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La comunità armena di Costantinopoli all'inizio del XVIII secolo: scontri e tentativi di accordi interconfessionali (XVIII sec.)
Durante il XVII e il XVIII secolo, la pratica della "communicatio in sacris" era particolarmente diffusa nell’Impero ottomano, in seguito ai successi dei missionari nella conversione delle comunità cristiane locali. Gli Armeni di Costantinopoli e delle province orientali furono particolarmente interessati dal fenomeno, che assunse presto dimensioni problematiche. Non essendo allora gli Armeni cattolici riconosciuti come comunità autonoma o separata da quella dipendente dal Patriarca nominato dal Sultano, i convertiti erano in ogni caso costretti a recarsi dal clero apostolico per tutti quegli atti religiosi che rivestivano carattere civile o ufficiale: quanti si rifiutavano potevano essere considerati ribelli anche da un punto di vista politico e questo scatenava dure persecuzioni. Lo studio dei tentativi intrapresi a Costantinopoli nei primi decenni del ‘700 per regolare i rapporti tra Armeni cattolici e apostolici mostra però come alle fratture religiose si sovrapponessero anche altre dinamiche politiche ed economiche, legate in particolare al ruolo giocato dall’ambasciata di Francia, dalle autorità ottomane e dai missionari e mercanti europei
A proposito di «D'Alep à Paris. Les pérégrinations d'un jeune syrien au temps de Louis XIV»
Recension
Les papiers des consulteurs. Questions missionnaires et procès de décision au Saint-Office, XVIIe‐XVIIIe siècles
Les années entre la fin du XVIIe siècle et le début du XVIIIe siècle ont été témoins d’une vaste controverse mettant en question les conditions de possibilité d’un catholicisme adapté aux territoires de mission au Proche, Moyen et Extrême-Orient. Il ne s’agit pas seulement des querelles des rites chinois et malabares, mais aussi du problème des relations entre catholiques et orthodoxes dans l’Empire ottoman. Dans la discussion de ces questions, on se focalise normalement sur les acteurs les plus visibles – les missionnaires sur le terrain – en oubliant les protagonistes cachés et silencieux de cette histoire : les docteurs et bureaucrates romains qui avaient la charge d’examiner et de résoudre les dubia des religieux. Cet article se focalise justement sur le rôle des consulteurs du Saint-Office et en particulier sur leurs archives, dans l’effort de mieux comprendre le processus de prise de décision au sein de l’Inquisition romaine
La communicatio in sacris con gli «scismatici» orientali in età moderna
Nel Levante di età moderna la communicatio in sacris tra cristiani orientali e cattolici era una realtà ovunque diffusa e consolidata. Il tentativo romano di inquadrare e disciplinare questo fenomeno diede il via ad una vera e propria battaglia di idee, che finì per toccare il problema di definire più chiaramente cosa fossero gli « scismatici » orientali e come dovessero venire trattati. Sulla base di quali argomenti poteva essere lecita o illecita la frequentazione delle cerimonie e dei sacramenti degli acattolici? Le opinioni prese in considerazione spazieranno dalla manualistica canonica e missionaria alle relazioni con cui i religiosi stessi giustificavano il loro operato, fino ad arrivare agli elaborati voti con cui i consultori del Sant’Uffizio provarono a governare l’intricata materia
La nascita della «Santa Unione» e l'assistenza cittadina a Modena (1541- 1542)
Il saggio analizza in parallelo l’accorpamento avvenuto a Modena nel 1541-1542 degli ospedali confraternali in un unico ente caritativo gestito da magistrati cittadini (la cosiddetta “Santa Unione”) con l’istituzione, intorno agli anni Cinquanta-Sessanta, di un circuito di assistenza “privato” sorto all’interno del movimento eterodosso modenese. L’analisi di questi due fenomeni – reazioni diverse a una stessa istanza, quella dei poveri e della mendicità – permette di affrontare alcuni nodi centrali nel dibattito storiografico sulla storia dell’assistenza
Recensione a: M. Catto, "La Compagnia divisa. Il dissenso nell'ordine gesuitico tra ‘500 e ‘600", Morcelliana, Brescia 2009
Recension
Recensione a: B. Heyberger, M. García-Arena, E. Colombo e P. Vismara (a cura di), "L'Islam visto da Occidente. Cultura e religione del Seicento europeo di fronte all'Islam", Marietti 1820, Genova 2009
Recension
«Moreschi» in Toscana: progetti e tentativi di insediamento tra Livorno e la Maremma (1610-1614)
Il progetto mediceo volto all'insediamento di esuli moriscos nelle maremme pisane e senesi era finora conosciuto solo per brevi accenni, senza che fosse possibile neanche appurarne la reale concretizzazione. Basandosi sul ritrovamento di documenti inediti d'archivio, il presente saggio ne ricostruisce l'origine, le circostanze e gli esiti tra il 1610 e il 1614, dai primi infruttuosi tentativi condotti dagli agenti toscani attivi a Madrid, Marsiglia e Roma fino agli effettivi arrivi di «moreschi» a Livorno e alle difficoltà successive incontrate nell'impiegarli come coloni. Diventa così possibile scoprire la rete internazionale di contatti dispiegata allora dalla diplomazia medicea e i problemi religiosi provocati dalla presenza di individui dall'identità ambigua: di essi saranno ricostruiti anche alcuni percorsi biografici. Il tentativo è infine considerato all'interno della politica medicea di ripopolamento dei territori disabitati del Granducato in età moderna
Turchetto (Giorgio Filalete detto il)
Voce enciclopedica su Giorgio Filalete detto il Turchett
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