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Gli acquiferi costieri grossetani: stato delle conoscenze, evoluzione dei sistemi, ipotesi di gestione
Gli acquiferi costieri sono altamente sensibili al disturbo antropogenico; una gestione inappropriata può facilmente condurre a danni irreversibili ed alla loro distruzione come serbatoi d’acqua dolce. Il 70 % circa della popolazione mondiale risiede nelle zone costiere; negli ultimi decenni, la percentuale di acqua sotterranea utilizzata per scopi domestici è aumentata più del 40 % su scala globale. La qualità e la quantità di risorse idriche sotterranee lungo le coste italiane sono in diminuzione da tempo; l’impatto della crescita demografica è allarmante, soprattutto nelle regioni meridionali dove il 45 % della popolazione totale residente vive nelle coste. La gestione efficiente degli acquiferi costieri comporta il bilanciamento di numerose domande concorrenti ed esige l’utilizzo di modelli numerici basati su adeguate indagini di campagna e lo sviluppo di un consenso su opzioni di gestione proposte dalle pubbliche amministrazioni e da altri gruppi interessati
Large scale 3D groundwater flow modeling in fractured rocks: the case of Mt. Amiata volcanic aquifer (southern Tuscany)
Modellazione di un acquifero a porosità fissurale: il complesso vulcanico del M. Amiata (Toscana meridionale)
Modelli di valutazione della risorsa idrica rinnovabile dell'acquifero del M. Amiata (Toscana meridionale)
Uno studio idrogeologico di dettaglio è stato condotto sull'acquifero ospitato nelle vu1caniti del M. Amiata, il più importante serbatoio idrico della Toscana meridionale, finalizzato all'individuazione di idonei modelli di valutazione, anche previsionale, della risorsa idrica rinnovabile. Tale studio (basato sull'elaborazione di dati relativi a portate sorgive, precipitazioni e temperature) ha permesso la definizione dei seguenti metodi di stima: 1) rapporti tra le portate misurate nelle sorgenti; 2) analisi dei cicli di esaurimento delle sorgenti; 3) regressione multipla con i dati climatici; 4) bilancio idrico, coefficienti di infiltrazione potenziale e coefficiente di deflusso su basi fisiografiche. Il confronto tra i risultati ottenuti con questi modelli ha dimostrato la loro ottima capacità previsionale a medio-lungo termine: la risorsa rinnovabile media del M. Amiata è risultata dell' ordine dei 55.106 m3/anno (con uno scarto massimo tra le diverse stime che varia, a seconda degli anni idrologici considerati, tra il 4 e l'8%) e presenta un trend decrescente proporzionale alla diminuzione delle locali precipitazioni meteoriche. Risultati più che soddisfacenti sono stati ottenuti con la maggior parte dei criteri adottati, ad esclusione del 4), anche per quanto riguarda le previsioni di breve periodo (di anno in anno)
Analisi delle curve di esaurimento delle sorgenti del Monte Amiata (Toscana meridionale)
Un nuovo strumento operativo per la valutazione delle precipitazioni critiche nell'ambito della pianificazione dei bacini fluviali: un esempio di applicazione relativo al bacino del F. Merse (Toscana meridionale)
Nella pianificazione di un bacino idrografico risultano di crescente importanza, in un'ottica di prevenzione dalle piene, ricerche di dettaglio sulle piogge eccezionali, sia per quelle di notevole intensità e breve durata che per quelle di più giorni consecutivi. In questa tematìca, viene presentata una metodologia che permette di valutare le precipitazioni critiche, ragguagliate a qualunque porzione di territorio, in rapporto a qualsiasi combinazione di durata e tempo di ritorno. Tale metodologia prevede la stesura di quattro carte tematiche costruite in base a correlazioni statistiche, di parametri quali la media ed il coefficiente di variazione, relative alle serie delle massime precipitazioni annuali per periodi di più giorni consecutivi (piogge giornaliere) registrate nelle stazioni pluviografiche e pluviometriche competenti all'area in studio. Detta metodologia, della quale vengono qui presentati i risultati acquisiti per il bacino del F. Merse (Toscana Meridionale), è stata anche verificata, per via indiretta, tramite il confronto tra le portate al colmo regolarizzate e quelle stimate con un'espressione di tipo «razionale», relativo alla sezione fluviale denominata «Merse ad Ornate»
