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L'Archivio storico dell'Università degli studi di Milano : Inventario
L'inventario dell'Archivio storico dell'Università degli studi di Milano, che rappresenta la conclusione di un prolungato lavoro di riordinamento dell'archivio, descrive la documentazione prodotta nel primo quarantennio di vita dell'Ateneo (costituito nel 1924) e i fondi, cosiddetti aggregati, degli istituti d'istruzione superiore precedenti la nascita dell'Università di Milano. Le descrizioni inventariali sono precedute da un'introduzione generale e da sintetici profili storico-istituzionali di ogni ente produttore delle carte
Sulle lettere originali di Aldo Moro pervenute nei giorni del suo sequestro
Questo saggio intende sistematizzare le conoscenze finora acquisite sull’individuazione e il numero delle lettere scritte dal leader democristiano Aldo Moro dalla prigionia delle Brigate Rosse, fatte recapitare dal gruppo terroristico durante i 55 giorni del suo sequestro (16 marzo-9 maggio 1978). L’edizione delle Lettere dalla prigionia di Aldo Moro, curata da Miguel Gotor (Einaudi, 2008), rappresenta un costante punto di riferimento della prima parte del saggio, che mette in discussione il conteggio, operato da Gotor, delle lettere e dei messaggi effettivamente pervenuti durante il sequestro. La mancanza di certezza su questo punto origina dal fatto che l’autorità giudiziaria dell’epoca, ufficialmente investita delle indagini, non venne in realtà informata di tutti gli scritti usciti dal “carcere” brigatista. Nella seconda parte, vengono poi esposte alcune novità relative alla cronologia della consegna di alcune lettere e alla sconcertante scoperta che alcune missive dell’uomo politico, tuttora non rintracciate, dovettero arrivare prima del 29 marzo 1978, giorno del primo recapito finora noto.The purpose of this essay is to systematize the information acquired to date on the determination and exact number of the letters written by Christian-Democrat leader Aldo Moro while a prisoner of the Red Brigades, and delivered by that terrorist group over the 55 days of his abduction (16 March-9 May 1978). The edition of Aldo Moro's Letters from the prison, edited by Miguel Gotor (Einaudi, 2008) is a constant source of reference for the first part of this essay, which debates Gotor's reckoning of the letters and messages actually received during Moro's detention. The uncertainty about this question stems from the fact that the appointed judicial authorities were not informed of all the letters issuing from the Red Brigades' prison. The second part deals with some new information concerning the timing of the delivery of some letters, and the upsetting discovery that a few writings by the politician, that have yet to be tracked down, must have arrived before March 29th 1978, the first known delivery date
I primi esperimenti di vaccinazione carbonchiosa condotti in Italia, in un resoconto del direttore della Scuola veterinaria di Milano a Louis Pasteur.
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Il Consorzio del 1875 tra gli Istituti d'Istruzione Superiore attivi a Milano: alcune riflessioni per una storia amministrativa
Il saggio, attraverso il ricorso alle fonti normative di rango secondario e alla documentazione d'archivio, cerca di chiarire il modello organizzativo e la natura giuridica di alcuni istituti d'istruzione superiore operanti a Milano negli ultimi decenni dell'Ottocento, e di fornire delle risposte sull'effettiva operatività del Consorzio deputato a coordinare la loro attività
Carte di governo e carte personali nell'archivio di Mario Scelba
Tra gli archivi di personalità che hanno ricoperto ruoli cruciali di governo nell’Italia repubblicana, quello di Mario Scelba, politico democristiano e ministro dell’interno dal 1947 al 1955 e tra il 1960 e il 1962, è tra i più ricchi di documenti rilevanti, nell’ottica della storia politica e, in particolare, delle vicende della guerra fredda. L’archivio è stato donato alla Fondazione-Istituto Luigi Sturzo di Roma, dove è pervenuto in due distinti versamenti: il primo di ben 197 buste; il secondo di sole 29 buste: queste ultime, però, rappresentano la parte più significativa del fondo, poiché conservano ciò che resta di un vasto aggregato di fascicoli di carattere politico e/o personale di Scelba, in