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    Introduzione [La semiotica e il progetto 2. Spazi, oggetto, interfacce]

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    Si tratta dell'Introduzione al libro "La semiotica e il progetto 2" e si concentra sui concetti di spazialità, oggetti e interfacce, i tre argomenti affrontati dai vari saggi raccolti nel volume

    La semiotica e il progetto 2. Spazi, oggetti, interfacce

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    Si tratta di una raccolta di saggi dedicati al rapporto tra la semiotica e la progettazione, a partire da una domanda: "Come può la semiotica essere utile alla progettazione?" La semiotica viene qui sollecitata a una sfida: comprendere fino a che punto possa intraprendere vie di sperimentazione, oltre che di indagine teorica

    La trama sottile della grafica

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    Il volume ripercorre alcuni momenti di quel ‘laboratorio della transizione’ che è stato la rivista LineaGrafica dagli anni Ottanta in poi. In un testo a più voci, i discorsi aperti da Giovanni Baule con i suoi editoriali – pubblicati tra il 1985 e il 2007, e di cui proponiamo una selezione – si intrecciano con riflessioni sui percorsi del design della comunicazione. Il dialogo a distanza che ne risulta è un’occasione per prendere posizione rispetto ai molteplici temi che hanno indirizzato questo campo di studi e di progetto che hanno segnato, nelle diverse fasi, tanto i momenti di riaffermazione delle radici e dell’identità disciplinare, quanto i profondi cambiamenti che hanno accompagnato le innovazioni tecnologiche, soprattutto digitali e di linguaggio

    Il millennio di carta. Una nuova percezione del futuro.

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    Questo volume ripercorre alcuni momenti di quel 'laboratorio della transizione' che è stato la rivista LineaGrafica dagli anni Ottanta in poi. In un testo a più voci, i discorsi aperti da Giovanni Baule con i suoi editoriali - pubblicati tra il 1985 e il 2007, e di cui proponiamo una selezione - si intrecciano con riflessioni sui percorsi del design della comunicazione. Il dialogo a distanza che ne risulta è un'occasione per prendere posizione rispetto ai molteplici temi che hanno indirizzato questo campo di studi e di progetto che hanno segnato, nelle diverse fasi, tanto i momenti di riaffermazione delle radici e dell'identità disciplinare, quanto i profondi cambiamenti che hanno accompagnato le innovazioni tecnologiche, soprattutto digitali e di linguaggio

    Epistemologia del sé. Note dall’esternalismo di Peirce

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    “ [...] testimony is even a stronger mark of fact than the facts themselves, or rather than what must now be thought of as the appearances themselves. (I may remark, by the way, that this remains so through life; testimony will convince a man that he himself is mad) ” (EP vol. I, pp. 19-20). Questo passaggio, che compare nel fondamentale saggio di Peirce Questions Concerning Certain Faculties Claimed for Man, presenta un aspetto emblematico della sua contestazione del paradigma cartesiano cui si appoggiano gli approcci mentalisti alle questioni epistemologiche, vale a dire delle epistemologie centrate sulla costituzione della coscienza/mente umana. Il saggio è dedicato, complessivamente, alla critica del valore epistemico del criterio di intuizione immediata – sia sensibile sia intellettuale – e tende a ridurre a pseudo-problema la tradizionale ricerca di un primum assoluto della conoscenza. In tale contesto, viene posta una stretta relazione tra la ricognizione del “private self” e la testimonianza verbale degli altri intorno ai ‘fatti oggettivi’. Si cercherà di mostrare che, infine, il criterio della testimonianza viene qui a raffigurare il tipico intreccio peirciano di esternalismo e fallibilismo. Dopo un commento delle asserzioni di Peirce in merito all’epistemologia del cosiddetto ‘mondo interno’, attraverso il quale sarà anche indicata la posizione del suo criterio di testimonianza verbale rispetto ad alcune delle accezioni paradigmatiche in cui esso è declinato nella nostra tradizione filosofica, si proporrà un confronto con la visuale avanzata da Wittgenstein in Philosophical Investigations: “An ‘inner process’ stands in need of outward criteria” (PI: § 580). In particolare, si prenderà in considerazione la somiglianza tra Peirce e Wittgenstein in merito sia alla valorizzazione dei ‘criteri esterni’ nell’analisi delle questioni psicologiche soggettive sia alla indicazione della loro insufficienza

    Progettare il senso. Una semiotica della progettazione.

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    Il saggio si compone di cinque parti. La prima presenta brevemente la storia dei rapporti tra semiotica e teoria del design, in particolare nell'approccio del metaprogetto. La seconda riflette sui problemi e le soluzione del passaggio da una semiotica teorica e analitica e una applicativa e pratica. La terza presenta una ricerca analitica e progettuale su un territorio urbano che porta a vision e concept come soluzioni delle criticità rilevate. La quarta presenta un'esperienza di partecipazione alla progettazione di un intervento sul verde pubblico nella quale la semiotica svolge un ruolo di supporto comunicazionale. Infine, si presenta un caso di analisi semiotica con formulazione di vision e concept per una ricerca di scenario nel settore degli spazi commerciali

    Come inventare e progettare alla maniera di Poe. Filosofia della composizione, a cura di Massimo A. Bonfantini e Marina T. Terenzi, Milano, Moretti-Honegger, pp. 139

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    Il libro presenta una traduzione originale del saggio di E.A. Poe "Filosofia della composizione" e saggi degli autori relativi alla progettazione e composizione letteraria, in chiave di teoria del progetto e semiotica dell'inventiva
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