Modellazione di un acquifero a permeabilità fissurale: il complesso vulcanico del M. Amiata (Toscana meridionale)
Il complesso vulcanico del M. Amiata è uno dei più importanti serbatoi idrici naturali della Toscana; tali rocce sono altamente permeabili per fessurazione e contengono un acquifero freatico particolarmente suscettibile ad ingerire e diffondere inquinanti fluidi e idroveicolati, in un territorio dove l’attività umana realmente e potenzialmente inquinante grava sui settori per loro natura più vulnerabili. L’assetto geometrico e la distribuzione spaziale delle fratture determinano le caratteristiche idrauliche dell’acquifero e pongono problemi teorici ed applicativi connessi all’elevata velocità di flusso, all’anisotropia del mezzo, alle limitate possibilità di attenuazione del carico inquinante ed alle difficoltà di quantificazione dei parametri. Il rilievo amiatino è interessato da indagini finalizzate ad approfondire le problematiche connesse alla modellazione dei mezzi anisotropi fratturati, con particolare attenzione alla caratterizzazione del flusso idrico e quindi ai diversi approcci modellistici utili a descrivere, alla grande scala, le condizioni di flusso all’interno di una rete di fratture; vengono presentati i primi risultati ottenuti con l’utilizzo di un programma di simulazione agli elementi finiti e sulla base di una definizione dettagliata dello stato di fratturazione. L’approccio adottato può essere definito “continuo del mezzo poroso equivalente anisotropo”; l’anisotropia generata dai diversi sistemi di fratturazione è stata rappresentata mediante il tensore della conducibilità idraulica sulla base di una campagna di rilevamento finalizzata alla creazione di una banca dati sulle principali caratteristiche delle discontinuità presenti nel complesso vulcanico ed all’identificazione delle famiglie di fratture che presiedono alla circolazione idrica. La modellazione numerica del flusso è stata realizzata con il software FEFLOW, operando in condizioni stazionarie; è stata utilizzata una strategia a complessità crescente partendo dal calcolo del tensore per l’intero dominio, per poi passare ai tensori delle zone a fessurazione simile. La calibrazione del modello numerico è stata basata sulle serie temporali di portata sorgiva a causa dell’assoluta mancanza di misure piezometriche adeguatamente distribuite. I risultati della modellazione effettuata con un unico tensore di conducibilità evidenziano una significativa anisotropia del mezzo lungo l’allineamento NNE-SSO, coincidente con le principali zone di recapito delle acque sotterranee, con una buona convergenza tra flussi misurati e calcolati. La suddivisone del dominio in zone, ognuna con i relativi tensori, ha consentito di individuare una realistica distribuzione del campo di conducibilità idraulica e di ridurre gli scarti tra flussi misurati e calcolati; la maggiore complessità dell’approccio non é comunque sufficiente per tener conto dei fenomeni locali. Il programma di ricerca è finalizzato al conseguimento di simulazioni in transitorio capaci di riprodurre l’andamento delle portate delle sorgenti misurate per significativi periodi di tempo. La corretta rappresentazione del comportamento idrodinamico dell’acquifero costituisce infatti il fondamento necessario per gestire correttamente il suo sfruttamento, per ricavare valide simulazioni del trasporto di eventuali inquinanti ed, in particolare, per delimitare le aree di salvaguardia delle opere di captazione
Evaluation of surface water and groundwater resources in watershed planning: comparison between various estimation methods in southern Tuscany
The first step for reaching correct management of water resources in terms of comprehensive planning is to defme the quantìty of water which is potentially available in a given watershed. In this study we present and compare various methods suitable for evaluating surface and groundwater, beginning with the estimation of the total potential resource (water surplus). The study, which was carried out on the main watersheds and subwatersheds in southem Tuscany (Italy), has shown an excellent agreement between the total infìltratìon values deduced from water balance calculations and those obtained with the application of the coefficients of potential infiltration (with deviations lower than 9% in the corresponding water surplus)
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