parte proveniente dalla sua Segreteria particolare presso il Ministero dell’interno (e anche dalla sua Segreteria particolare di presidente del Consiglio quando per un breve periodo ricoprì questa carica), in parte invece organizzato a posteriori dallo stesso Scelba presso il suo ufficio di parlamentare. Attraverso l’esame dei caratteri formali delle carpette dei fascicoli e del loro contenuto documentario, il contributo cerca di individuare la natura pubblica o privata, oppure insieme pubblica e privata, di determinati dossier.Among the papers of politicians who have held a top position in the government of republican Italy, Mario Scelba’s archive, a christian democrat and minister of the Interior from 1947 to 1955 and from 1960 to 1962, is one with the richest relevant information about politics and the various italian events during the “cold war”. His records have been donated to the Foundation Istituto Luigi Sturzo in Rome, where they have been emptied into two different transfers: the former consisting of 197 bundles, the latter of just 29 bundles, which however represent the more meaningful section of the fonds, as they gather the remnants of a huge amount of files either of political or of personal nature, partly originating from his own secretariats at the Ministry of the Interior and at the Cabinet (actually he also was prime minister in 1954-1955), partly organized later on by Scelba himself at his deputy’s office. By means of a thorough examination of the covers of the files, the author has tried to see into the real nature – public and/or private – of certain dossiers. Such perusal of Scelba’s papers and the study of dated archival reference codes allows the tracing of partial lists of past files, now missing
Una clinica per gli animali. La Scuola di medicina veterinaria diretta da Nicola Lanzillotti-Buonsanti
Sono descritte le vicende della Scuola di medicina veterinaria di Milano dall''Unità d''Italia al 1924, in rapporto con il contesto nazionale (il progressivo consolidamento del ruolo professionale dei veterinari, l''avvicinamento dell''ordinamento istituzionale e didattico delle scuole veterinarie all''assetto universitario, la tarda applicazione generalizzata delle norme di vigilanza zooiatrica) e con il contesto locale (l''attività didattica condotta in sinergia con la Scuola superiore d''agricoltura, i fitti rapporti con le istituzioni scientifico-culturali operanti a Milano, l''apporto scientifico della Scuola veterinaria all''effettivo funzionamento della Stazione sperimentale delle malattie infettive del bestiame)
La realizzazione di un'anagrafe storica dei diplomati della Scuola di medicina veterinaria di Milano (1812-1933)
La Scuola di medicina veterinaria di Milano, la cui fondazione risale al 1791, ben si colloca all’interno del polimorfismo che ha connotato il sistema ottocentesco dell’istruzione superiore, nel quale sono state attive, a fianco delle università propriamente dette, numerose «scuole» e «istituti» superiori operanti nei settori tecnici, scientifici e commerciali. La solidità istituzionale e l’ininterrotta operatività dell’istituto milanese si rispecchia nel suo archivio, che – caso pressoché unico nel
panorama italiano di queste scuole – ci è pervenuto con buona continuità per quasi tutto il XIX
secolo. Proprio l’osservazione delle serie che compongono l’archivio (definibile come un fondo aggregato del più vasto Archivio storico dell’Università degli studi di Milano) e, in particolare, l’osservazione delle fonti che documentano la conclusione dei percorsi scolastici degli studenti iscritti, ha stimolato l’ideazione di un’anagrafe storica dei 1.853 allievi diplomatisi in questa Scuola nel corso di oltre 120 anni di attività, dalla rifondazione dell’Istituto negli anni napoleonici fino alla sua aggregazione, nel 1932-1933, alla Regia Università di Milano come Facoltà di Medicina veterinaria. Il contributo, dopo aver delineato i cambiamenti nell’assetto della Scuola prima e dopo
l’Unità, descrive sommariamente lo sviluppo di questo progetto a partire dall’analisi critica delle
fonti disponibili. Viene spiegata in particolare la fase più impegnativa del lavoro, consistita nella
sistematica raccolta dei dati su Excel finalizzata alla loro esportazione su un database integrato
alla piattaforma WordPress. La consultazione e l’interrogazione da remoto della base dati sarà
