1,721,069 research outputs found
Elaphomyces citrinus and Elaphomyces maculatus in Sicily (Southern Italy)
The first record of Elaphomyces maculatus from Sicily is reported.
The presence of E. citrinus in Sicily, first indicated a century ago by Mattirolo in his
monograph on hypogeous fungi of Sardinia and Sicily, is confirmed. Notes on the
taxonomy, ecology and distribution of these two infrequent hypogeous fungi are
provided
I pleuroti delle ombrellifere in Sicilia
Gli Autori dopo avere evidenziato le problematiche tassonomiche del genere Pleurotus con particolare riferimento alle specie che fruttificano sui residui radicali delle ombrellifere entrano nel merito del caso di studio di Plerutous nebrodensis, specie rara ed a rischio di estinzione
Tassonomia, ecologia e distribuzione di Trichophaea abundans (Pyronemataceae) in Sicilia
I funghi dell'Isola del Giglio (Arcipelago Toscano): primo contributo
The ecological and distributive data on macromycetes of Isola del Giglio (Tuscany Archipelago, ltaly), published in 1900 by Stefano Sommier; are integrated by new data on forty-live macromycetes. The recorded taxa are new for the island with the exception of seven species previously reported by Sommier
Gli effetti dei trattamenti selvicolturali sulla dinamica delle cenosi fungine
Gli ecosistemi forestali della Sicilia sono caratterizzati da un elevato livello di diversità. In particolare i funghi lignicoli, patogeni e saprofiti, sono numericamente ben rappresentati ed esprimono una diversità funzionale colonizzando varie tipologie di materiale legnoso. Per le ricerche effettuate all’interno degli ecosistemi forestali, naturali ed artificiali, si è fatto riferimento alla metodologia adottata a livello nazionale dal Gruppo di Interesse Scientifico per la Micologia della Società Botanica Italiana. In questo contributo la diversità dei funghi lignicoli viene messa in relazione con la forma di governo e di gestione selvicolturale. Viene inoltre sottolineata l’influenza dei trattamenti selvicolturali sulla presenza/assenza dei funghi micorrizici. Si perviene alla conclusione sulla necessità di un approccio multidisciplinare nelle scelte di gestione selvicolturale al fine di salvaguardare il ruolo degli organismi fungini nell’ambito degli ecosistemi forestali
Sulla presenza di alcuni interessanti funghi ipogei e semi-ipogei in Sicilia
In questo contributo vengono riportati i dati ecologici e distributivi relativi a Fischerula macrospora, Schenella simplex, Schenella pityophilus, Setchelliogaster tenuipes, Sclerogaster compactus e Gymnomyces xanthosporus. Per S. tenuipes var. rheophyllus vengono anche messe in evidenza alcune problematiche di carattere tassonomico
Verifica dei luoghi storici di raccolta di Pleurotus nebrodensis (Basidiomycota)ai fini di una valutazione dello stato del popolamento
Nel 1902, Ferdinando Alfonso Spagna, direttore dell’Istituto Agrario Castelnuovo e redattore dei Nuovi Annali di Agricoltura Siciliana, è autore di una pubblicazione dal titolo “Dei funghi velenosi” (1) nella quale include un “elenco minuzioso dei funghi mangerecci più comuni” al fine di fornire indicazioni utili ai cercatori di funghi e per evitare i frequenti avvelenamenti che, a quel tempo, avevano causato numerose vittime in varie regioni d’Italia. Alfonso Spagna, tra le specie eduli e di buone proprietà organolettiche, segnala Pleurotus nebrodensis [sub: Agaricus nebrodensis Inz.], “fungo di eccellenti qualità”, noto localmente con il nome di “fungo di basilisco”. A differenza di Giuseppe Inzenga, che nelle Centurie (2), aveva fornito informazioni generiche sulle località di raccolta del rinomato fungo madonita, Alfonso Spagna, oltre a fornire dati interessanti sull’abbondanza delle fruttificazioni, indica con precisione due siti in cui egli stesso raccoglie il fungo. In particolare le località da lui censite ricadevano nei feudi della Canna e della Dragonara di proprietà degli eredi del Barone Nicolò Turrisi Colonna. La possibilità di raccolta dei basidiomi in questi luoghi è oggi piuttosto limitata in quanto, a causa della notevole pressione antropica, il popolamento è in declino. L’indicazione di Alfonso Spagna sull’abbondanza delle sue raccolte ad inizio ‘900 è un’ulteriore conferma di come la produzione naturale di basidiomi di P. nebrodensis si sia progressivamente contratta nel corso degli anni. Inoltre l’indicazione delle due località di raccolta consente di mettere ordine nelle generiche, e a volte, confuse o errate segnalazioni riportate in letteratura. Le due località riportate da Alfonso Spagna sono state oggetto di verifica al fine di evidenziare la presenza o l’eventuale estinzione del raro basidiomicete. Alla luce delle osservazioni effettuate si può confermare la presenza di P. nebrodensis negli ex feudi della Canna e della Dragonara, ricadenti nel territorio del comune di Petralia Sottana, sebbene, come già sottolineato, in quantità indubbiamente inferiori a quanto riportato oltre un secolo fa. Le due località, rappresentate da estesi pascoli a Cachrys ferulacea (L.) Calestani, sono state per anni oggetto di intenso sfruttamento per la pastorizia e, soltanto dopo l’istituzione del Parco Regionale delle Madonie, avvenuta nel 1989, hanno ricevuto una maggiore protezione. Ciò non ha fermato i cercatori di funghi che, richiamati dal valore economico oltre che gastronomico del “fungo di basilisco”, incuranti delle limitazioni sopraggiunte a seguito dell’emanazione di un regolamento per la raccolta dei funghi da parte dell’Ente Parco delle Madonie hanno continuato a raccogliere il rinomato fungo che, peraltro, nel 2005 è stato incluso dall’IUCN nella Red List of Threatened Species con lo status di Critically Endangered
The current state of knowledge of fungal diversity in Sicily (southern Italy)
The paper deal with the status of fungal biodiversity in Sicily. 1500 taxa, growing in different types of vegetation, are distributed in the nine provinces of the region. In this contribution a preliminary list of rare and infrequent species is also provided
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