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    Il miraggio e oltre. Saggi su Ungaretti, De Chirico, Montale, Quasimodo

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    « Si assiste ancora oggi, nella ricostruzione storica riproposta dai manuali scolastici (e non solo), ad una vistosa sfasatura che tende a retrodatare gli aspetti più innovativi di un’intera generazione poetica, ignorando che i suoi veri compagni di strada furono, semmai, i surrealisti…» In questa frase si può cogliere il filo conduttore del presente volume, che raccoglie alcuni saggi di Rosalma Salina Borello sui tre più grandi protagonisti e precursori della stagione ermetica: Ungaretti, Montale, Quasimodo. Non si tratta certo di riproporre una sorta di “tre corone”della poesia novecentesca, né, tantomeno, di porsi alla ricerca di “canoni”, in controtendenza alla fluidità e plurivocità propria della nostra epoca postmoderna. Si tratta piuttosto di sottolineare gli aspetti innovativi e propulsivi di una stagione poetica che, nel panorama della letteratura italiana del Novecento, assume sempre più i connotati di un’avanguardia silenziosa. Un’avanguardia che non è al traino di ben più conclamati e chiassosi movimenti, ma affonda le sue radici nello stesso comune, magmatico clima che si produce in unamanciata di anni (dal 1911 al 1918) che vedono l’incontro a Parigi di personaggi come Apollinaire, Breton, Ungaretti, de Chirico. Le visioni onirico-metafisiche di quest’ultimo sono state, notoriamente, un fattore fondamentale per quella conversione dello sguardo che Breton propugnerà come una delle principali finalità del surrealismo. Attraverso un’attenta rilettura intertestuale e ipertestuale delle varie forme assunte dall’arte e dal pensiero europeo agli albori del Novecento, Rosalma Salina Borello (forte del suo esercizio critico più che trentennale) fornisce al lettore una mappa attendibile che gli consente di percorrere in lungo e in largo una vastissima e intricata rete di passaggi e sotto-passaggi, fino a giungere ad una visione d’insieme di correnti ed eventi solo apparentemente estranei l’uno all’altro, rivendicandone appieno la portata europea

    Se una notte una farfalla sogna di essere Zhuang-zi: incontri di poeti, filosofi, pittori sulla Via della seta : Montale, Calvino, Lao-tzu, Okakura, Po Chou-i, Yang-ti, Kent, Nishida, Sasaki, Nietzsche, Jung, Alquié, Artaud, Van Gogh, Gatto, Bigongiari, Breton e altri

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    Ci sono miriadi di fili che collegano l'Occidente con l'Estremo Oriente. Hanno la leggerezza della seta, i riflessi cangianti dell'Ukiyo o Mondo fluttuante, che tanto affascina ora i lettori più curiosi e raffinati. Pochi però sospettano che a tenere un capo di un qualche serico filo ci siano alcune tra le voci più rappresentative del Novecento, ad esempio quella di André Breton, vulcanico, estroverso (e anche un po' istrionico) caposcuola del Surrealismo, ma anche quella sommessa, appartata, intrisa di silenzio, di un poeta che parrebbe immune dalle lusinghe di ogni moda, tanto più se esotica: Eugenio Montale. È una delle più affascinanti proposte di lettura offerte in questo volume da Rosalma Salina Borello, che, mediante un'attenta lettura testuale e intertestuale, svela quanto di una tradizione apparentemente così lontana, così accentuatamente esotica, sia presente nella cultura europea del Novecento

    Tra esotismo ed esoterismo

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    Ci sono miriadi di fili che collegano l'Occidente con l'Estremo Oriente. Hanno la leggerezza della seta, i riflessi cangianti dell'Ukiyo o Mondo fluttuante, che tanto affascina ora i lettori più curiosi e raffinati. Pochi però sospettano che a tenere un capo di un qualche serico filo ci siano alcune tra le voci più rappresentative del Novecento, ad esempio quella di André Breton, vulcanico, estroverso (e anche un po' istrionico) caposcuola del Surrealismo, ma anche quella sommessa, appartata, intrisa di silenzio, di un poeta che parrebbe immune dalle lusinghe di ogni moda, tanto più se esotica: Eugenio Montale. È questa una delle tante novità degli affascinanti percorsi di lettura proposti in questo volume da Rosalma Salina Borello, che, mediante un'attenta e originalissima lettura testuale e intertestuale, svela ai lettori quanto di una tradizione apparentemente così lontana, così accentuatamente esotica, sia presente nella cultura europea del Novecento

    La maschera e il vuoto, Saggi su Savinio, De Chirico, Breton, Piramdello, Nietzsche, Canetti, Tacano, Ungaretti, Quasimodo, Luzzi, Montale, Calvino e altri

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    Nel volume si pone in evidenza il ruolo di stimolo e di mediazione culturale che Giorgio de Chirico esercitò, senza intuirne a pieno la portata, su innumerevoli artisti e poeti che videro le sue tele 'metafisiche' del periodo parigino, in particolare Breton e Ungaretti. Sarà con una punta di ben giustificato orgoglio che Ungaretti, a distanza di anni, ricorderà di essere stato il primo italiano a conoscerne le opere del periodo parigino. Si ricostruisce, inoltre, la fitta rete di rapporti stabilitisi tra personaggi del calibro di Apollinaire, de Chirico, Breton, a partire dai due celebri ritratti di Apollinaire eseguiti nel 1914, dove il poeta francese viene consacrato come il nuovo cantore di una tradizione, nata in Grecia e proseguita nel Rinascimento italiano, di un'arte orfica e oracolare, volutamente 'sibillina', come quella che verrà proclamata dai surrealisti. Un'arte che sa farsi tramite degli archetipi dell'inconscio collettivo trasmessici dal mondo mitico e onirico: in questo veramente orfica, come certamente l'intendeva lo stesso Apollinaire, cui peraltro si deve l'introduzione, nel 1912, del termine 'orfismo' (da lui coniato per definire la ricerca della luce nel cubismo di Delaunay)

    L'Italiano in Egitto e Italiani d'Egitto. Autori e traduttori in epoca moderna tra l'una e l'altra sponda del Mediterraneo con una nuova traduzione in Arabo dell'Allegria di Giuseppe Ungaretti

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    La tesi studia lo sviluppo della lingua italiana in Egitto a cavallo tra il 19° e il 20° secolo, con maggiore attenzione al lavoro letterario di alcuni figli e alcune figlie della comunità italiana ad Alessandria d'Egitto come Amalia Nizzoli, F. T. Marinetti, Enrico Pea, Fausta Cialente ed altri. Per concentrarsi dopo alla storia parallela del lavoro degli orientalisti italiani in Egitto e la nascita dei dipartimenti di lingua e cultura italiana, indicando il lavoro eccezionale di alcuni pionieri dell'Italianistica egiziana come Hassan Uthman e Taha Fawzi. Alla fine e come modello di questo incontro tra l'Egitto e l'Italia, si studia l'opera di Giuseppe Ungaretti, sia di prosa che di poesia, presentando in appendice un'antologia di poesie di Ungaretti tradotte in arabo dall'autore della tesi
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