prossimamente resa possibile nell’ambito di un sito internet in corso di ultimazione (http://anagrafestoricavet.unimi.it), che fruisce del servizio di web hosting dell’Ateneo milanese.The School of Veterinary Medicine of Milan, founded in 1791, was part of the multifaceted eighteenth-century system of higher education, whose universities were flanked by various
«schools» and «institutes» operating in technical, scientific and commercial fields. Milan’s School
of Veterinary Medicine was a solid institution operating throughout the nineteenth century, which
is reflected in records held in its archives, and presents a practically unique case among schools
of veterinary medicine in Italy. The School’s archives, which can be considered an adjunct to the
vast historical archives of the University of Milan, were analysed, in particular sources documenting
the graduation of its students. The analysis led to the idea to create a historical record of the 1,853
students graduating from the School during its 120 years, from its founding during Napoleonic
times until becoming part of the "Regia Università di Milano" in 1932-1933 and renamed Faculty of
Veterinary Medicine. The paper, after outlining organisational changes to the School before and
after the unification of Italy, traces its development starting from a critical analysis of available
sources. It explains in particular the most challenging stage of the work, consisting in the systematic collection of data on Excel. The data were then exported to an integrated database on the WordPress platform and soon it will be possible to consult and query the database online on a website nearing completion (http://anagrafestoricavet.unimi.it), which makes use of the web hosting service of the University of Milan
L'Archivio della Regia Scuola superiore di medicina veterinaria di Milano (1807-1934) : Inventario
Dopo una lunga e complessa attività di riordinamento, è stato di recente reso disponibile agli studiosi l’Archivio della Regia Scuola superiore di medicina veterinaria di Milano, una delle più antiche scuole di veterinaria in Europa, che operò fino al 1932, quando fu aggregata all’Università di Milano trasformandosi nell’attuale Facoltà di medicina veterinaria. Questo Inventario rappresenta l’esito del lavoro di riordinamento e fornisce una descrizione accurata, completa e organica dell’archivio, formato da 248 unità tra cartelle e registri su un arco temporale che va dal 1807 al 1934, e fisicamente conservato in due sedi distinte (nella nuova sede di Lodi della Facoltà e presso il Centro Apice dell’Università). L’Introduzione ricostruisce la storia istituzionale della Scuola, dalla sua fondazione nel 1791 alla sua aggregazione alla Regia Università, e chiarisce il processo di sedimentazione dell’archivio e i criteri adottati nella redazione dell’Inventario. L’interesse storico di queste carte, che iniziano con gli anni napoleonici, è notevole, per almeno due ragioni. Da un lato, non vi sono in Italia altri casi di archivi di vecchie scuole di medicina veterinaria conservati con una continuità nel tempo e una consistenza paragonabile a questo caso; dall’altro, i documenti dell’Archivio della Scuola di Milano sono in grado di illuminare i molteplici risvolti dell’attività di questa istituzione, attraverso diversi regimi politici: come istituto di formazione delle leve della giovane professione di veterinario, come stabilimento strettamente collegato alle esigenze del territorio in cui operava, e infine – soprattutto a partire dagli anni Ottanta dell’Ottocento – come centro di ricerca scientifica
La normativa e l'organizzazione archivistica italiana nel corso del Novecento e fino alle recenti riforme
Questo capitolo prende in esame gli aspetti a mio avviso più significativi
dell’evoluzione della normativa e dell’organizzazione archivistica italiana
nel corso del Novecento e di questo ultimo ventennio: le funzioni di
conservazione e di vigilanza dell’amministrazione archivistica, la disciplina
relativa agli scarti dei documenti e – con uno sforzo di sintesi –
quella relativa alla consultabilità dei documenti. Nell’ultimo paragrafo
vengono infine considerati i mutamenti dell’assetto dell’amministrazione
archivistica intervenuti a partire dal 1999-2000
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