked alongside him in the main chapel of Pisa Cathedral. He then returned to work independently in San Gimignano, where among other places he frescoed the atrium of the spedalingo di S. Fina

    Per una storia in contesto delle imprese decorative della chiesa di San Bartolomeo: Leonardo Corona e gli huomeni facinorosi della scuola di San Mattia

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    The essay focuses on the altarpiece depicting "St. Matthias walking" by Leonardo Corona, painted for the scuola of the same name in the church of St. Bartholomew in Venice. Based on many unpublished documents that have also brought to light important new information on the history of the church's architecture, the article also establishes the chronology of the painting thanks to the discovery of two payment receipts. Finally, delving into the history of the scuola, the author proposes an interpretation of the painting's iconography, unequivocally linked to the history of the confraternity

    La chiesa di San Zulian a Venezia nel Cinquecento. Dalla ricostruzione sansoviniana alle grandi imprese decorative di fine secolo

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    La chiesa di San Zulian sorge a pochi passi da piazza San Marco forse già nel lontano IX secolo. Interamente ricostruita dopo il 1105, quando un incendio l’aveva letteralmente devastata, l’edificio è di nuovo in rovina nel 1553. Interviene allora il celebre medico Tommaso Rangone da Ravenna, in cerca di un luogo – un altro – che potesse perpetuarne la memoria presso i posteri. Grazie alle ingenti donazioni messe a disposizione dal generoso finanziatore, cui sarà concesso in cambio il diritto di sepoltura presso la cappella maggiore, la facciata e poi l’edificio tutto quanto vengono interamente ricostruiti su progetto di Jacopo Sansovino. Così la statua bronzea di Tommaso, opera di Alessandro Vittoria, con in mano un ramo di salsapariglia e uno di guaiaco (le piante medicinali deputate, secondo le sue scoperte, alla cura della sifilide), finisce per trionfare sul portale maggiore di San Zulian.\ud \ud Se di queste vicende si sono occupati in molti, quasi nulla si sapeva del contesto socio-culturale in cui rinacque uno degli edifici più interessanti della Venezia del Cinquecento. Chi erano i membri della comunità di San Zulian? Chi sedeva tra i banchi del Santissimo Sacramento o della scuola dei Merciai? Chi fra i «zentilhomeni» e «i più i vechi et degni» cittadini della parrocchia era stato prescelto per la carica a vita di procuratore di chiesa? Chi contribuì alle vaste imprese decorative che videro attivi alcuni tra i più importanti pittori, scultori e architetti dell’epoca? E chi tenne le fila di questa gigantesca «opera corale», in cui la pittura sembra talvolta relegata a un rango inferiore?\ud \ud Attraverso uno spoglio meticoloso dell’archivio di San Zulian e alcune preziose carte dell’Archivio di Stato di Venezia e attraverso una lettura attenta delle opere d’arte ancora in situ, che spesso rivelano ciò che i documenti tacciono, sono stati ricostruiti nel dettaglio il contesto di alcune delle confraternite presenti in chiesa, il funzionamento dell’immenso cantiere che occupò la comunità parrocchiale per almeno una trentina d’anni, i meccanismi di finanziamento delle imprese artistiche, il ruolo della comunità bergamasca e quello di almeno un altro praticamente sconosciuto mecenate, che da quella comunità proveniva, Gerolamo Vignola

    Apprentissages, Etats et sociétés dans l’Europe moderne : introduction

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    Le dossier "Apprentissages, États et sociétés dans l’Europe moderne" est issu de deux rencontres organisées dans le cadre du projet ANR/FNS GAWS Garzoni: apprenticeship work society in Early Modern Venice ; l’atelier doctoral Sources pour l’histoire économique européenne (XIIIe-XVIIIe siècles) : Apprentissage et transmission des savoir-faire (Arezzo, Fraternita dei Laici, 3-7 juillet 2017) et les deux sessions Apprenticeship, work and creation in Early Modern Europe au colloque du European Labour History Network (Paris, 2-4 novembre 2017). Les articles choisis pour ce dossier présentent différentes modalités de transmission des connaissances techniques, des savoir-faire artisanaux et artistiques dans plusieurs contextes, urbains, mais aussi ruraux, en Italie, Espagne, France, Angleterre, Finlande et aux Pays-Bas. La comparaison entre Europe du Nord et Europe du Sud et l’inclusion des métiers d’art reflètent à la fois nos spécialités respectives et nos environnements de recherche et nous semblent des éléments importants de nouveauté, en dépit d’une production de plus en plus riche
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