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    Embolic protection devices

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    IL CONTRATTO PSICOLOGICO NELLE ORGANIZZAZIONI

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    In ambito organizzativo il tema del contratto psicologico è da tempo oggetto di attenzione in quanto diviene importante per il benessere lavorativo capirne i contenuti soprattutto tenendo conto sia della molteplicità delle forme contrattuali vigenti, sia degli effetti individuali del mutamento complessivo delle caratteristiche della forza lavoro. Attraverso una ricerca empirica si è cercato di verificare quali fossero gli effettivi contenuti dei contratti psicologici esistenti nella mente dei lavoratori. Per la ricerca è stata utilizzata la versione tradotta del Psychological Contract Inventory (Rousseau, 2000) composta da 74 item per i quali viene utilizzata una scala Likert a 5 punti. Il campione era composto da190 soggetti operanti in Rsa. I risultati preliminari mettono in evidenza una relazione tra la dimensione coinvolgimento/sostegno e le tipologie contrattuali tempo determinato e tempo indeterminato. Nello specifico è emerso che coloro che appartengono alla seconda categoria dimostrano minore coinvolgimento nell’organizzazione rispetto a coloro che sono assunti a tempo determinato. Questi ultimi mostrano, di contro, valori decisamente inferiori per quanto attiene la dimensione appartenenza. I risultati esposti suggerirebbero che mentre i lavoratori a tempo determinato aspirano ad un maggiore coinvolgimento, ossia avere opportunità di crescita e più sicurezza, i lavoratori a tempo indeterminato percepiscono in modo più netto il proprio senso di appartenenza e enfatizzano meno il grado di coinvolgimento

    Da detenuto a studente universitario: un orientamento possibile

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    Nell'ambito della psicologia dell'orientamento di fasce svantaggiate, il capitolo presenta i risultati di una ricerca-azione condotta su un campione di soggetti detenuti.In particolare, viene valutata l'efficacia di un'azione di orientamento allo studio e il tipo di interazione con alcune variabili quali:concezione del Sè e del'identità, motivazione (intrinseca versus estrinseca, percezione della dimensione temporale

    Attempting mini-invasiveness in the critically ill patient: the endovascular first act: the below-the-knee challenges

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    Arterial revascularization is the first-line treatment to restore blood flow into the foot and thus prevent amputation in (chronic limb ischemia) CLI patients. The primary objectives in the treatment of CLI are to relieve ischemic resting limb pain, heal ischemic ulceration, and prevent amputation. To that end, revascularization for CLI receives a Class I recommendation from all cardiovascular and vascular surgery societies. However, selection of a revascularization method, i.e. endovascular therapy (EVT) or surgery, for the first treatment of PAD patients presenting with CLI is still controversial and its depending on the district affected by the main lesion. Moreover, revascularization strategy selection may be biased to one with which an operator is familiar. Moreover, in the past few years, new procedures and materials have been introduced in endovascular techniques together with a multidisciplinary strategy of wound care that have improved the technical success of below-the-knee (BTK) angioplasty. In addition, the concept of angiosome-directed revascularization has recently become a popular strategy of reperfusion, whereby anatomically directed arterial flow is restored straight to the wound area. This review will briefly summarize guidelines recommendation for CLI treatment, highlighting advancements in CLI management including the clinical relevance of angiosome-directed foot revascularization, and summarizing the most relevant technical aspects of endovascular revascularization and material to utilize in the BTK district

    Progettazione e verifiche di laboratorio di un getto di grandi dimensioni

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    Il presente articolo mostra i principali risultati di un’indagine, condotta su un getto di grandi dimensioni in lega leggera colato in terra, volta a investigare la microstruttura ottenuta alla solidificazione. Tale indagine è stata realizzata mediante un’attività sperimentale e parallelamente attraverso l’impiego di software di simulazione di processo e condotta in cooperazione tra stabilimento di fonderia e laboratorio universitario. In particolare, l’attività sperimentale si è svolta mediante uno studio metallografico che ha consentito di rilevare e mappare la spaziatura tra le dendriti (“Secondary Dendrite Arm Spacing” ovvero SDAS ) e la microporosità
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